Coltan: tra sfruttamento del suolo e schiavitù, la terribile realtà nascosta dei nostri smartphone

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Luwowo Coltan mine near Rubaya, North Kivu the 18th of March 2014. © MONUSCO/Sylvain Liechti Luwowo is one of several validated mining site that respect CIRGL-RDC norms and guaranties conflict free minerals.

Coltan, l’estrazione nelle miniere. Un materiale fondamentale per i dispositivi elettronici ma dannoso per l’ambiente e per i lavoratori. 

Ogni giorno utilizziamo smartphone, computer e dispositivi elettronici senza chiederci da dove provengano i materiali che li rendono possibili. Uno di questi è il coltan, un minerale fondamentale per la produzione di componenti elettronici, ma anche simbolo di grave sfruttamento del suolo e delle persone.

Che cos’è e a cosa serve il coltan?

Il coltan (abbreviazione di columbite-tantalite) è indispensabile per ricavare il tantalio, un metallo utilizzato nei condensatori elettronici per la loro capacità di immagazzinare energia. Gran parte delle riserve mondiali di coltan si trova nella Repubblica Democratica del Congo, una delle aree più ricche di risorse naturali ma anche tra le più povere del pianeta.

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L’estrazione nelle miniere di coltan

L’estrazione del coltan avviene spesso in miniere illegali, senza regole ambientali né tutele per i lavoratori. Il suolo viene scavato in modo intensivo, causando deforestazione, erosione del terreno e inquinamento delle acque. Interi ecosistemi vengono distrutti e molte specie animali rischiano l’estinzione.

È notizia di pochi giorni fa il crollo della miniera di Rubaya, nella regione del Nord Kivu, dove, secondo i ribelli sarebbero oltre 400 le vittime a causa del cedimento improvviso del sito estrattivo. Tra i morti anche donne e bambini.

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Tra sfruttamenti e conflitti

Lo sfruttamento del suolo è strettamente legato allo sfruttamento umano. Migliaia di persone, spesso bambini, lavorano in condizioni disumane, senza protezioni e per salari minimi. I proventi del commercio del coltan finiscono talvolta nelle mani di gruppi armati, alimentando conflitti e instabilità politica: per questo il coltan viene definito un “minerale insanguinato”.

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Le conseguenze sulla salute dei lavoratori

Diversi studi condotti dalle università di Lubumbashi, Lovanio e Gand indicano che l’esposizione all’inquinamento tossico provoca difetti del DNA nei figli di minatori di rame e cobalto nella Repubblica Democratica del Congo.

Mark Dummett, direttore del programma Imprese, sicurezza e diritti umani di Amnesty International, ha inoltre aggiunto: “Quando ci siamo recati per la prima volta nelle miniere, nel 2015, abbiamo visto uomini, donne e bambini lavorare persino senza l’attrezzatura di protezione più essenziale come guanti e mascherine per il volto. I minatori ci hanno riferito delle patologie di cui soffrivano, tra le quali tosse, dolore ai polmoni e infezioni alle vie urinarie. Gli abitanti di un paese in cui siamo stati ci hanno mostrato l’acqua della sorgente del fiume locale, che usavano per bere, contaminata dallo scarico dei rifiuti di un impianto di lavorazione dei minerali”.

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La responsabilità dei paesi sviluppati

Il problema riguarda anche i paesi più sviluppati. La continua richiesta di nuovi dispositivi elettronici alimenta la domanda di coltan, rendendo i consumatori indirettamente coinvolti. Per questo oggi si parla sempre più di responsabilità globale, di filiere controllate, riciclo dei materiali elettronici e consumo consapevole.

Inoltre una maggiore richiesta significa anche una maggiore estrazione e di conseguenza un incremento nella produzione. Se vengono fabbricati più prodotti, verranno emesse più sostanze inquinanti nell’ambiente, aggravando il riscaldamento climatico. 

Un corretto utilizzo e un corretto smaltimento

Per questo motivo è importante utilizzare i dispositivi elettronici nel modo migliore possibile, evitando di sostituirli dopo poco tempo anche se ancora funzionanti, solo per seguire la moda del momento.

È inoltre opportuno preferire la riparazione al nuovo acquisto e, quando ciò non è possibile, scegliere telefoni ricondizionati. In questo modo si sfruttano al meglio le risorse già estratte e si riducono gli sprechi.

Infine, è fondamentale smaltire correttamente i dispositivi elettronici per garantire il riciclo dei materiali.

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Difendere il suolo significa difendere la vita, l’ambiente e i diritti umani. Il caso del coltan ci ricorda che il progresso tecnologico non può avvenire a discapito della dignità delle persone e del pianeta.

[Foto © MONUSCO/Sylvain Liechti Flickr– licenza CC BY-SA 2.0]

[Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale per quanto riguarda la fase di brainstorming e dell’organizzazione dei paragrafi e revisionato interamente da un giornalista della redazione]

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