2 Settembre 2017

I lampioncini che illuminano il bosco: gli alchechengi

Un altro regalo del bosco disponibile in questo periodo è l’alchechengi. Si tratta di una pianta che si trova quasi ovunque in Italia, fino ai 1000 mt. Cresce in boschi umidi e ombrosi o ai bordi delle siepi. Il suo frutto è una piccola bacca racchiusa in un calice dal caldo color arancione.

Non passa inosservata se la incontriamo durante le nostre passeggiate. Sembrerà di percorrere una via illuminata da gioiosi lampioncini, i calici appunto.

alchechengi
Bella da vedere, le bacche sono anche buone e sane da mangiare: ricchissime in vitamina C, hanno un ottimo potere diuretico.

L’importante è che siano mature, cioè quando acquistano a loro volta un bel colore arancio. In caso contrario sono tossiche a causa dell’elevato contenuto di solanina – Physalis alkekengi, questo il nome scientifico, appartiene alla famiglia delle Solanaceae, come i pomodori.

Comunque se consumate a maturazione completa sono gradevolmente asprigne e si sposano perfettamente con il cioccolato. Perfette per dare un saluto all’estate e un bentornato all’autunno che richiamano con il loro colore.

alchechengi

Il momento di raccolta varia a seconda dei luoghi. Sulla collina di Torino li ho trovati già maturi mentre in alcuni libri indicano come mesi di raccolta settembre ottobre.

Comunque se prese un po’ acerbe si conservano bene all’interno del calice che con il tempo seccherà acquistando la consistenza di un sottile foglio di carta.

Ingredienti:

alchechengi

cioccolato fondente

alchechengi bicchiere

Aprire il calice dell’alchechengi tirandone i lembi verso l’alto. Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Immergere le bacche nel cioccolato fuso tenendole dal calice rovesciato. Far raffreddare. Per farlo è preferibile farli asciugare senza appoggiarli, magari appendendoli al calice per evitare di rovinare la superficie di cioccolato che riveste l’alchechengi.

Buon appetito!

Sara Panarella

Vive a Torino, bibliotecaria. Si laurea in Filosofia interessandosi di bambini e multiculturalità e si avvicina alla psicoanalisi e alla cura del pensiero. Ha poi quattro bimbi e un cane che insieme a tanta effervescenza aggiungono interessi nuovi, maggior attenzione per l’ambiente e gli antichi mestieri e saperi, lavorazione dell’argilla, uncinetto, raccolta e utilizzo delle erbe. Una moderna “Strega in famiglia”!

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