Migrazione del rospo comune, fonte: www.lastampa.it

Principesse (e principi) non baciateli, ma salvaguardateli!

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Principesse (e principi) non baciateli, ma salvaguardateli! ultima modifica: 2016-03-17T08:00:57+00:00 da Alessandra Condello
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Qualche settimana fa ho avuto la fortuna di osservare due esemplari di rospo comune (Bufo bufo) in accoppiamento. Non è stato facile individuarli all’interno dello stagno dell’Officina Verde Tonolli, la colorazione di questi anfibi permette loro di mimetizzarsi efficacemente con il fondale, è necessario quindi aguzzare bene la vista ed essere pazienti.

Bufo bufo amplexus
Accoppiamento del rospo comune

Durante la fase riproduttiva il maschio, di dimensioni inferiori rispetto alla femmina, si aggrappa al dorso della sua amata in attesa di fecondare esternamente le piccole uova nere che verranno emesse dalla femmina in due lunghi cordoni gelatinosi.

Deposizione delle uova all'interno dei cordoni gelatinosi
Deposizione delle uova all’interno dei cordoni gelatinosi

Per diversi giorni la coppia ha soggiornato tra le acque dello stagno per poi scomparire lasciandosi alle spalle una consistente quantità di uova ben ancorate e intrecciate tra le foglie dell’Iris.

L’Officina Verde Tonolli è un’area della Circoscrizione 4 di Torino, un piccolo polmone verde immerso in un contesto urbano.

Come sono arrivati i rospi fin lì?

Dove sono andati una volta finito l’accoppiamento?

I rospi trascorrono l’inverno in rifugi scavati nel suolo all’interno di un bosco e li abbandonano verso la fine della stagione fredda per spostarsi in massa verso i laghi o gli stagni dove avrà luogo l’accoppiamento. Questa migrazione copre distanze che variano dalle centinaia di metri fino al km. Terminata la fase riproduttiva i rospi rientrano nel bosco e si dedicano alla caccia di artropodi e lombrichi. Nel corso della prima metà di ottobre scavano il riparo nel suolo dove trascorreranno l’inverno.

Questi anfibi mostrano un forte legame con il sito di riproduzione scelto, tanto da tornarci nonostante sia divenuto inospitale. Nell’eventualità peggiore della distruzione del luogo prediletto la popolazione ad esso legata rischierebbe l’estinzione.

In Italia il rospo comune è valutato come specie Vulnerabile secondo i criteri dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN): “Nonostante la popolazione meridionale sia in una situazione meno critica, a livello nazionale il trend di popolazione della specie mostra un declino superiore al 30% negli ultimi 10 anni causato principalmente dal traffico automobilistico e dall’alterazione e perdita di habitat, in particolare dei siti di riproduzione. Per queste ragioni la specie viene valutata Vulnerabile (VU)“.

Il Bufo bufo è presente in quasi tutta l’Europa e sfortunatamente il traffico automobilistico è una grave minaccia per questa specie anche al di fuori dell’Italia. Durante le migrazioni verso i siti di riproduzione centinaia di esemplari vengono uccisi sulle strade.

Migrazione del rospo comune, fonte: www.lastampa.it
Migrazione del rospo comune, fonte: www.lastampa.it

Diverse sono le iniziative portate avanti per contrastare questo fenomeno e salvaguardare la sopravvivenza dell’animale. Una tra tutte la creazione di rospodotti: passaggi o sottopassaggi artificiali che consentono a questa specie (e non solo) di spostarsi in modo sicuro creando un percorso alternativo alle strade frequentate dalle automobili.

Esempio di rospodotto
Esempio di rospodotto

Da 6 anni il Servizio Tutela Fauna e Flora e il Servizio pianificazione e gestione rete ecologica e aree protette della Città Metropolitana di Torino portano avanti una campagna di tutela dei rospi durante la migrazione riproduttiva realizzando queste strutture: “I rospi sono determinanti per il mantenimento dell’equilibrio ecologico del territorio e della sua biodiversità. Svolgono infatti un’azione di controllo degli insetti che vivono nelle zone umide, come le zanzare, ma si nutrono anche di altre specie dannose per l’agricoltura, come le lumache. Sono inoltre preziosi indicatori dello stato ambientale, perché la permeabilità della loro pelle li rende assai sensibili agli agenti tossici e ai cambiamenti climatici e ambientali“, come si legge in un comunicato stampa della Città Metropolitana di Torino. Quindi, in futuro, se vi capiterà di incrociare lungo il vostro cammino un rospo non date per scontata la sua presenza e ricordate le tante peripezie che deve affrontare per sopravvivere.

Principesse (e principi) non baciateli, ma salvaguardateli! ultima modifica: 2016-03-17T08:00:57+00:00 da Alessandra Condello
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Principesse (e principi) non baciateli, ma salvaguardateli! ultima modifica: 2016-03-17T08:00:57+00:00 da Alessandra Condello

Classe 1986, di Torino, ma con radici che si allungano verso il Sud Italia. Si definisce un ibrido: laureata triennale in Scienze e tecniche neuropsicologiche decide di ampliare la sua prospettiva sul mondo e consegue una laurea magistrale in evoluzione del comportamento animale e dell'uomo presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi. Etologa in erba, fa parte di un'associazione che si occupa di educazione ambientale. Ama scorrazzare per boschi insieme alla sua fedele compagna canina Lumi, attenta osservatrice capace di dare preziose dritte. Venera la bicicletta in ogni sua forma e si nutre di musica.

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