Dal 25 aprile al 29 luglio 2026, il Museo A come Ambiente di Torino ospita “Impronte”, una selezione delle opere più significative di James Balog. Tra ghiacciai che scompaiono e specie a rischio, la mostra invita a riflettere sull’uomo come “quinto elemento” capace di trasformare il pianeta.
Cosa accade quando la precisione della scienza incontra la potenza visiva dell’arte? La risposta è in “Impronte”, la nuova mostra dedicata a James Balog, fotografo e ricercatore statunitense tra i più autorevoli interpreti della crisi ecologica contemporanea. Il MACA – Museo A come Ambiente di Torino presenta un percorso espositivo che è molto più di una rassegna fotografica: è una testimonianza necessaria dello scontro tra umanità e natura.
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James Balog: il fotografo dell’invisibile
Formatosi come geografo e geomorfologo, Balog ha dedicato la sua carriera a rendere visibili processi ambientali che spesso sfuggono all’occhio umano perché troppo lenti o remoti. Dal 2007, con il progetto Extreme Ice Survey, documenta la fusione dei ghiacciai attraverso una rete di fotocamere time-lapse, creando il più ampio archivio visivo mai realizzato su questo fenomeno.
Il percorso espositivo: dalla criosfera all’umanità come “quinto elemento”
La mostra, curata da Silvana Dalmazzone e Monica Poggi, si articola attraverso diverse serie emblematiche:
- Extreme Ice Survey: immagini di grande formato e sequenze time-lapse che svelano le dinamiche della criosfera.
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Survivors: una riflessione profonda sulla biodiversità. Animali e piante a rischio estinzione vengono ritratti su sfondi neutri, trasformandosi da semplici “elementi di un ecosistema” in presenze individuali cariche di dignità.
- The Human Element: negli spazi esterni del museo, questo progetto esplora l’idea dell’essere umano come agente geologico. Non più solo osservatore, l’uomo è il “quinto elemento” capace di modificare profondamente terra, acqua, aria e fuoco.
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Cinema e ambiente, i documentari nel Padiglione Verde
La mostra prosegue nel Padiglione Verde con la proiezione di tre documentari fondamentali che approfondiscono il lavoro di Balog: Chasing Ice (2012), The Human Element (2019) e l’ultimo Chasing Time (2024).
Perché visitare la mostra di James Balog a Torino
Nell’epoca dell’Antropocene, la fotografia diventa uno strumento di indagine indispensabile per connettere osservazione scientifica e attivismo. Come afferma lo stesso Balog: “Volevo celebrare l’eleganza della natura, ma ho capito che c’era qualcosa di più complesso… e ho sentito il bisogno di testimoniarlo”.
Info utili per la visita
Ecco alcune informazioni utili per chi vorrà visitare ma mostra fotografica di James Balog a Torino.
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Dove: MACA – Environmental Museum, Corso Umbria 90, Torino.
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Quando: Dal 25 aprile al 29 luglio 2026.
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Orari: Lunedì-venerdì (11.00-19.00); Sabato-domenica (14.00-19.00).
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Costi: 10 € nei giorni feriali; 12 € nel weekend (include l’accesso alle aree permanenti del museo).
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Sito web: www.acomeambiente.org.
