Per i rifiuti pirotecnici il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha incaricato il CoGePir quale unico sistema per la raccolta e lo smistamento
Gli articoli pirotecnici giunti a fine vita, scaduti, inesplosi o sottoposti a sequestro giudiziario, diventano rifiuti altamente pericolosi per l’ambiente e l’incolumità pubblica. Al fine di una loro efficace gestione, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) ha riconosciuto il Consorzio Gestione Pirotecnici (CoGePir) come soggetto di diritto privato facente funzione pubblica (decreto ministeriale 2 febbraio 2026, n. 32), rendendolo così l’unico sistema in Italia autorizzato alla raccolta, al trasporto, al riciclo ed alla distruzione dei rifiuti derivanti da articoli pirotecnici scaduti o sequestrati da parte delle forze dell’ordine, con conseguente ordine di distruzione emesso dall’autorità giudiziaria.
“I pirotecnici scaduti mantengono la loro capacità esplodente anche dopo la data di scadenza e non possono per legge in nessun caso essere gestiti come rifiuti domestici o speciali, posta la loro evidente pericolosità. Dopo aver raggiunto la data di scadenza, o quando il detentore intende disfarsene, oppure è obbligato a farlo per provvedimento dell’Autorità Giudiziaria ancor prima della scadenza naturale, gli artifizi devono essere correttamente gestiti, dalla raccolta al deposito intermedio, fino alla distruzione finale, nel rispetto delle normative ambientali e di sicurezza pubblica”, chiarisce il CoGePir.
CoGePir
Privo di fini di lucro, il CoGePir è costituito dai principali produttori e importatori del settore pirotecnico per adempiere agli obblighi normativi previsti dal decreto legislativo 29 luglio 2015, n. 123 – che disciplina la messa a disposizione sul mercato e la sicurezza degli articoli pirotecnici – e dal decreto interministeriale 12 maggio 2016, n. 101, volto a definire le le modalità di raccolta, smaltimento e distruzione dei prodotti esplodenti, compresi quelli scaduti, e dei rifiuti prodotti dall’accensione di pirotecnici di ogni specie. Tutte attività molto delicate, da condurre nel rispetto delle norme in materia ambientale e di tutela della salute e dell’incolumità pubblica, nonché di sicurezza sul lavoro.
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Il CoGepir ha inoltre la peculiarità di essere l’unico settore merceologico che risponde contemporaneamente a due normative primarie, ovvero il Testo Unico Ambientale (TUA) ed il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). “Un doppio presidio normativo che richiede competenze tecniche, autorizzazioni specifiche e una filiera strutturata per garantire sicurezza, legalità e tutela ambientale”, chiarisce il CoGePir.
Trattandosi di dispositivi ad alto potenziale di rischio per la salute, l’incolumità pubblica e l’ambiente, tutti i produttori ed importatori di articoli pirotecnici devono aderire obbligatoriamente al sistema CoGePir al fine di assicurarne la tracciabilità ed il corretto smaltimento. La filiera pirotecnica non è dunque esente dal principio della responsabilità estesa del produttore (EPR), ossia da quello strumento chiave per garantire la transizione verso un modello economico circolare e più sostenibile, che non può prescindere dalla corretta gestione del fine vita dei prodotti, richiamando alla necessità della riduzione, del riutilizzo, del riciclaggio e del recupero dei rifiuti.
Il sistema consortile gestisce tutti i prodotti pirotecnici utilizzati per esigenze di segnalazione, sicurezza, soccorso e spettacolo in vari ambiti (nautico, ferroviario, professionale, eventi), che non possono essere dismessi tramite i canali ordinari. “Per pirotecnici di sicurezza si intendono tutti quelli necessari come dotazioni di bordo ad uso marittimo, diporto incluso (boette fumogene, MOB, lanciasagole, razzi a paracadute, fuochi a mano ecc.), o comunque legati alla necessità di segnalazione e soccorso (alpinismo, ferroviario, ecc.)”, chiarisce CoGePir.
