9 Febbraio 2026

Solare e eolico superano i fossili nel 2025, svolta storica per le rinnovabili in Italia e UE

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Rinnovabili: solare ed eolico nel 2025 segnano un +14,3% in Italia e per la prima volta superano i combustibili fossili nella produzione elettrica dell’Ue

In un contesto italiano di consumi elettrici stabili (311,3 TWh), nell’anno appena trascorso le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda (rispetto al 42% del 2024), facendo segnare, da una parte, il record annuale di produzione fotovoltaica (44,3 TWh, +25,1% a confronto del 2024), dall’altra un ritorno della fonte idroelettrica ai livelli di produzione degli anni precedenti (-21,2%), dopo lo straordinario incremento dell’idraulicità avvenuto nel 2024 (dati Terna).

Unendo il risultato di solare (44,3 TWh) ed eolico (21,4 TWh), queste due fonti pulite sono cresciute del 14,3% rispetto al 2024 ed hanno coperto il 21,1% del fabbisogno elettrico nazionale, ma dati ancora più confortanti arrivano dall’Unione europea (Ue), dove per la prima volta sole e vento hanno scavalcato i combustibili fossili nella generazione di energia in ambito comunitario, attestandosi al 30,1% contro il 29%.  In 14 dei 27 Paesi dell’Ue solare ed eolico hanno prodotto più energia di tutte le fonti fossili.

“Questo momento cruciale dimostra quanto rapidamente stia cambiando il settore energetico dell’UE. […] La prossima sfida sarà quella di incidere seriamente sulla dipendenza dell’UE dal costoso gas importato. Investendo in tutto il sistema energetico per sfruttare il potenziale di batterie, reti e tecnologie elettrificate, l’UE può sfruttare l’energia rinnovabile prodotta internamente per stabilizzare i prezzi e tutelarsi dal ricatto energetico, ha dichiarato Beatrice Petrovich, analista energetico senior per l’Europa di Ember, il think thank indipendente sull’energia che ha appena pubblicato il “Global Electricity Review 2025”.

Rinnovabili in Italia, i dati Terna sul record del fotovoltaico

Stando alle rilevazioni di Terna, l’incremento di capacità di tutte le fonti rinnovabili in Italia nel 2025 è stato pari a 7.191 MW, “al 31 dicembre si registrano 83.529 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 43.513 MW di solare e 13.629 MW di eolico. Rispetto a quanto previsto dal DM Aree Idonee (21 giugno 2024), il target fissato per il quinquennio 2021-2025 di nuove installazioni è stato superato di 1.605 MW”.

La quota di rinnovabili nel 2025 ha coperto il 41,1% della domanda elettrica ed il 47,7% della produzione elettrica nazionale. Passando all’analisi delle singole fonti, il record già citato della produzione fotovoltaica (+8.892 GWh) è correlato sia all’aumento di capacità in esercizio (+6.636 GWh) che ad un maggiore irraggiamento (+2.256 GWh)  Complessivamente il fotovoltaico ha coperto il 16,5% della produzione nazionale ed il 14,2% della domanda.

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Si è invece arrestata la produzione idroelettrica, che rispetto al 2024 ha fatto segnare un calo di circa 11 TWh, con un contributo sulla domanda pari al 12,8% a confronto del 16,3% dell’anno precedente. È diminuito leggermente anche l’apporto dell’eolico (8% della produzione nazionale, -3,3% su base annua), che ha coperto il 6,9% della domanda (-0,2% rispetto al 2024). Sostanzialmente stabili sia le bioenergie (produzione di 15,7 TWh corrispondente al 5% della domanda), sia il geotermoelettrico (5,2 TWh di generazione elettrica, -0,3% rispetto al 2024, per una copertura dell’1,7% della domanda). Buone nuove arrivano dagli accumuli stand alone – ovvero dalle batterie indipendenti alimentate da fonti rinnovabili ma non collegate alla rete elettrica – che raggiungendo una produzione di 1,5 TWh ribadiscono il loro ruolo chiave nell’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili (Fer).

