Protesta di Greenpeace contro Dove e Unilever alla finale dei Mondiali FIFA di calcio: il blitz sul crollo della fertilità maschile causato dalla plastica
A pochi giorni dall’attesissima finale della Coppa del Mondo FIFA al MetLife Stadium di New York di questa sera 19 luglio, diventa anche il palcoscenico di una protesta ambientalista ad alta visibilità. Con un’azione di guerriglia mediatica senza precedenti proiettata sullo skyline della Grande Mela e vicino al quartier generale di Unilever, gli attivisti di Greenpeace USA hanno preso di mira Dove – sponsor ufficiale dei prodotti per la cura della persona della competizione – lanciando un messaggio provocatorio che fa leva su una delle paure biologiche più profonde dell’universo maschile: il crollo della fertilità legato alle microplastiche.
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Sfruttando un evento sportivo seguito in diretta da centinaia di milioni di uomini in tutto il pianeta, Greenpeace ha deciso di colpire Dove proprio sul terreno in cui il marchio sta investendo massicciamente, ovvero il marketing legato alla cura e al benessere dell’uomo. La protesta di Greenpeace contro Dove ha letteralmente monopolizzato l’attenzione pubblica sui social con lo slogan diventato subito virale: “Defend Your Balls“ (Difendete le vostre palle), un esplicito e graffiante gioco di parole tra i palloni da calcio e l’apparato riproduttivo maschile.
L’iniziativa ha visto gli attivisti non solo proiettare messaggi come, “Sperm Count Down” [Conto alla rovescia degli spermatozoi], “Microplastics In Semen” [Microplastiche nello sperma] e “Dove, Kick Plastic Out” [Dove, butta fuori la plastica]. La spettacolare protesta è stata accompagnata anche da un’azione vera e propria, in cui i manifestanti hanno scalato un edificio per srotolare ed esporre un enorme striscione di 15 metri, portando all’arresto di otto persone.
Infertilità, l’inquinamento atmosferico è una delle possibili cause
L’azione è continuata con il volantinaggio al MetLife Stadium dove gli attivisti di Greenpeace USA in divisa da calcio hanno distribuito cartellini rossi con il nome Dove e hanno diffuso gli stessi messaggi utilizzati poi nelle proiezioni video.
Greenpeace USA chiede a Unilever di eliminare gradualmente gli imballaggi in plastica, di passare a sistemi di riutilizzo e ricarica privi di plastica e di sostenere il Trattato globale sulla plastica, attualmente in fase di negoziazione e non ancora adottato o firmato ufficialmente.
Lindsey Jurca, Senior Oceans Campaigner di Greenpeace USA, ha dichiarato: “In qualità di sponsor ufficiale della Coppa del Mondo, Dove ha speso milioni per dire agli uomini che ha a cuore le loro parti più sensibili. Ma la sua casa madre, Unilever, è uno dei principali inquinatori di plastica al mondo — e ora l’inquinamento da plastica sta comparendo sotto la cintura. Dove non può tenere il piede in due scarpe. Chiediamo a Dove di passare dalle parole ai fatti e di buttare fuori la plastica“.
Microplastiche nei pasti pronti, Greenpeace lancia l’allarme
In un comunicato Greenpeace sostiene che: “Essendo un’azienda che ha milioni da spendere per la sponsorizzazione della Coppa del Mondo da parte di Dove, Unilever può permettersi di investire in sistemi di riutilizzo e ricarica su larga scala. Unilever si era impegnata a dimezzare la sua impronta di plastica vergine entro il 2025, ma ha mancato l’obiettivo e da allora ha silenziosamente spostato i propri traguardi. Nonostante i ripetuti appelli dei clienti a smettere di vendere bustine di plastica (sachet) e altri imballaggi, l’azienda non ha fornito un piano per potenziare le iniziative di riutilizzo oltre agli attuali progetti pilota, né per eliminare gradualmente le bustine monodose“.
La plastica ci sta sterilizzando? L’allarme medico al centro del video
La campagna non si limita alla provocazione visiva, ma poggia su dati medici e scientifici allarmanti diffusi nel comunicato ufficiale dell’organizzazione. Dal 1974 – anno di una storica edizione della Coppa del Mondo – a oggi, il numero di spermatozoi negli uomini a livello globale è diminuito del 62%. E gli esperti indicano proprio nelle sostanze chimiche contenute nella plastica e nelle microplastiche diffuse negli ecosistemi (e ormai rintracciate dagli scienziati persino nel tessuto testicolare umano) le principali responsabili di questa alterazione endocrina.Shanna Swan, epidemiologa ambientale e della riproduzione nota per le sue ricerche sui fattori ambientali legati al calo del numero di spermatozoi, ha affermato: “Stiamo assistendo a un declino decennale della qualità dello sperma e dei livelli di testosterone in tutto il mondo, con sostanze chimiche nell’ambiente collegate a questo calo. Alcuni di questi interferenti endocrini sono associati alla plastica e compaiono nel tessuto placentare e testicolare, dove possono avere un impatto negativo sul feto in via di sviluppo. Non si tratta solo delle palle degli uomini; si tratta della sopravvivenza della vita sul pianeta. È urgente che queste esposizioni, capaci di ridurre il successo riproduttivo delle generazioni attuali e future, vengano eliminate dal commercio“.
Qui risiede il paradosso industriale denunciato dai reel e dai video diffusi sulle piattaforme social: mentre Dove spende milioni di dollari per vendersi al pubblico maschile come il brand che ha a cuore la salute degli uomini, secondo i brand audit internazionali condotti dal movimento Break Free From Plastic, la sua casa madre Unilever continua a posizionarsi saldamente tra i primi cinque inquinatori di plastica al mondo. Ogni secondo, il gruppo immette sul mercato migliaia di confezioni di plastica monouso, rifiutandosi di adottare soluzioni di imballaggio prive di plastica e riutilizzabili.
Sportwashing sotto attacco: la petizione globale per i tifosi
L’azione di Greenpeace punta a squarciare il velo dello sportwashing, la pratica con cui i giganti industriali ripuliscono la propria reputazione legandosi alle emozioni dello sport più amato del mondo. Proiettando messaggi inequivocabili come “Sperm Count Down” e “Microplastics In Semen”, gli attivisti hanno trasformato la festa dei Mondiali in una trincea per la salute pubblica.
Contestualmente al lancio del video, Greenpeace USA ha attivato una petizione globale aperta a tutti i tifosi e ai cittadini del mondo per esigere una svolta radicale. La richiesta formale impone a Dove e Unilever di interrompere immediatamente la produzione di plastica monouso e di guidare la transizione verso sistemi di ricarica sani e sostenibili.
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Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul fischio d’inizio che decreterà i campioni del mondo sul campo, la sfida lanciata da Greenpeace ricorda a milioni di uomini che la difesa più importante di questo campionato non si gioca in area di rigore, ma nei carrelli della spesa e contro le multinazionali dell’inquinamento.
[Foto di copertina © Stephanie Keith / Greenpeace]
