1 Dicembre 2015

Arrivano i jeans ecosostenibili per un futuro migliore

Vintage, denim, colorati, strappati, con le borchie e i brillantini: di cosa parliamo? Ovviamente del jeans, da sempre il capo casual per eccellenza. Nato come pantalone per i lavoratori, per il suo tessuto resistente, è diventato nel tempo simbolo di ribellione e di spaccatura con le tradizioni fino a diventare, oggi, il capo più indossato fra giovani e meno giovani.

Jeans

Produzione dei jeans: gli impatti ambientali

Molti, però, non sanno che produrre jeans è tra le attività che maggiormente danneggiano il nostro pianeta. L’inquinamento nella fabbricazione del jeans è duplice perché interessa sia l’aspetto agricolo della produzione di cotone che quello industriale della lavorazione del pantalone.

Per quel che riguarda l’aspetto agricolo, la coltivazione intensiva del cotone, con cui si produce il jeans, richiede una grande quantità d’acqua e l’impiego di fertilizzanti e pesticidi tendenzialmente nocivi per l’agricoltura. Secondo l’associazione Altroconsumo, per produrre un Kg di cotone vengono impiegati 7.000 litri d’acqua. Considerando che la produzione mondiale del jeans ammonta a circa a cinque miliardi di capi, è evidente che il consumo d’acqua, per la coltivazione intensiva del cotone, è insostenibile per la sopravvivenza del Pianeta.

Cotone

Riguardo invece all’aspetto industriale, si evidenzia come le tecniche di lavorazione del tessuto e l’uso di coloranti siano dannosi sia per l’uomo, sia per l’ambienteL’aspetto più controverso è quello del lavaggio dei tessuti e del fissaggio del colore (dallo Stone washing alla sabbiatura secondo l’effetto che si vuole avere sul jeans): studi accurati evidenziano che alcune malattie riscontrate negli addetti ai lavori sono strettamente legati a queste tecniche di lavorazione e all’uso di coloranti.

Inoltre lo smaltimento delle acque piene di queste sostanze, che soprattutto nei paesi in via di sviluppo finiscono in mari e fiumi, distrugge l’ecosistema marino.

Inquinamento acque

Ultimo aspetto, ma non meno importante, riguarda l’inquinamento legato al trasporto del jeans dal luogo di produzione (tendenzialmente i paesi in via di sviluppo) e i negozi in cui facciamo acquisti: questi viaggi per il mondo  vanno ad accrescere le emissioni di CO2 e di conseguenza il riscaldamento globale.

I jeans ecosostenibili

Una situazione complessa e insostenibile, che ha indotto molte aziende a ricercare soluzioni alternative per la produzione di Jeans. C’è chi ha deciso di utilizzare materie prime europee da produzione ecologica, senza OGM, senza pesticidi, coloranti e additivi chimici, utilizzando colori naturali che richiedono l’uso di poca acqua. Il tutto è ovviamente certificato per garantire alta qualità, ma anche etica e sostenibilità.

C’è anche chi sceglie materiali alternativi, scarti, per innovare e creare nuovi tessuti che lasciano a bocca aperta. In particolare c’è chi ha provato a realizzare Jeans con un tessuto ottenuto dai fondi di caffè ovviamente riciclati.

caffe

Apparentemente non hanno nulla di diverso da un jeans tradizionale ma, secondo gli addetti ai lavori, questo nuovo tessuto a base di caffè avrebbe alcuni vantaggi come ridurre gli odori, proteggere dai raggi ultravioletti (grazie ai pori microscopici del caffè che riflettono i raggi UV) e ridurre il numero dei lavaggi (le naturali proprietà antibatteriche contribuirebbero a tenere i pantaloni puliti più a lungo).

Scelte innovative che, per alcuni aspetti, fanno bene anche all’ambiente: in primo luogo utilizzare un materiale riciclato come i fondi di caffè evita la produzione di nuovi rifiutiIn secondo luogo un jeans che richiede meno lavaggi riduce i consumi e diminuisce l’impatto che le nostre attività quotidiane hanno sull’ambiente. Fare meno lavatrici significa diminuire l’utilizzo di energia elettrica e di acqua e ciò non può che giovare all’ambiente.

Pronti quindi allo shopping sostenibile? Non resta che sperimentare questi nuovi jeans di qualità e, allo stesso tempo, etici.

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