Lilium Carniolicum

‘Flora spontanea della città di Bergamo’, uno strumento per conoscere e salvaguardare l’ambiente

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‘Flora spontanea della città di Bergamo’, uno strumento per conoscere e salvaguardare l’ambiente ultima modifica: 2016-04-01T08:00:54+00:00 da Sara Panarella
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Il Gruppo Flora Alpina Bergamasca, è attivo fin dalla fine degli anni 80 con lo scopo di ” … riunire appassionati, esperti e studiosi della flora bergamasca …”.  In perfetta sintonia con questa precisa finalità, ben espressa nello Statuto che ne regola il funzionamento, il Fab ha recentemente pubblicato il volume Flora spontanea della città di Bergamo. Questo libro, che riporta i dati ricavati dalla mappatura della flora cittadina, segue come metodo la pubblicazione precedente data alle stampe nel 2012. Si trattava di Flora vascolare della Lombardia centro-orientale, un importante lavoro durato 20 anni a cui parteciparono due gruppi di ricerche, di Bergamo e Brescia, coordinati dal Prof. Martini dell’Università di Trieste. Alcuni dei ricercatori che parteciparono alla prima ricerca hanno poi continuato a lavorare anche alla seconda. Stesso metodo ma con maglie molto più strette: 650 m circa per il lavoro sulla flora cittadina rispetto ai 5,5-6 km delle maglie utilizzate per la flora provinciale.

Brochure Flora spontanea città di Bergamo
Brochure Flora spontanea città di Bergamo

Perché un’analisi così precisa di un territorio? Lo spiega Germano Federici del Fab: “Studiare il territorio con un dettaglio elevato e georeferenziando i dati consente un inventario preciso dell’esistente, utile ai fini della gestione del territorio. Infatti, a seguito del lavoro già svolto, l’amministrazione comunale di Bergamo ci ha coinvolto in un progetto di studio per definire aree da proteggere nella cintura cittadina più esterna.”

Un progetto utile, che andrebbe riproposto in ogni angolo del nostro bel stivale. Qualche esempio in tal senso, con ricercatori attivi sul territorio lo si trova in Val d’Aosta e nell’area alpina tra Varese e Trieste. Poi Cremona che ha prodotto un suo atlante e a Cesena sta nascendo un gruppo simile al Fab con lo scopo di creare un atlante della Romagna. Sempre Federici: “Altrove il nulla. Mentre i progetti di cartografia floristica in Europa sono avanzati a livello nazionale e in alcuni casi anche conclusi, da noi si dorme. La tanto decantata bellezza dei paesaggi italiani non ha prodotto uno sforzo adeguato di conoscenza e protezione su scala nazionale… Il nostro è un paese che sta inesorabilmente distruggendo gli ambienti almeno là dove la pressione antropica è molto forte, come in Pianura Padana e nelle convalli alpine. Vista la sostanziale inerzia delle istituzioni, se non si muovono gli appassionati perderemo pure la conoscenza di com’era il territorio.

Monte Filaressa
Monte Filaressa. Foto: geoportale.caibergamo.it

Appassionati che a Bergamo non conoscono sosta e che attualmente stanno concentrando i loro sforzi su alcune aree del fiume Serio, del Monte Filaressa e, da quest’anno, anche l’area del Parco dei Colli, mai studiata in modo approfondito. Oltre naturalmente a tutte le attività che come associazione propongono abitualmente tra cui gite e incontri aperti a chi ha voglia di conoscere l’argomento. In tal caso non perdete di vista tutti gli aggiornamenti pubblicati sul loro sito.

Immagine di anteprima: Lilium Carniolicum. Foto: floralpinabergamasca.net

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‘Flora spontanea della città di Bergamo’, uno strumento per conoscere e salvaguardare l’ambiente ultima modifica: 2016-04-01T08:00:54+00:00 da Sara Panarella

Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

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