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Vittoria delle piste ciclabili popolari a Roma

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Vittoria delle piste ciclabili popolari a Roma ultima modifica: 2015-04-27T08:04:44+00:00 da eleonora anello
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Mediaticamente battezzate clandestine, non sono solo delle storie adatte alla condivisione sul web per riempire le nostre bacheche, sono dei tratti ciclabili che sorgono per volontà dei cittadini e per questo meglio definibili popolari.

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Il movimento mondiale che dà vita a queste forme di protesta e sensibilizzazione alla mobilità sostenibile si chiama “Guerrilla Bike Lines”. Azioni che partono dal basso per volontà dei cittadini e che arrivano alla concretezza nella realizzazione di percorsi protetti necessari ma non previsti per il traffico delle biciclette. Rivendicazioni di cicloattivisti che pretendono una mobilità più sostenibile che meglio si concili con i bisogni dell’uomo e il rispetto dell’ambiente.

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@bikeitalia.it

Anche in Italia di recente ci sono stati casi di Guerrilla Bike Lines. Un caso emblematico e che risale a fine novembre 2014 è quello del tunnel di Santa Bibiana a Roma. Il tunnel ferroviario in questione si trova nei pressi della Stazione Termini, collega i quartieri San Lorenzo ed Esquilino e, a detta di tutti, è molto pericoloso in quanto le auto vi transitano a senso unico in modo sostenuto. Dopo anni di regolari richieste all’amministrazione competente per la messa in sicurezza del traffico delle biciclette, un gruppo di cittadini, preoccupato per la propria incolumità, stanco di avanzare inutili richieste e di partecipare a sterili incontri che hanno portato al nulla di fatto, si è rimboccato le maniche e, progetto alla mano, ha autoprodotto 50 metri di pista ciclabile all’interno del sottopasso.

Non solo la “ciclabile fai da te” ha messo in sicurezza i ciclisti urbani, ma ha rappresentato, oltre che un gesto di civiltà, un’occasione che potrebbe invogliare chi non lo fa ad utilizzare la bicicletta. Una ciclabile, infatti, non solo mette in sicurezza i ciclisti, ma è altresì un vantaggio anche per gli automobilisti al quale viene segnalato il possibile transito di mezzi leggeri. Insomma, una ciclabile giova a tutti. La ciclabile realizzata dai cittadini ha voluto anche dimostrare che con la manodopera di una decina di persone che hanno lavorato per 45 minuti e con una spesa che si aggira intorno ai 140 euro, non è né difficile né dispendioso dare vita a tratti ciclabili e sicuri.

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«Siamo un gruppo di cittadini […]. Come molti altri, ci muoviamo senza l’auto, anche con i nostri bambini che vanno a scuola, a nostro rischio e pericolo, in una città fatta per le auto – hanno dichiarato i cittadini in un comunicato affisso in prossimità dell’opera – Sappiamo dei gravi problemi che questa amministrazione deve affrontare – e il traffico è uno dei principali – delle poche risorse che ha a disposizione, dei conflitti che generano le azioni di contenimento dello spazio per le auto, ma riteniamo che, nonostante tutto, molte cose si possano fare per la sicurezza di chi lascia l’auto e sceglie la bicicletta per muoversi».

I cicloattivisti romani fanno riferimento esplicito ai bambini. In effetti, li avete mai visti i bambini in bicicletta? Sono bellissimi, ma il loro equilibrio ancora in via di sviluppo li fa oscillare da una parte all’altra della strada. Chi più chi meno, non riescono a percorrere una traiettoria dritta. Una striscia però funge da ausilio, li può contenere perché dà loro dei limiti definiti.

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La storia della pista ciclabile romana però non finisce qua. Il Comune, informato dell’accaduto, ha rimosso tempestivamente l’opera non autorizzata. Quindi ad appena 48 ore dalla sua nascita, la ciclabile dei cittadini è subito scomparsa.

Ma siccome il tratto ciclabile a detta dei ciclisti era necessario, nonostante la cancellazione da parte delle autorità, il tunnel romano l’8 febbraio 2015 ha riavuto la sua ciclabile popolare nuovamente realizzata da altri cittadini. Attualmente è ancora là.

Frutto di un braccio di ferro lungo quasi un decennio tra cittadini e amministrazione, la ciclabile della discordia è stata compiuta solo grazie a una guerrilla in salsa italiana, che però ha avuto i suoi esiti positivi. Se vi piace chiamarle clandestine per quel gusto del proibito fatelo pure. Definitele come vi pare, l’importante è che il dialogo costruttivo tra cittadini ed amministrazioni non cessi mai e che i cittadini non debbano sempre arrivare a compiere gesti estremi per vedere soddisfatte le proprie richieste e per ottenere ciclabili stramaledettamente necessarie e indispensabili.

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@bikeitalia.it

Se passate da quelle parti, sappiate che oggi è possibile ammirare in quello stesso tunnel un murales realizzato da genitori e alunni della vicina scuola San Donato. L’opera di street art rappresenta un bambino intento a disegnare una sfera rossa, che in un secondo passaggio diventa uovo, da cui esce una bicicletta che sovrasta le auto incolonnate. L’installazione realizzata consentirà ai ragazzi di partecipare a “Una classe di tutto rispetto”, concorso indetto dalla casa editrice Giunti. Anche attraverso l’arte, il messaggio che si è voluto lanciare è ancora una volta chiaro e inequivocabile.

Vittoria delle piste ciclabili popolari a Roma ultima modifica: 2015-04-27T08:04:44+00:00 da eleonora anello
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Vive a Torino. E' giornalista pubblicista, laureata in scienze della comunicazione. Vegetariana ed ecologista, è appassionata di ambiente e di come viene comunicato. Ama il sole e non potrebbe fare a meno del mare. Si sente la paladina dell'ambiente. Per fortuna nella vita privata è mamma di due splendide bimbe che la portano con i piedi per terra. Odia parlare in pubblico e per questo... scrive.

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