3 Gennaio 2021

Nermina’s World, un film sul ritorno dei profughi in Bosnia

Nermina’s World, il film documentario che racconta il ritorno a casa, in un villaggio musulmano della Bosnia, di una donna e della sua famiglia dopo gli orrori della guerra e della pulizia etnica

Nermina’s World, presentato a Vision du Réel 2014, Festival internazionale del cinema di Nyon, al Trieste Film Festival, al Festival CinemAmbiente e all’Ischia Film Festival, è un documentario girato nel 2013 da una regista italiana, Vittoria Fiumi, con attività in Svizzera.

Documentario di produzione italo-svizzero-tedesca, narra il disfacimento dell’Est europeo, nella fattispecie la fine dell’ex Jugoslavia e i tanti genocidi che si è portata dietro.

Nermina’s World
Nermina’s World

La Storia –quella grande con S maiuscola– è vista con gli occhi di Nermina, originaria di un villaggio musulmano in Bosnia i cui abitanti sono stati massacrati o deportati nel 1992.

La sua famiglia era fuggita all’estero e solo venti anni dopo ha deciso di tornarvi con i tre figli, tra cui due ragazze, Almedina e Melisa. Il film per un intero anno segue Nermina e le due figlie, la loro vita tra faccende domestiche e lavori di campagna.

La pulizia etnica aveva reso deserto il villaggio e poche famiglie vi hanno fatto ritorno. Ogni cosa, ogni luogo ricorda l’orrore di quei giorni. Inoltre migliaia di ettari di terreno non sono coltivabili per i residuati bellici che vi sono ancora disseminati.

Movies Save the Planet – Voices from the East: storie di cinema, clima e ambiente nei Balcani

Per tutto il film si ha l’impressione di trovarsi in un non-luogo, un posto dove tutto pare provvisorio e il tempo sembra essere sospeso. Questa è la sua forza, ma purtroppo è la realtà.

Vittoria Fiumi alterna il suo girato (molto accurato) con spezzoni di immagini del 1995 quando alcuni bosniaci residenti all’estero tornarono al villaggio per documentare i disastri fatti dalla guerra. Quel materiale venne fatto pervenire in forma anonima ad un’altra rifugiata.

Il potente richiamo di Casa: la regista Holly Morris racconta The Babushkas Of Chernobyl

La regista cerca di catturare con la macchina da presa il rapporto tra madre e figlie in un momento delicato della loro vita. Quello della scelta tra restare in patria, nonostante le memorie della guerra e la forte disoccupazione, oppure tornare definitivamente in Germania, a Mainz, dove il futuro delle ragazze può essere senza dubbio migliore. Tuttavia la scelta non è così scontata.

[Articolo gentilmente concesso e tratto dal blog dell’autore]

Riccardo Caldara

63 anni, giornalista. Ha lavorato a lungo nell’emittenza privata regionale. Dal 2001 al 2011 ha collaborato con il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e diretto il settore informazione della città. Da sempre si occupa di cinema a livello professionale. Altre sue passioni i libri, la fisarmonica e il Toro.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

I più letti

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Torino n. 36 del 17/12/2014 | Associazione culturale Ambiente in Circolo editrice | © 2014/2020 eHabitat.it

Ultimi articoli di Cinema

Everest: The Other Side

Everest: The Other Side – La conquista dell’Everest a Venezia83

Everest: The Other Side, vita e imprese degli alpinisti Hilaree Nelson e Jim Morrison sono al centro del documentario presentato Fuori Concorso a Venezia83 Lasciata alle spalle la conferenza stampa, dove l’attore e regista George Clooney ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera, il nostro percorso cinematografico  al Festival di... Leggi tutto
Legame invisibile

Legame invisibile è tra i corti premiati al Clorofilla Film Festival

Legame invisibile, incentrato sulla pet therapy negli ospedali, si è aggiudicato il premio del pubblico per il miglior corto al Clorofilla Film Festival Il Clorofilla Film Festival, di cui èHabitat è media partner, anche quest’anno è stato uno degli eventi principali di Festambiente, il Festival nazionale di ecologia e pace... Leggi tutto
Go toTop