Svolta nell’inchiesta della Procura di Trani sul Jova Beach Party 2022 a Barletta: tre indagati per inquinamento ambientale e abuso edilizio. Interrogatori al via.
A quasi quattro anni dal concerto di Lorenzo Cherubini sulla Litoranea di Ponente, la magistratura pugliese ha impresso una svolta decisiva alle indagini. La Procura di Trani ha infatti iscritto nel registro degli indagati tre persone coinvolte nell’organizzazione e nella gestione della tappa del Jova Beach Party di Barletta del 21 luglio 2022, un evento che radunò oltre 30.000 persone.
I reati contestati
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, le ipotesi di reato formulate dai magistrati sono inquinamento ambientale colposo e abuso edilizio in area protetta. Sotto la lente della Procura sono finiti i lavori preparatori che avrebbero compromesso l’habitat naturale della zona.
A queste accuse si aggiungerebbe anche l’ipotesi di falso ideologico legata alle procedure autorizzative.
Dune distrutte e biodiversità a rischio
L’inchiesta, nata da alcuni esposti tra cui uno presentato da Legambiente, contesta l’alterazione di un ecosistema di circa 16.000 metri quadrati sottoposto a vincolo paesaggistico e situato nell’area protetta della foce del fiume Ofanto.
Le perizie indicano che, durante l’allestimento del mega-palco e delle strutture del villaggio, sarebbero state spianate le dune costiere e distrutta la vegetazione spontanea, fondamentale per la nidificazione di specie protette come il fratino.
La difesa: “Iter amministrativo corretto” del Jova Beach Party di Barletta
I legali dei tre indagati hanno già risposto alle accuse, respingendo ogni addebito. La linea della difesa si basa sulla presunta correttezza dell’iter amministrativo seguito: tutte le autorizzazioni necessarie sarebbero state ottenute regolarmente prima dell’inizio del cantiere.
Prossimi passi: gli interrogatori
Quello di Trani rappresenta il primo vero filone giudiziario con indagati legati al tour di Jovanotti, dopo che altre inchieste (come quella di Lucca per la tappa di Viareggio) si erano chiuse con l’archiviazione.
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I primi interrogatori sono fissati per oggi mercoledì 6 maggio 2026. Gli indagati potranno decidere se rispondere alle domande dei magistrati o depositare memorie difensive per chiarire la propria posizione.
[Foto di Nainoa Shizuru su Unsplash]
