9 Agosto 2019

Rapporto Global Witness 2018, molti indigeni fra i 164 ecologisti uccisi: oggi Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni c’è tanto su cui riflettere

Ecologismo: una vocazione che è anche una necessità. La salute del Pianeta è compromessa e battersi per ripristinarla è sì doveroso, ma anche oltremodo rischioso. In un mondo agli sgoccioli a causa di problematiche ambientali serissime, il rapporto annuale dell’organizzazione non governativa Global Witness indica in 164 il numero di militanti ecologisti uccisi nel 2018. Persone che, anziché essere portate in gloria per il loro operato, hanno pagato il prezzo salatissimo di un modello di sviluppo basato su poteri forti e profitti a ogni costo.

Rapporto Global Witness 2018, il prezzo della militanza

Il Rapporto Global Witness 2018 è stato pubblicato lo scorso 30 luglio. I 164 morti registrati non sono che la punta di un iceberg, che nasconde un quadro globale a dir poco drammatico. Al di là del dato finale, infatti, il documento specifica che sono “innumerevoli” i militanti cui viene intimato di tacere attraverso violenze o provvedimenti che impediscono le manifestazioni.

global witness report deforestazione

E così, in un silenzio diffuso e assordante, chi si batte nel mondo contro l’espropriazione delle terre, la deforestazione, il bracconaggio, lo sfruttamento intensivo delle risorse, viene ucciso o imbavagliato con ogni mezzo. Volendo redigere una sorta di classifica in negativo, nel 2018 il Paese più pericoloso per gli ambientalisti è risultato essere le Filippine, con ben 30 uccisioni. Seguono la Colombia, con 24 omicidi e l’India, con 23.

Il calo di vittime rispetto al 2017– record negativo rilevato dalla stessa Global Witness con un totale di 207 militanti uccisi- non deve bastare a consolare, né a distogliere l’attenzione da una situazione tragica.

Le popolazioni autoctone fra le principali vittime

Nessuna colpa, se non voler vivere nella terra in cui sono nati. Un numero cospicuo delle persone che si immolano per l’ambiente e i territori è composto da popolazioni autoctone. Si tratta di comunità che intendono difendere il proprio diritto di abitare aree ambite da altri, considerate tuttavia- per convenienza e comodità- alla stregua di criminali o terroristi.

E così, le minacce, gli omicidi e persino i genocidi perpetrati da Governi corrotti nei confronti di tali popolazioni vengono legittimati. Poco importa se l’obiettivo sotteso è lo sfruttamento o l’espropriazione di terre e risorse.

global witness report indigeno botswana

9 agosto, Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni

Sul Pianeta, le popolazioni che vengono comunemente definite “indigene” sono oltre cinquemila, per un totale di 370 milioni di indigeni in 70 Paesi. Costituiscono il 5% della popolazione mondiale, il 15% delle persone più indigenti e meno tutelate. Depositarie di tradizioni e stili di vita diversi da quelle delle società dominanti, possiedono caratteristiche sociali, culturali, economiche, politiche proprie e peculiari.

L’ONU celebra tale diversità come un patrimonio da preservare ogni 9 agosto, durante la Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni.

Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre del 1994, la ricorrenza intende conferire importanza ai diritti collettivi di tali popolazioni. In questa direzione va la Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni, adottata dall’Assemblea nel 2007.

global witness report indigena colombia

Oltre alla Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni, l’ONU ha dichiarato il 2019 Anno Internazionale delle Lingue Indigene.

Quale momento migliore, dunque, per un’inversione di marcia che metta finalmente diritti, persone e ambiente al centro del quadro politico internazionale? In un mondo in salute, il cambiamento non si farebbe attendere. Purtroppo, però, giustizia e rispetto della vita sembrano aver perso importanza nel sistema disfunzionale cui siamo tristemente avvezzi.

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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