La loro più generale definizione è specificata all’articolo 2, comma 1 lettera C del decreto interministeriale 12 maggio 2016, n. 101: “Rifiuti derivanti dall’utilizzo degli articoli pirotecnici che possono contenere quantità residue di sostanze esplosive in grado di causare danni alle persone e all’ambiente, nonché le stesse sostanze esplosive che residuano dall’utilizzo degli articoli pirotecnici. Sono considerati rifiuti da pirotecnici, ai fini della raccolta, del trasporto e dello smaltimento, gli articoli pirotecnici scaduti, in disuso o comunque non più suscettibili di ulteriore uso per le finalità cui sono destinati”.
CoGePir garantisce la raccolta controllata ed il trasporto autorizzato dei rifiuti pirotecnici, gestisce i depositi esplosivi certificati e provvede alla loro distruzione in impianti specializzati, oltre a prendersi cura pure dei materiali pirotecnici sequestrati su ordine dell’autorità giudiziaria, rafforzando così il suo ruolo non solo nell’ambito della tutela ambientale ma anche quale presidio di sicurezza pubblica.
Nel 2025 le forze dell’ordine hanno affidato al CoGePir oltre 9.265 kg di articoli pirotecnici sequestrati, mentre nell’anno in corso siamo già giunti alla notevole quantità di 5.946 kg. Il sistema consortile è riuscito a mettere a disposizione almeno un deposito esplosivi per ogni Regione italiana, garantendo il controllo della filiera fino alla distruzione dei prodotti.
Per soddisfare gli interessi di tutti gli stakeholder coinvolti, lo statuto del CoGePir prevede quattro categorie di soci: A1, fabbricanti ed importatori di pirotecnici di segnalazione, soccorso e sicurezza; A2, fabbricanti ed importatori di pirotecnici ad uso spettacolo e divertimento; B, associazioni di categoria a vario titolo coinvolte nella filiera; C, operatori logistici ed impianti autorizzati di termodistruzione.
A meno che non importino direttamente pirotecnici di sicurezza, non sono chiamati ad aderire al consorzio i rivenditori, i centri di revisione scialuppe, gli armatori navali e le società ferroviarie, poiché considerati “soggetti serviti” (punti di raccolta) nel momento stesso in cui acquistano dai fabbricanti/importatori associati a CoGePir.
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Ritiro e smaltimento
In merito alle procedure di ritiro e smaltimento, CoGePir fa presente che il detentore (utilizzatore finale) di articoli pirotecnici scaduti può conferirli al punto vendita in cui si reca per acquistarne di nuovi, nella misura di “uno contro uno”. Se non diversamente autorizzato, il rivenditore non deve mai detenere una quantità di rifiuti pirotecnici superiore ai 10 kg di massa attiva, pari a circa 25 kg lordi. Al raggiungimento di tale soglia è infatti tenuto a fare richiesta di prelievo nella propria area sul portale del CoGePir.
I rifiuti devono essere sempre posti in appositi contenitori omologati e CoGepir provvede al loro ritiro gratuito ed al successivo smaltimento, a patto che si riferiscano ad articoli a marchio di uno dei produttori aderenti al consorzio stesso.
“Affinché la richiesta di ritiro vada a buon fine, il rivenditore dovrà aver comprato a partire da gennaio 2018 un quantitativo di fuochi non inferiore al numero di quelli per cui chiede a Co.Ge.Pir. il prelievo per smaltimento, e dovrà aver correttamente caricato i modelli di conferimento per ogni singolo conferitore”, chiarisce CoGePir.
Il ritiro, sempre completamente gratuito, avviene a mezzo di trasportatore autorizzato, tramite rilascio di apposito Formulario FIRE (Formulario Identificativo Rifiuti Esplodenti). I rifiuti sono trasportati secondo le modalità previste dall’accordo europeo per il trasporto di merci pericolose su strada (ADR) e destinati infine alla termodistruzione.
Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della dispersione dei pirotecnici nautici scaduti e sulla necessità di un loro corretto conferimento, CoGePir ha appena lanciato la campagna di comunicazione “In mare salvano a terra no”, in collaborazione con la Capitaneria di porto di La Spezia e Acam Ambiente.
[Credits foto: planet_fox su Pixabay]