Spostando invece l’attenzione sugli obiettivi indicati dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec), arrivano le note dolenti. La quota di Fer sulla domanda elettrica nel 2025 avrebbe dovuto essere pari al 47,4%, per poter poi arrivare al 63,4% al 2030. Al fine del raggiungimento di tale target, solare ed eolico, che si sono attestati a circa 65,7 TWh di produzione nel 2025, dovrebbero giungere a circa 163 TWh nel 2030. Resta dunque un gap ancora molto ampio e correlato a varie incognite, quali la complessità delle procedure di autorizzazione e delle normative e la modernizzazione delle reti.

Rinnovabili, in Europa il sorpasso storico: solare ed eolico battono i fossili

Nell’Ue il 2025 ha segnato un punto di svolta: eolico e solare insieme hanno generato 841 TWh (30,1% della produzione elettrica totale), contro gli 809 TWh delle fonti fossili (29% del totale), realizzando uno storico sorpasso.

“Nell’ultimo decennio, l’eolico e il solare hanno mostrato un trend costantemente in crescita. Questo trend ha subito un’accelerazione negli ultimi cinque anni, quando la loro quota di energia nell’UE è aumentata di oltre 10 punti percentuali (dal 19,7% nel 2020 al 30,1% nel 2025). Ciò è in netto contrasto con il calo dell’energia fossile nello stesso periodo, scesa di quasi 8 punti percentuali, dal 36,7% dell’energia nell’UE nel 2020 al 29,0% nel 2025, si legge nel “Global Electricity Review 2025”, che ha analizzato i dati annuali sulla produzione e la domanda di energia elettrica in tutti gli Stati membri Ue per comprendere i progressi nella transizione energetica.

Solare ed eolico sono diventati centrali nel mix elettrico, primeggiando sulle fonti fossili in ben 14 Paesi su 27. Tra questi, per la prima volta, vi sono Paesi Bassi e Croazia, che hanno assistito ad una rapida crescita dell’energia solare in un solo anno (rispettivamente +31% e +57%).

Un incremento annuo record nella produzione di energia solare è alla base di questo traguardo per l’energia prodotta internamente nell’UE. Il solare è cresciuto di 62 TWh (+20,1%) rispetto al 2024, un incremento paragonabile alla produzione annua di elettricità di tre centrali nucleari francesi. In totale, l’energia solare ha generato un record di 369 TWh nel 2025, più del doppio della produzione del 2020 (145 TWh). La rapida crescita dell’energia solare nel 2025 ha proseguito un trend di forte espansione, con una crescita media annua della produzione del 21% negli ultimi cinque anni: ben oltre qualsiasi altra fonte energetica”, specifica il rapporto.

Nel 2025, quindi, l’energia solare ha contribuito al 13% della produzione annua di elettricità dell’Ue, un dato superiore a quello del carbone e dell’idroelettrico. Si tratta di una crescita che ha riguardato tutti i Paesi Ue e che ne ha portati alcuni (Ungheria, Cipro, Spagna, Grecia e Paesi Bassi) ad avere un quinto della loro produzione elettrica legata proprio al solare.  “La crescita record dell’energia solare è dovuta principalmente all’espansione del parco impianti dell’UE. La capacità solare è cresciuta di 65,1 GW nel 2025, quasi equamente suddivisa tra parchi solari su larga scala e nuove installazioni su tetto. Si tratta di un aumento del 19% della capacità installata cumulativa totale in un solo anno, superiore a qualsiasi altra fonte energetica”, specifica il report.

L’inizio del 2025 è stato meno ventoso e piovoso ma più soleggiato rispetto ai primi mesi del 2024. Tali condizioni meteo hanno dunque incrementato la produzione solare e causato un calo annuale dell’energia idroelettrica (-12%) ed eolica (-2%). Il miglioramento delle condizioni solari ha contribuito per 7 TWh, pari a circa l’11% della crescita annua della produzione solare nell’Ue. Nel complesso, le fonti rinnovabili hanno fornito quasi la metà dell’energia elettrica dell’Ue (47,7%, 1331 TWh), con l’eolico che si è confermato la seconda fonte di energia elettrica (17%), posizionandosi davanti al gas (16,7%) per il terzo anno consecutivo.

