25 Gennaio 2019

Outdoor Care Retreat: a Oslo rifugi nel bosco per alleviare i lunghi periodi di ospedalizzazione

Pensato per i pazienti lungodegenti, questo progetto è una perfetta dimostrazione degli effetti terapeutici del contatto con la natura.

Outdoor Care Retreat include due rifugi nel bosco dove poter affrontare lunghi trattamenti sanitari in serenità e circondati dalla natura.

Progettati dallo studio di architettura Snøhetta e finanziati dalla Friluftssykehuset Foundation, si trovano a breve distanza da due dei più grandi ospedali norvegesi.

Outdoor Care Retreat: il progetto

Outdoor Care Retreat: Fonte foto: pagina FB "Snøhetta"
Outdoor Care Retreat: i due rifugi nel bosco alleviano i lunghi periodi di ospedalizzazione di pazienti di tutte le età. Fonte foto: pagina FB “Snøhetta”

Originariamente sviluppati in collaborazione con il dipartimento di Psicosomatica e di Psichiatra infantile dell’ospedale universitario di Oslo, i retreats hanno l’obiettivo di alleviare lunghi periodi di ospedalizzazione a pazienti e famiglie.

Tramite queste strutture in legno i visitatori hanno infatti la possibilità di beneficiare del contatto diretto con la natura nonostante preoccupazioni e sofferenze.

Lontano dai corridoi ospedalieri, lo spazio del rifugio può essere adoperato per trascorrere tempo con amici e familiari. In alternativa si può utilizzare solo per contemplare il paesaggio naturale o per il trattamento.

Indipendentemente dalla patologia, il rifugio è disponibile per tutti i pazienti afferenti alle strutture ospedaliere. Le prenotazioni sono gestite attraverso un apposito sistema.

La full immersion in un contesto totalmente naturale rende più facile per i pazienti rilassarsi e ritrovare uno stato di benessere psicofisico.

Outdoor Care Retreat: design e natura

Outdoor Care Retreat: Fonte foto: pagina FB"Snøhetta"
Outdoor Care Retreat: un’ampia vetrata circolare sul soffitto permette di creare una continua connessione tra ambiente interno e natura. Fonte foto: pagina FB “Snøhetta”

In netto contrasto con l’imponenza degli edifici ospedalieri, questa struttura immersa nel verde prevede unità di soli 35 metri quadrati.

Ognuna di esse è realizzata in massiccio legno di quercia e possiede ampie vetrate. Inoltre, le cabine sono accessibili anche per persone su sedie a rotelle e sono state pensate anche per l’ingresso su letti d’ospedale.

Al suo interno ogni cabina è composta da una stanza principale, da una stanza più piccola per conversazione e trattamento e da un bagno.

Adatto per pazienti di tutte le età, questo rifugio è caratterizzato da arredi pensati anche per la presenza dei bambini. I cuscini colorati possono essere spostati liberamente e impiegati per fantasiosi giochi o semplicemente per sdraiarsi.

Grazie a una grande vetrata circolare apribile, suoni e profumi del bosco possono arrivare all’interno di questo spazio terapeutico. Per ospiti grandi e piccoli sarà così possibile ascoltare anche lo scrosciare dell’acqua del vicino torrente.

Pur essendo parte integrante della struttura ospedaliera, il rifugio mantiene un discreto isolamento per una provvisoria fuga nel verde.

In questo modo si favoriscono il benessere psicologico e la motivazione alle cure fornendo ricordi non solo legati al periodo di malattia ma anche alla magia della natura.

GreenElle

Vive a Roma ma mantiene saldo il legame con il suo sud. Appassionata di scrittura sul web, si interessa a tutto ciò che ruota intorno al mondo 'verde': dall'alimentazione cruelty-free alla mobilità sostenibile, dalla cosmetica ai rimedi naturali, il tutto nell'ottica del benessere per l'uomo e l'ambiente.

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