8 Luglio 2025

Coach di quartiere, lo sport trasforma i parchi in luoghi di comunità

coach di quartiere

Con il progetto Coach di quartiere lo sport gratuito all’aperto diventa motore di inclusione sociale, rigenerazione urbana e cittadinanza attiva.

Un parco cittadino e un gruppo di bambini che gioca. Potrebbe sembrare una normale scena di quartiere, in realtà è un progetto strutturato e lungimirante, che mira a portare attività sportive gratuite nei parchi, coinvolgendo giovani coach volontari e bambini.

Si chiama Coach di quartiere, ed è un’idea semplice ma potente: trasformare lo spazio pubblico in luogo di benessere e relazione, grazie allo sport gratuito e accessibile per tutti.

Sport, gioco e inclusione a cielo aperto

Nato nel 2020 dall’esperienza dell’associazione L’Orma e dell’ideatore Claudio Massa, Coach di quartiere è un progetto che offre attività sportive gratuite per bambini dai 6 ai 13 anni, nei parchi e nelle piazze dei quartieri urbani. A guidarle sono giovani volontari, i coach, che ricevono una formazione dedicata per diventare punti di riferimento positivi.

L’idea alla base è tanto semplice quanto efficace: offrire a bambini e famiglie un’alternativa allo sport competitivo, rafforzare i legami di comunità e valorizzare gli spazi verdi delle città. Tutto questo, a costo zero per le famiglie.

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Una rete che cresce, un impatto che si misura

Coach di quartiere è nato nel 2020 per contrastare l’isolamento sociale, intensificato dalla pandemia. In quattro anni, l’iniziativa è cresciuta molto, coinvolgendo oltre 900 bambini, 350 giovani coach e decine di scuole, associazioni, fondazioni e comuni.

Oggi il progetto è attivo in diverse città, tra cui Milano, Bergamo, Lodi, Modena e Legnano, con l’obiettivo di arrivare presto anche a Roma e Cagliari.

Nel solo territorio del Legnanese, tra il 2022 e il 2025, hanno partecipato più di 320 bambini, affiancati da 130 coach volontari. Le attività si svolgono regolarmente nei parchi, con circa 16 ore settimanali di sport e gioco strutturato.

Ma non si tratta solo di numeri. Uno dei punti di forza del progetto è la misurabilità del suo impatto sociale: i dati raccolti mostrano, infatti, un aumento del benessere percepito nei quartieri, una maggiore partecipazione da parte delle famiglie e un significativo coinvolgimento di bambini che prima non praticavano alcuna attività sportiva.

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I coach: giovani che crescono aiutando a crescere

Cuore del progetto sono proprio loro, i coach. Ragazzi e ragazze tra i 16 e i 25 anni che si mettono in gioco per accompagnare i più piccoli. Alcuni sono studenti, altri lavorano, altri ancora sono alla ricerca di un’occasione per ripartire. Tutti ricevono una formazione basata su educazione sportiva, comunicazione e gestione del gruppo.

Attraverso questa esperienza, molti scoprono passioni nuove, rafforzano competenze relazionali e sviluppano un forte senso di cittadinanza attiva. Alcuni, dopo un po’ di esperienza sul campo, diventano playmaker, cioè figure professionali che coordinano le attività e affiancano nuovi volontari.

Coach di quartiere, un modello replicabile e contagioso

Uno degli aspetti più interessanti di Coach di quartiere è il suo modello scalabile. Si basa, di fatto, su una logica di “franchising sociale”, che permette a comuni, fondazioni e enti del territorio di replicare il progetto con il supporto del team centrale. Un modo innovativo di fare welfare: leggero nei costi, forte nell’impatto, capace di creare valore sociale e ambientale a partire da risorse già presenti.

Educazione e sostenibilità, il ruolo degli studenti per un futuro verde

Il progetto è sostenuto da bandi, fondazioni, crowdfunding e dal coinvolgimento delle comunità locali. In questo modo non resta confinato a un’iniziativa isolata, ma diventa patrimonio del quartiere, sostenibile e potenzialmente contagioso.

[Foto @Pexels]

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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