Il percorso ad anello di 230 km unisce Lecce, Santa Maria di Leuca e i borghi storici dell’entroterra messapico e megalitico. Ladriatica è la ciclovia più orientale d’Italia
Nel sempre più articolato panorama delle infrastrutture nazionali dedicate al cicloturismo fa la sua comparsa ladriatica, la Ciclovia del Salento Orientale presentata alla recente Fiera del Levante svoltasi a Bari. Il progetto, realizzato per il Parco regionale Costa di Otranto Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, è stato curato da Vivilitalia, la società di Legambiente che si occupa di turismo sostenibile. Ideatore dell’itinerario è Roberto Guido, giornalista di professione e ciclo-esploratore per passione ed è un invito a scoprire l’anima più autentica della Puglia attraverso la filosofia del viaggio lento e della vacanza a pedali.

Ladriatica, un anello in quattro tappe
Il percorso principale de ladriatica è un anello in quattro tappe con un sviluppo lineare di 232,1 km, un dislivello di 1850 metri e un fondo stradale coperto al 95% da asfalto. La ciclovia più orientale d’Italia parte e arriva a Lecce con una modulazione degli spostamenti giornalieri così articolata: Lecce – Otranto (53,7 km), Otranto – Santa Maria di Leuca (65,9 km), Santa Maria di Leuca – Giurdignano (62,4 km), Giurdignano – Lecce (50,1 km).
Se la longitudine regala ai ciclisti le albe più precoci della Penisola, la latitudine e il clima mite anche nei mesi invernali rendono il percorso de ladriatica fattibile dodici mesi l’anno, così come la “gemella” occidentale, la Ciclonica.
Sei percorsi per le pedalate di un giorno
Accanto all’itinerario a tappe, ladriatica propone sei percorsi ad anello pensati per escursioni giornaliere adatte a tutti, dai ciclisti esperti alle famiglie:
- anello 1 (Santa Maria di Leuca – Gagliano del Capo – Corsano): 36,4 km sulle maestose scogliere di Finibus Terrae, attraversando il suggestivo fiordo del Ciolo;
- anello 2 (Alessano – Tricase – Novaglie): 36,4 km tra i paesaggi rurali del Capo di Leuca, i muretti a secco, il ricordo di don Tonino Bello ad Alessano e l’archeologia antica di Macurano;
- anello 3 (Andrano – Corsano – Tricase): 37,7 km dal Lungomare delle Agavi alla marina di Serra, alla plurisecolare quercia Vallonea di Tricase;
- anello 4 (Santa Cesarea – Andrano – Diso): 41,7 km dalle acque sulfuree di Santa Cesarea Terme ai ricami di roccia della Grotta della Zinzulusa e al borgo storico di Castro;
- anello 5 (Porto Badisco – Santa Cesarea – Poggiardo – Uggiano La Chiesa): 39,3 km dalla costa selvaggia di Porto Badisco alla scogliera di Santa Cesarea, fino al Parco dei Guerrieri di Vaste;
- anello 6 (Otranto): 39,3 km dalle cave di bauxite, una delle immagini cartolina di Puglia, fino al Faro di Punta Palascìa per giungere a Giurdignano.

Un’esperienza culturale totale
“Come Ente Parco siamo fortemente impegnati nella tutela e valorizzazione del nostro territorio, promuovendo iniziative legate alle attività outdoor”, spiega Michele Tenore, Presidente del Parco Costa Otranto, Santa Maria di Leuca, Bosco di Tricase. “Siamo infatti convinti che non ci sia modo migliore per coniugare il rispetto dell’ambiente con una sua fruizione consapevole. Con questo spirito, d’accordo con l’Assemblea dei Sindaci, abbiamo voluto finanziare con nostre risorse questo importante percorso cicloturistico, offrendo a residenti e visitatori un modo nuovo per scoprire il Salento”.
Ciclovia dell’acqua: da Camposele a Santa Maria di Leuca sulle tracce del fiume nascosto
“Ladriatica – spiega Roberto Guido, – è un viaggio tra natura, mito e cultura ionico-adriatica. Non è solo un itinerario ciclistico, dunque, ma un’esperienza culturale totale. Pedalando a bassa intensità di traffico, il viaggiatore attraversa maestose scogliere e calette incontaminate prima di addentrarsi in una campagna dolce costellata di tesori storici. Tra le tappe imperdibili spiccano le testimonianze della civiltà messapica nel Parco dei Guerrieri di Vaste, l’incredibile ‘giardino megalitico d’Italia’ a Giurdignano con i suoi dolmen e menhir, e la maestosa Quercia dei Briganti a Pisignano.”
“Insieme alla Ciclonica, la gemella ionica di questa Ciclovia, già completamente fruibile sulla costa occidentale salentina, crediamo che il Salento possa offrire oggi una proposta cicloturistica di grande interesse a livello internazionale” spiega Sebastiano Venneri, Presidente di Vivilitalia. “È quella che ci piace definire ‘la via italiana al cicloturismo’, un modo di fruire il Paese senza aggiungere un solo km di nuovo asfalto, ma unendo l’infinita rete di strade a basso impatto veicolare, le ciclabili già esistenti, gli sterrati e le stradine interpoderali. È questa una caratteristica tutta italiana, eredità di un passato unico nel suo genere, ma che oggi può diventare una vera risorsa per il cicloturismo”.
Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, in bici lungo il fiume nascosto del Mezzogiorno
Il logo della Ciclovia elegge a protagonista il Faro di Punta Palascìa. Il faro si staglia davanti a un sole nascente che rivela una forma geometrica precisa: una ruota di bicicletta. I dodici raggi rendono il logo un manifesto del territorio, omaggiando i comuni attraversati dall’itinerario.
[Foto @ Roberto Guido]
