8 Maggio 2026

Green, Mauro Suttora racconta sessant’anni di ambientalismo nel suo nuovo saggio

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Nelle pagine di Green, l’avventurosa storia degli ecologisti raccontata dal giornalista e scrittore Mauro Suttora

In principio è stata una canzone. Mauro Suttora apre il suo saggio Green sulle note de Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano, prima scintilla pop dell’ambientalismo italiano nel pieno del boom economico. È il 27 gennaio 1966 quando, dal palco del Festival di Sanremo, il Molleggiato canta di una speculazione edilizia che non lascia più l’erba e obbliga gli abitanti del centro a respirare il cemento. Sono gli anni Settanta a far esplodere tutte le contraddizioni dell’ideologia sviluppista che ha dominato il Secondo Dopoguerra.

Nel 1972, il Club di Roma fondato da Aurelio Peccei dà alle stampe I limiti dello sviluppo, un rapporto nel quale Dennis e Donella Meadows, Jørgen Randers e William Randers dimostrano, numeri alla mano, come una crescita demografica ed economica infinita non sia possibile in un pianeta dalle risorse infinite. Il disastro di Seveso nel 1976 è il preludio a una serie di proteste che fanno breccia nell’opinione pubblica portando alla ribalta i rischi connessi a uno sviluppo sempre più energivoro.

I limiti dello sviluppo compie cinquant’anni ma è più attuale che mai

L’altalena dei Verdi italiani

Negli anni Ottanta, gli incidenti di Bhopal (1984) e di Chernobyl (1986), fanno da volano alla nascita dei partiti ecologisti in Belgio (1981), Germania (1983), Italia (1987) e Francia (1989). Alle elezioni politiche del 1987, i Verdi portano in Parlamento 13 deputati. È l’inizio di una stagione referendaria che porta al successo di quello sull’energia nucleare e al mancato raggiungimento del quorum di quello su caccia e pesticidi. Nel 1991 vengono approvate la legge sugli animali d’affezione e quella sui parchi che segnerà un incremento dallo 0,6% al 20% della protezione del suolo italiano.

Per i Verdi italiani inizia una vera e propria altalena che, a tutt’oggi, sembra non voler smettere di oscillare: nel 1996 il successo dell’Ulivo consegna a  Edo Ronchi il Ministero dell’Ambiente, primo dicastero retto da un rappresentante dei Verdi, nel 2007 il partito è fuori dal Parlamento. Alle politiche del 2018 si raggiunge il minimo storico (0,58%), mentre nel 2022 in Parlamento si siedono quattro deputati di Europa Verde. Il presente è tutt’altro che roseo per gli ecologisti italiani che vedono un progressivo arretramento delle conquiste fatte nell’ultimo ventennio del XX secolo.

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Il ruolo delle associazioni

Una storia dell’ecologismo non può prescindere dal racconto dei movimenti che, ben prima della politica, hanno operato per il bene dell’ambiente e degli ecosistemi. Partendo dai movimenti contro il nucleare degli anni Sessanta e Ottanta, si approda alle più recenti proteste No Tav e No Triv, alle battaglie per la salute pubblica combattute nella Terra dei Fuochi o contro i termovalorizzatori.

Ma l’Italia ha una lunga tradizione di associazionismo ecologista: è Giuseppe Garibaldi a fondare l’ENPA nel 1871, mentre tra gli artefici del Movimento italiano per la protezione della natura (divenuto successivamente Pro Natura) vi è, nel 1948, lo scrittore Dino Buzzati.

La storia di Italia Nostra, Legambiente, Marevivo, Mountain wilderness e Movimento per la decrescita felice raccontata da Suttora descrive un’Italia resistente, nella quale le lotte provenienti dal basso non si sono mai rassegnate alla ciclica mancanza di rappresentanza politica.

Alexander Langer, le parole profetiche del costruttore di ponti

Ecologisti che hanno aperto nuove strade

Un ampio capitolo è dedicato ad Alex Langer, pioniere dell’ecologismo italiano le cui parole, a oltre trent’anni dalla morte, continuano a risuonare profetiche al cospetto delle sfide socioambientali del presente: migrazioni, cambiamento climatico, guerre e povertà.

Strettamente connessa alla parabola biografica di Langer, è anche la figura di Petra Kelly, punto di riferimento dell’ecologismo tedesco fra la fine degli anni Settanta e l’inizio dei Novanta.

La terza figura di spicco non poteva che essere Greta Thunberg, i cui scioperi del venerdì hanno riportato in prima pagina le questioni ambientali dando il via a movimenti giovanili di protesta su scala globale come Friday For Future ed Extinction Rebellion o su scala nazionale come Ultima generazione.

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Edito da Neri Pozza nella collana I colibrì, Green è un saggio molto documentato, nel quale l’autore oscilla volutamente dal contesto nazionale a quello internazionale per raccontare sei decenni di battaglie ecologiste. A conferma dell’esperienza e dell’onestà intellettuale di Suttora sono alcuni degli articoli inclusi nel testo, come quello, datato 1989, nel quale l’autore denunciava le pratiche di greenwashing messe in atto dal mondo dell’industria. Sono passati quasi quarant’anni e nulla sembra essere cambiato, anzi.

Mauro Suttora presenterà Green da Ma.Ri. House, giovedì 14 maggio, alle 18.30, nell’ambito del Salone Off della trentottesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. L’appuntamento che chiude la rassegna Libri in verde 2025/2026 è a ingresso libero.

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Materia Rinnovabile, La Revue Dessinée, La Stampa Tuttogreen, Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow News, Slow Food. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online”, “Propaganda Pop”, "Cronofagia" e "Geomanzia", "Prime" e "Riconquistare il tempo".

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