3 Dicembre 2014

Wild di Jean-Marc Vallée al 32° TFF

Wild di Jean-Marc Vallée, è un film da poco presentato al Torino Film Festival. Un viaggio di riscatto e liberazione in cui la natura domina selvaggia le scene

Wild di Jean-Marc Vallée inizia con un’unghia che si stacca da un piede insanguinato perché massacrato da uno scarpone troppo piccolo.

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Alla proprietaria del piede sfuggono grida di dolore che si trasformano in urla di rabbia quando lo scarpone incriminato prende la via del dirupo per fermarsi chissà dove ma centinaia di metri più in basso.

Allora a che serve il secondo scarpone, tanto vale lanciarlo a raggiungere il compagno. La donna è Cheryl Strayed. Strayed=Randagia è il cognome che si è scelta al momento del divorzio dal marito. E questo è uno dei motivi per i quali ha intrapreso la lunga camminata – una sorta di cammino di Santiago al quadrato o al cubo, se vogliamo – dal confine tra California e Messico fino al Bridge of the Gods che collega l’Oregon e lo Stato di Washington, attraversando il fiume Columbia.

Sono 1600 chilometri a piedi, una parte del Pacific Crest Trail che, se completato, arriva a 4300 chilometri e raggiunge l’Alaska, per la maggior parte attraverso le foreste nazionali e le aree naturali protette di California, Oregon, Washington e con dislivelli in certi punti impressionanti.

wild

La fine traumatica del suo matrimonio, accompagnata – per usare una perifrasi – da scelte sbagliate e autodistruttive si è aggiunta alla morte dell’adorata madre e ai traumi di un’infanzia difficile, alle prese con un padre ubriacone e violento.

La catarsi o la resurrezione di Cheryl è questo viaggio che ha scelto di fare lungo la PCT. Per purificarsi e per ridare un senso alla sua vita, deve soffrire, faticare, superare crisi di ogni genere.

In solitudine, accompagnata soltanto dalla bellezza sublime della natura selvaggia. E i pochi uomini che incontra lungo il viaggio da lei vorrebbero una sola cosa. Ma ormai si è fortificata e, se deve essere, è in grado di scegliere da sola. Sole, pioggia, neve, vento, animali selvatici, paesaggi spettacolari caratterizzano il percorso di Cheryl, mentre la sua solitudine è accompagnata da frequenti e brevi flashback che ne raccontano la vita precedente.

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Il film è tratto dal libro di memorie “Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita della reale Cheryl Strayed. In Italia è stato pubblicato da Piemme nel 2012 e in copertina ha la foto di uno scarpone un po’ sfondato che verosimilmente ha percorso molti chilometri.

La scrittrice ha una buona somiglianza con l’attrice scelta per il suo ruolo, Reese Whiterspoon, che aveva vinto l’Oscar alla migliore attrice nel 2006 per la sua interpretazione di June Carter Cash in Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line.

La regia è del canadese Jean-Marc Vallée, già autore del celebrato e pluripremiato Dallas Buyers Club. Alla sceneggiatura ha messo mano invece il popolare Nick Hornby.

In un film in cui la natura è così preponderante, le immagini non potevano non essere accompagnate da splendida musica. Per tutto il film aleggiano i primi trenta secondo di El Condor Pasa che poi esplode nella versione Simon&Garfunkel. Ma ci sono anche altri brani: dei Wings, di Pat Metheny, Leonard Cohen… Prodotto dalla Fox Searchlight con discreta disponibilità di mezzi.

Il film è fresco fresco: non è ancora uscito negli Stati Uniti e già è pronto per la distribuzione in Italia, presumibilmente a fine inverno.

Riccardo Caldara

63 anni, giornalista. Ha lavorato a lungo nell’emittenza privata regionale. Dal 2001 al 2011 ha collaborato con il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e diretto il settore informazione della città. Da sempre si occupa di cinema a livello professionale. Altre sue passioni i libri, la fisarmonica e il Toro.

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