Tutti al circo! Ma senza animali

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Tutti al circo! Ma senza animali ultima modifica: 2016-04-12T08:00:57+00:00 da Alessandra Condello
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Questa è la storia di Shirley, un elefante femmina nata nel 1948 a Sumatra e sottratta al suo habitat naturale nel 1953, ad appena 5 anni. Se si considera che la durata media della vita di un elefante asiatico in libertà è di oltre 60 anni, Shirley era all’inizio della sua esistenza. Per 24 lunghi anni il suo destino fu la realtà del circo.

Difficile immaginare cosa significhi sperimentare un cambiamento così radicale: lontana dal suo ambiente naturale e sociale venne costretta ad una vita artificiale finalizzata all’intrattenimento del pubblico in giro per il mondo. La sua sorte cambiò all’età di 28 anni, quando venne aggredita da un elefante più anziano e si ruppe una zampa. Questo incidente segnò la fine della sua carriera circense e la nostra Shirley venne venduta al Louisiana Purchase Gardens and Zoo, un parco zoologico della Louisiana. Qui trascorse i successivi 22 anni in completa solitudine finché lo zoo decise di contattare il Santuario degli Elefanti in Tennessee, per regalarle la possibilità di trascorrere la parte finale della sua esistenza in modo degno. Shirley vive tuttora all’interno del Santuario in compagnia di altri elefanti e ha raggiunto la veneranda età di 68 anni.

 

Questa è una storia tra tante, avrei potuto parlare di molti altri animali, ma ho scelto Shirley perché, quando penso al circo, la prima immagine che mi si forma in mente è quella dell’elefante “addobbato” per compiacere il pubblico. L’elefante: un animale meraviglioso, caratterizzato da un’organizzazione sociale complessa e con capacità cognitive che continuano a stupire il mondo della ricerca. Perché questo colosso deve essere costretto da noi piccoli esseri umani ad una vita così inadatta alle sue esigenze come quella del circo? E questa stessa domanda ovviamente si allarga a tutti gli altri animali, impossibile citarli tutti poiché la lista sarebbe infinita.

Elephant circus

Nel mondo esistono numerose associazioni che si occupano di contrastare l’uso degli animali negli spettacoli circensi. La Animal Defenders International (ADI) attiva negli Stati Uniti, in Europa, in America latina e in Africa, si occupa di portare avanti campagne per sensibilizzare e per sensibilizzare le persone a queste tematiche. I successi non sono mancati, sono numerosi i paesi che hanno emesso divieti, totali o parziali, nazionali o locali, all’uso degli animali nei circhi.

Tiger circus

In Italia siamo ancora in alto mare. Un esempio della nostra arretratezza? Nel nostro paese vige il divieto di detenzione di animali considerati pericolosi (leoni, tigri, elefanti, ecc.), ma, per ragioni non chiare, tale divieto non si applica al circo. Nonostante l’impegno della LAV, dell’OIPA, dell’ENPA e di molte altre realtà e il crescente dissenso dell’opinione pubblica, non sembra per adesso esserci una luce all’orizzonte.

child no circus
Un giovanissimo contestatore, Gabriel Ryan, durante una protesta a Knutsford (Inghilterra)

Il circo rispecchia una certa modalità di approccio dell’essere umano al mondo naturale, priva di spirito di osservazione e genuina curiosità e di rispetto e gentilezza. Questa pratica propone una visione utilitaristica del mondo che ci circonda, gli animali diventano entità da plasmare in base alle nostre esigenze e interessi (in questo caso economici). Ma, prendendo in prestito le parole di Riccardo B., se si cambia prospettiva “l’esibizione di un animale al circo risveglia, nell’occhio lucido, non annebbiato dal torpore empatico, compassione, tristezza, dolore. E tanta rabbia, quella rabbia che nasce dal cuore davanti alla vittima di un sopruso cui non si può prestare soccorso” e non si intravede nessun tipo di divertimento.

Tutti al circo! Ma senza animali ultima modifica: 2016-04-12T08:00:57+00:00 da Alessandra Condello
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Tutti al circo! Ma senza animali ultima modifica: 2016-04-12T08:00:57+00:00 da Alessandra Condello

Classe 1986, di Torino, ma con radici che si allungano verso il Sud Italia. Si definisce un ibrido: laureata triennale in Scienze e tecniche neuropsicologiche decide di ampliare la sua prospettiva sul mondo e consegue una laurea magistrale in evoluzione del comportamento animale e dell'uomo presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi. Etologa in erba, fa parte di un'associazione che si occupa di educazione ambientale. Ama scorrazzare per boschi insieme alla sua fedele compagna canina Lumi, attenta osservatrice capace di dare preziose dritte. Venera la bicicletta in ogni sua forma e si nutre di musica.

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