Criosismi, i terremoti di gelo spiegati: cosa sono, cause e legami con il clima
Potenti boati improvvisi e leggere vibrazioni del suolo che squarciano il silenzio dei periodi più freddi. Si chiamano criosismi e, nonostante la sensazione sia simile, non hanno nulla a che fare con i classici terremoti tettonici. Meglio noti nel mondo anglosassone come frost quakes, questi eventi sono generati dal gelo profondo e improvviso del sottosuolo, piuttosto che dallo scontro delle placche terrestri.
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Cos’è un criosisma? Meccanismo e cause
Un criosisma è un fenomeno sismico di natura non tettonica, innescato dalla rapida solidificazione dei liquidi nel sottosuolo. Quando l’umidità penetra nei sedimenti e subisce un brusco calo termico, il passaggio allo stato solido ne aumenta il volume. Poiché il ghiaccio continua a espandersi man mano che le temperature scendono sotto lo zero, si genera uno stress meccanico tale da fratturare improvvisamente rocce e suolo. Questa rottura libera energia sotto forma di vibrazioni e boati, simulando l’effetto di un piccolo terremoto.
Non si tratta di un sisma vero e proprio (ossia causato da placche tettoniche o movimenti della crosta), ma può essere percepito come un tremore superficiale accompagnato da rumori simili a esplosioni o fragori sotterranei.
Quando e dove possono verificarsi
I criosismi sono tipicamente associati a tre fattori chiave:
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Temperature estremamente basse, soprattutto dopo un periodo di terreno saturo d’acqua.
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Suoli poco isolati dalla neve, dove il freddo penetra rapidamente.
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Regioni con frequenti oscillazioni termiche invernali.
Questi eventi sono comuni nelle regioni artiche e subartiche (Canada, USA settentrionali, Scandinavia), ma possono verificarsi in qualsiasi area presenti la giusta combinazione di gelo intenso e umidità nel suolo.
Criosismi vs terremoti classici
A differenza dei terremoti tettonici, i criosismi:
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Avvengono molto vicino alla superficie.
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Sono estremamente localizzati (spesso avvertiti solo in un quartiere o in una piccola valle).
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Durano pochi secondi.
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Non sono collegati a faglie profonde.
Uno studio britannico riportato da Wikipedia li descrive come eventi superficiali che causano onde sismiche brevi, spesso non registrate dalle stazioni tradizionali perché troppo deboli o isolate, ma sufficienti a far “rimbombare” il terreno sotto i piedi.
Sono pericolosi?
Secondo meteorologi e geologi, i criosismi sono generalmente innocui. Pur producendo rumori forti, raramente causano danni strutturali significativi. In Nord America, i servizi meteo rassicurano spesso i cittadini: il fenomeno è sorprendente e spaventoso per via del boato, ma non è motivo di allarme. Tuttavia, la loro imprevedibilità li rende un interessante argomento di monitoraggio in un clima che mostra eventi estremi sempre più frequenti.
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Criosismi e clima: c’è un collegamento?
Alcuni studi indicano che non solo il freddo estremo, ma soprattutto le oscillazioni termiche accentuate dovute al cambiamento climatico potrebbero influenzare la frequenza di questi eventi. L’aumento delle precipitazioni intense, seguito da bruschi cali di temperatura (i cosiddetti flash freeze), crea le condizioni ideali perché il terreno saturo si congeli istantaneamente.
Inoltre, l’analisi dei criosismi è utilizzata nella ricerca artica per comprendere meglio i processi di degradazione del permafrost.
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Casi avvertiti anche in Italia?
Sebbene nel nostro Paese non esistano registrazioni ufficiali storiche di criosismi, un evento recente in Valchiusella ha acceso il dibattito. Lo scorso 22 gennaio, intorno alle 14:30, gli abitanti della valle alpina torinese hanno avvertito vibrazioni precedute da un forte e insolito boato.
Nonostante l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) abbia registrato una lieve scossa di magnitudo 1.7 localizzata a circa nove chilometri di profondità — dunque di origine tettonica — la dinamica del boato percepito ha ricordato molto da vicino le descrizioni dei terremoti di gelo, portando molti a chiedersi se il freddo intenso di quei giorni non avesse giocato un ruolo nella percezione dell’evento.
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Episodi simili evidenziano come l’Italia, e l’arco alpino in particolare, sia ormai un hotspot dei cambiamenti climatici. In queste aree il riscaldamento globale avanza più velocemente rispetto alla media mondiale, scatenando impatti ambientali e sociali senza precedenti. In questo scenario, anomalie termiche ed eventi estremi non sono più eccezioni, ma forze capaci di riscrivere la stabilità stessa del nostro territorio.
[Foto © Francesco Rasero]
[Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di eHabitat]