Dopo il picco raggiunto nel 2019, il contributo del gas alla produzione di energia elettrica è diminuito per cinque anni consecutivi (432 TWh nel 2024) per poi aumentare di nuovo nel 2025 (+34 TWh, +8%). La crescita del 2025 si deve principalmente alla riduzione della produzione idroelettrica. “L’aumento della produzione di gas, unito all’aumento dei prezzi del gas (+5,6% nel 2025 rispetto al 2024), ha comportato che l’UE abbia speso 32 miliardi di euro per importare gas fossile per la produzione di energia elettrica nel 2025, il 16% in più rispetto al 2024. Si tratta del primo aumento annuale della bolletta delle importazioni di gas nell’UE dalla crisi energetica del 2022, con Italia e Germania a pagare di più”, chiarisce il rapporto. In generale, l’energia elettrica a gas è aumentata in 15 dei 27 Paesi Ue, con incrementi più consistenti in Spagna (+19%), Italia (+5,5%) e Germania (+5,4%). I picchi di prezzo nelle ore di punta del consumo di gas hanno determinato l’aumento annuale dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità in 21 Paesi Ue.

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Affonda invece il carbone, che riveste un ruolo sempre più marginale nell’Ue e nel 2025 ha fatto segnare un nuovo minimo storico, contribuendo al solo 9,2% della produzione elettrica.

Il rapporto segnala inoltre che la crescente domanda di batterie potrebbe limitare l’utilizzo tutt’altro che conveniente del gas per la produzione di energia elettrica. “L’implementazione delle batterie ha subito una significativa accelerazione nel 2025, con progetti su scala di rete annunciati in tutta l’UE. Con questa accelerazione, il ruolo delle batterie nel soddisfare la domanda serale potrebbe crescere rapidamente, riducendo la dipendenza dai generatori a combustibili fossili e abbassando i prezzi all’ingrosso quando la domanda di elettricità è elevata”. I costi delle batterie hanno registrato un calo medio annuo del 20% nell’ultimo decennio. L’Italia è uno dei leader nel settore, con 1,9 GW di grandi batterie (circa il 20% della capacità operativa totale dell’Ue) ed un aumento della capacità del 40% rispetto al 2024  (+0,7 GW).

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Le raccomandazioni politiche

Il rapporto sottolinea che, per sfruttare rapidamente tutti i benefici dell’energia rinnovabile, gli Stati membri dovrebbero porre in cima all’agenda politica del 2026 le seguenti azioni prioritarie: implementare le regole per una flessibilità pulita (ad esempio rimuovendo gli ostacoli all’implementazione delle batterie, sbloccando le linee elettriche transfrontaliere e implementando le soluzioni non cablate); promuovere l’elettrificazione intelligente (nei trasporti, nell’industria e nel riscaldamento) attraverso chiari segnali politici, ed infine  migliorare la sicurezza energetica, mediante ad esempio il divieto delle importazioni di gas e gas naturale liquido (GNL) dalla Russia entro la fine del 2027 e proteggendo le linee elettriche dai sabotaggi.

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Nell’anno appena trascorso le priorità energetiche dell’Ue si sono concentrate sulla riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese. I prezzi elevati dell’energia in Europa hanno una causa ben precisa: la dipendenza dai costosi combustibili fossili importati, con i conseguenti rischi di ricatto energetico da parte degli esportatori. Investire nelle energie rinnovabili nazionali è una strategia chiave per ridurre tale rischio, in un contesto geopolitico che continua a destabilizzarsi. L’UE ha concordato a dicembre 2025 una legislazione per vietare le importazioni di gas russo entro la fine del 2027. Tuttavia, sono emerse nuove dipendenze dai combustibili fossili con l’aumento delle importazioni di GNL dagli Stati Uniti. La forte dipendenza da un unico fornitore minaccia la sicurezza dell’UE e indebolisce il potere contrattuale nei negoziati geopolitici e nelle controversie commerciali. L’espansione delle batterie, il potenziamento della rete e l’aumento della flessibilità della domanda possono sbloccare quote maggiori di energia solare ed eolica nel mix. Ciò non solo migliorerà la sicurezza, ma è anche fondamentale per garantire prezzi prevedibili e stabili, conclude il rapporto.

[Credits foto: Andreas-Troll su Pixabay]

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

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