23 Marzo 2026

Life Alexandro, partito il progetto europeo per la tutela del fratino

Life Alexandro

Life Alexandro è il progetto europeo per tutelare la biodiversità che mira a impedire l’estinzione del fratino, specie nidificante lungo le coste italiane

Dall’inizio dell’anno è partito il progetto quinquennale europeo Life Alexandro, che si pone l’obiettivo di migliorare lo stato di conservazione del fratino (Charadrius alexandrinus) in Italia e Croazia, tramite la mitigazione delle minacce dirette ed indirette alla specie ed ai suoi habitat.

Questo piccolo e caratteristico  trampoliere, specie simbolo degli ecosistemi dunali e delle spiagge naturali, è oggi seriamente minacciato dalla pressioni antropiche e  classificato in Italia come “in pericolo” nella Lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn).

Life Alexandro è cofinanziato dall’Unione europea tramite lo strumento Life (contributo di 5.218.362 euro per un budget totale ammissibile di 8.697.270 euro) e coinvolge numerosi partner: Istituto di ecologia applicata (capofila), Croatian society for birds and nature protection, Ente di gestione per i parchi e la biodiversità-Delta del Po, Parco nazionale del Circeo, Parco regionale della Maremma, Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Istituto superiore per la protezione e la ricerca Ambientale (Ispra), Legambiente, Lega italiana protezione uccelli (Lipu), Ministero della Difesa Arma dei Carabinieri-Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari, Riserve naturali regionali orientate del Litorale Tarantino, Smart Revolution Srl, Università di Pisa-dipartimento di Biologia.

“Il fratino, specie protagonista di questo progetto europeo è il perfetto ambasciatore di un messaggio molto chiaro: le spiagge non sono solo un ambiente di svago per l’essere umano, ma sono un ecosistema molto complesso e molto fragile. Cambiando la nostra idea di fruizione di questo ambiente, non solo faremo un favore ad ALEX, ma anche a noi stessi: una spiaggia più naturale, gestita nel rispetto della Biodiversità, è un ambito di svago che fa bene alla nostra mente, ai nostri occhi e, in conclusione, alla nostra salute. Facciamo sì che le spiagge e le dune, con la loro vegetazione così particolare, tornino ad essere, per noi e per gli altri esseri viventi, ambienti salubri, pieni di bellezza e diversità”, ha dichiarato Marco Lucchesi, project manager dell’Istituto di Ecologia Applicata, capofila di progetto.

Alla scoperta del fratino, il piccolo trampoliere in pericolo di estinzione che indica la salute delle nostre spiagge

In Italia Life Alexandro riguarderà 400 chilometri di costa con il coinvolgimento di ben dieci regioni (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Lazio e Toscana), mentre in Croazia le attività interesseranno circa 74 chilometri, per un’area  complessiva di superficie pari a circa 2.400 chilometri quadrati, comprendente anche 51 siti Natura 2000.

“Gli interventi previsti comprendono la protezione e la messa in sicurezza degli ambienti di nidificazione, la sorveglianza e il monitoraggio dei nidi, il restauro e il miglioramento degli habitat dunali e la creazione di piattaforme di confronto con operatori economici ed enti pubblici, in particolare comuni e regioni, coinvolti nella gestione delle spiagge. L’obiettivo è sviluppare strumenti condivisi di gestione sostenibile del litorale, capaci di ridurre l’impatto delle attività umane e favorire la convivenza tra conservazione della natura e fruizione turistica”, chiarisce la Lipu

 

Stato di conservazione e minacce

Il fratino, noto anche come piviere di Kent, è diffuso nelle aree costiere (spiagge, saline e lagune di marea) e per la nidificazione predilige le coste sabbiose o ghiaiose aperte e prive di vegetazione, spesso in prossimità della riva.

Fondamentale per il benessere degli ecosistemi costieri – si tratta infatti dell’unica specie ornitica strettamente legata agli habitat sabbiosi e dunali – questo piccolo uccello della famiglia dei Caradriidi  rappresenta anche un importante indicatore di qualità ambientale, poiché la sua presenza segnala aree in salute, con bassi livelli di inquinamento, catene alimentari complete e abbondanza di insetti e microfauna invertebrata.

Oggi il fratino è una specie rigorosamente protetta in Europa (Allegato I della direttiva Uccelli 2009/147/CEE): la popolazione e l’areale di questo trampoliere sono diminuiti di almeno il 20% dal 1980, con un declino continuo osservato dal 2001.

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Una situazione che invita all’azione e desta forte preoccupazione in Italia, come fotografa la Lipu:dalle 1.300–2.000 coppie stimate nel 2004 si è scesi a 570–691 coppie nel 2018, fino ad arrivare alle circa 500 coppie del 2023. Attualmente, la parte più consistente della popolazione riproduttiva italiana si concentra lungo le alte coste adriatiche, con 167–172 coppie, e in Sardegna, con 175–195 coppie. Lungo le coste tirreniche, ioniche e siciliane resistono invece sottopopolazioni più piccole e frammentate. Questo scenario nazionale riflette un trend negativo che riguarda tutta l’Europa: dal 1980 si registra una diminuzione del 20% e, secondo BirdLife International, è attesa un’ulteriore riduzione di almeno il 25% nei prossimi quindici anni”.

