Attivismo ambientale a Sanremo 2026: proteste, denunce e proposte, tre strade per cambiare. Come le associazioni hanno deciso di mobilitarsi per il Festival della canzone italiana
Tra blitz sul blue carpet, battaglie legali per la trasparenza e modelli di festival alternativi: ecco come Extinction Rebellion, Greenpeace e Legambiente hanno acceso i riflettori sull’impatto ambientale della kermesse.
Mentre le luci dell’Ariston illuminano la passerella dei Big, a pochi metri dalle transenne si consuma un’altra sfida, meno scintillante ma decisamente più urgente. Se Sanremo 2026 si conferma la colonna sonora del Paese, quest’anno il coro del mondo ambientalista è stato unanime nel denunciare un paradosso: può un evento che celebra il futuro della cultura essere sostenuto e finanziato economicamente da chi quel futuro lo sta mettendo a rischio?
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Abbiamo analizzato tre modi diversi di fare attivismo durante la settimana del Festival: la protesta d’urto, la battaglia istituzionale e la proposta di un modello alternativo.
Extinction Rebellion, “Non c’è musica su un pianeta morto“
L’azione più eclatante è arrivata da Extinction Rebellion (XR). Nella serata inaugurale, del 24 febbraio, gli attivisti hanno invaso il blue carpet, superando la sicurezza per mostrare cartelli che riutilizzavano i titoli delle canzoni in gara in chiave ecologista: “Stella Stellina, l’ecocidio si avvicina“, “Eni ‘sei tu’ che distruggi il pianeta” e “Bellissimo Sanremo ma ‘che fastidio’ questi sponsor”.
La critica di XR punta dritta al cuore dei finanziamenti: il greenwashing. Sotto accusa i main sponsor come Eni e Costa Crociere. Secondo XR, permettere a giganti dei combustibili fossili di ripulire la propria immagine attraverso la musica è inaccettabile quanto lo sarebbe una sponsorizzazione di aziende del tabacco. “Con grande amore diamo voce alla scienza“, spiegano nella nota ufficiale, ricordando che senza un pianeta vivibile, l’arte stessa perde il suo palcoscenico.
Gli striscioni sono stati prontamente rimossi e i manifestanti allontanati dagli agenti di Polizia. Alcune delle persone coinvolte sono state condotte in caserma in stato di fermo.
In una nota Extinction Rebellion ha spiegato che “dopo essere state trattenute, 13 persone sono state portate in Commissariato per quello che sembrava essere ‘un fermo identificativo’. Un fermo illegittimo, in quanto tutte le persone avevano fornito i documenti identificativi sul posto, e su cui gli agenti presenti si sono rifiutati di rispondere alle richieste di chiarimento, tanto che secondo uno di loro ‘Non hai nessun diritto quando ti trovi in fermo di polizia’, come si sente in un video”.
E ancora: “L’ultima persona è stata rilasciata alle 4.20, dopo oltre sei ore. Tutte le persone hanno ricevuto un foglio di via obbligatorio dal Comune da 1 a 3 anni e denunce per manifestazione non preavvisata e inottemperanza agli ordini dell’autorità. Denunce che potrebbero tradursi in decine di migliaia di euro di multa, dato che è stato approvato il nuovo Decreto sicurezza, che prevede multe da 2mila a 10mila euro per chi manifesta il proprio dissenso senza aver dato preavviso alla Questura”.
Greenpeace e il muro della trasparenza: quanto costa il silenzio?
Se XR agisce in strada, Greenpeace Italia si è mossa nelle aule della burocrazia, denunciando una totale mancanza di trasparenza. L’associazione ha sollevato un polverone sui contratti pubblicitari che legano la Rai, il Comune di Sanremo e i colossi inquinanti (non solo Eni, ma anche Suzuki e Costa Crociere).
Il dato politico è inquietante: nonostante le richieste di accesso civico (FOIA) e le interrogazioni parlamentari, la Rai ha invocato il “segreto industriale“, mentre il Comune ha negato i documenti per “clausole di riservatezza” imposte dagli sponsor stessi. “La trasparenza sarebbe il primo passo per liberare la cultura dal greenwashing“, commenta Federico Spadini di Greenpeace. In un Festival che incassa circa 70 milioni di euro in pubblicità, sapere a quale prezzo viene venduta la “patina green” è, secondo l’associazione, un diritto dei cittadini. La questione quindi per Greenpeace non è solo ambientale, ma democratica: chi finanzia il servizio pubblico e a quali condizioni?
Legambiente presenta Festambiente, l’alternativa eco possibile
A pochi passi dall’Ariston, mercoledì 25 febbraio presso Casa Sanremo, Legambiente ha scelto una via propositiva. Con la partecipazione di Angelo Gentili, segretario nazionale dell’associazione e coordinatore di Festambiente, di cui anche quest’anno eHabitat.it sarà media partner, l’associazione ha portato l’esempio concreto di come si possa fare cultura senza distruggere l’ecosistema.

Gentili ha presentato Festambiente, l’ecofestival che ogni agosto trasforma la Maremma in un laboratorio di economia circolare e giustizia climatica. L’obiettivo della missione sanremese è chiaro: dimostrare che i grandi eventi possono e devono cambiare rotta.
Il Festival di Sanremo è una macchina dai consumi imponenti: tra l’energia per la produzione TV, l’impatto dei trasporti per migliaia di persone e i materiali scenografici difficili da smaltire, l’impronta ecologica resta pesante. Nonostante l’edizione 2026 abbia introdotto navette elettriche, ecoisole informatizzate e illuminazione a LED, Legambiente sottolinea che siamo solo all’inizio.
“Vogliamo che l’ecologia entri davvero nelle grandi manifestazioni di spettacolo“, ha affermato Gentili, auspicando una vera “correzione di rotta” che porti Sanremo ad allinearsi alle oltre 150 rassegne italiane (come Umbria Jazz o il Festival dei Due Mondi) già attente ai parametri ambientali. La sfida lanciata da Casa Sanremo riguarda una gestione integrale: non basta qualche LED, serve una sensibilità profonda che parta dalla filiera corta del cibo fino all’abbattimento totale delle emissioni climalteranti.
La musica, insomma, deve imparare a rispettare il ritmo del pianeta.
L’attivismo ambientale a Sanremo 2026: tre strategie, un’unica richiesta
Tre associazioni, tre modi diversi di vivere l’attivismo: c’è chi urla l’emergenza con proteste eclatanti, chi chiede conto dei soldi invocando giustizia e chi costruisce modelli nuovi. Il filo rosso che unisce queste azioni è la richiesta di coerenza climatica.
Segui eHabitat per notizie e approfondimenti su Sanremo 2026. Anche quest’anno saremo sul campo per seguire e raccontarvi il Festival con un occhio di riguardo per l’ambiente.
[Cover Image @Extinction Rebellion]
[Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di eHabitat]