Le minacce alla sopravvivenza di questa specie derivano da varie pressioni antropiche esercitate sugli ambienti costieri. Tra queste segnaliamo: il calpestamento accidentale dei nidi da parte dei turisti nella parte interna della spiaggia; gli eventuali danni apportati da cani lasciati liberi; la pulizia meccanica delle spiagge o quella manuale effettuata da personale non qualificato, che può avere un impatto negativo specialmente durante la stagione riproduttiva; l’inquinamento da rifiuti marini, in primis detriti di plastica, che contaminano l’habitat di questo trampoliere ed infine il continuo disturbo causato dalla presenza umana.

“A ciò si aggiungono l’urbanizzazione costiera, lo sfruttamento delle spiagge a fini turistici e ricreativi con conseguenti processi di erosione, l’alterazione della morfologia delle dune, della struttura e della composizione delle comunità vegetali e degli impollinatori lungo le dune mobili embrionali e le dune bianche, che portano alla riduzione/degradazione degli habitat di foraggiamento e riproduzione”, chiariscono i promotori del progetto Life Alexandro.

Il nemico numero uno del piviere di Kent è dunque la gestione intensiva delle spiagge dovuta alla pressione turistica. La protezione del fratino non è altro che un aspetto della necessaria cura delle nostre coste e della preservazione del loro equilibrio. Da queste osservazioni nasce Life Alexandro, che “si configura quindi come un’azione concreta e coordinata a livello internazionale per la salvaguardia delle spiagge naturali del Mediterraneo centrale, dimostrando come la conservazione della biodiversità possa procedere di pari passo con uno sviluppo turistico più attento, responsabile e sostenibile”, commenta la Lipu.

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Il piviere di Kent è una specie rigorosamente protetta pure in Croazia, dove la Lista rossa nazionale lo classifica “in pericolo critico” essendo rimaste solo 10-20 coppie. Nell’ambito del progetto sono previste pure varie azioni congiunte tra Italia e Croazia per la mitigazione delle pressioni antropiche sulla specie, con interventi che riguarderanno tutte le regioni italiane interessate, oltre a quella croata di Zara. 

Obiettivi e risultati attesi

La mitigazione delle minacce dirette e indirette alle specie ed ai suoi habitat passa attraverso quattro azioni principali: la riduzione dellimpatto dell’uomo e dei suoi predatori sulla specie (tramite ad esempio la costruzione di accessi obbligatori alle spiagge, l’identificazione e protezione delle aree di nidificazione, la regolare pulizia manuale delle spiagge ed il monitoraggio della presenza dei potenziali predatori con riduzione del loro impatto diretto); la prevenzione della perdita e del deterioramento degli habitat, con il ripristino degli habitat dunali mediante tecniche di ingegneria genetica e la rimozione dei rifiuti; la creazione di un “modello KP” per la gestione costiera basato sui valori della biodiversità, ovvero un percorso partecipativo con le principali parti interessate per produrre un “Kit di strumenti per le migliori pratiche”, che conduca alla preparazione di linee guida ed a replicare i principi ed i risultati del progetto in almeno altri 17 siti costieri Natura 2000 delle coste italiane e croate, ed infine il rafforzamento della rete Natura 2000.

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Per quanto riguarda i risultati attesi, Life Alexandro mira ad avere impatti ecologici, socio-economici, comunicativi e sulle politiche e governance.

In merito ai primi, si punta ad aumentare del 30% il numero di coppie e del 20% sia gli habitat costieri di interesse comunitario 2110-2120 sia le specie vegetali ed i generi di impollinatori (con un ulteriore aumento del 20% della diversità di piante e impollinatori nei successivi 5 anni), oltre a ridurre del 90% sia il calpestio dei nidi sia quello sugli habitat 2110-2120 (mantenendo tale percentuale nei cinque anni successivi alla fine del progetto) ed a rimuovere dieci tonnellate di rifiuti alla fine di Life Alexandro ed altri dieci nei cinque anni successivi.

Passando agli impatti socio-economici, questo progetto Life cerca di creare nuovi posti di lavoro e di aumentare il numero di tour operator che offrono attività di eco-turismo, migliorando in generale l’attenzione ed il rispetto verso questa specie e nell’utilizzo delle spiagge. Sul fronte comunicativo l’obiettivo è quello di raggiungere oltre tre milioni di persone tramite i media e le piattaforme digitali, mentre in tema di politiche e governance si punta entro la fine del progetto alla firma del “Patto per il KP” da parte di 15 Comuni e cinque aree costiere protette, all’identificazione o espansione di cinque siti inclusi o meno nella Rete Natura 2000, nonché alla formazione di 100 tecnici qualificati per il rafforzamento della suddetta Rete e di 250 gestori di impianti balneari per il miglioramento della capacità gestionale delle loro concessioni.

Con Life Alexandro l’Unione europea profonde il massimo sforzo per la tutela di questo caratteristico e prezioso trampoliere.

[Credits foto: dimitrisvetsikas1969 su Pixabay]

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

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