Copernicus Sentinel 1-d sarà lanciato in orbita il prossimo 4 novembre, si tratta di uno strumento fondamentale per il monitoraggio ambientale dallo spazio
Il 2025 si sta rivelando un anno fondamentale per Copernicus, la branca di osservazione della Terra nell’ambito del programma spaziale dell’Unione europea (Ue). Il 4 novembre 2025 sarà lanciato in orbita dallo spazioporto di Kourou (Guyana francese) il satellite Sentinel 1-D, che garantirà la continuità dei servizi di cui usufruisce un’ampia gamma di utenti finali in tutto il mondo. Prosegue così l’espansione di Copernicus, dopo il lancio di Sentinel 1-C nel dicembre 2024, cui erano seguiti quelli a inizio 2025 di Sentinel 5-A e Sentinel 4-A.
“Il lancio di Sentinel-1D a bordo di Ariane 6 riflette la crescente capacità dell’Europa di mettere in orbita i propri satelliti alle proprie condizioni, rafforzando la resilienza dei servizi Copernicus e l’autonomia strategica dell’UE”, chiarisce l’observer pubblicato da Copernicus.
Copernicus
“Scegliendo il nome Copernico, rendiamo omaggio a un grande scienziato e osservatore europeo: Niccolò Copernico. La teoria eliocentrica di Copernico ha dato un contributo pionieristico alla scienza moderna. Copernico aprì all’uomo la visione di un universo infinito, precedentemente limitato dalla rotazione dei pianeti e del sole attorno alla Terra, e creò la comprensione di un mondo senza confini. L’umanità ha potuto trarre beneficio dalla sua intuizione. Ciò ha innescato uno spirito di scoperta attraverso la ricerca scientifica, che ci ha permesso di comprendere meglio il mondo in cui viviamo”, spiega Copernicus.
La scelta del nome fa già intuire l’importanza e le prospettive di questo ambizioso programma spaziale, gestito dalla Commissione europea in collaborazione con gli Stati membri, l’Agenzia spaziale europea (ESA) ed altri enti. Copernicus – precedentemente nominato “GMES” (monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza) – studia il nostro pianeta ed il suo ambiente offrendo servizi informativi basati su dati satellitari di osservazione della Terra ed in situ (non spaziali).
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“Grandi quantità di dati globali provenienti da satelliti e sistemi di misurazione terrestri, aerei e marittimi forniscono informazioni che aiutano i fornitori di servizi, le autorità pubbliche e altre organizzazioni internazionali a migliorare la qualità della vita dei cittadini europei e non solo. I servizi informativi forniti sono gratuiti e accessibili agli utenti”, chiarisce Copernicus. Le sue tecnologie in orbita rappresentano un valido alleato per la conoscenza e la tutela delle preziose risorse della Terra.
La missione Sentinel-1
I dati dei satelliti Sentinel-1 sono alla base di tre servizi Copernicus (Copernicus Emergency Management Service – CEMS – per la mappatura delle inondazioni, Copernicus Maritime Surveillance Service – CMS – per il rilevamento delle imbarcazioni e delle fuoriuscite di petrolio, Copernicus Marine Service – CMEMS – per il monitoraggio degli iceberg e della concentrazione di ghiaccio marino in favore della sicurezza della navigazione) e supportano anche il Copernicus Land Monitoring Service (CLMS) per il monitoraggio della vegetazione, delle foreste e dell’agricoltura.
“In particolare, i dati radar di Sentinel-1, elaborati con interferometria, vengono utilizzati nell’European Ground Motion Service (EGMS), parte del CLMS, per rilevare e tracciare i movimenti del suolo dovuti a subsidenza, frane, attività vulcanica e terremoti”, sottolinea Copernicus.
L’insieme di questi preziosi servizi che trasformano i dati di Sentinel-1 in informazioni operative garantiscono una maggiore sicurezza marina, una risposta più efficace alle catastrofi, una maggiore resilienza ai rischi naturali ed in generale una migliore gestione del territorio.
“Grazie alla politica di dati aperti e gratuiti di Copernicus, queste informazioni operative sono ampiamente accessibili alle autorità pubbliche, all’industria, ai ricercatori e ai fornitori di servizi, che possono sviluppare ulteriori applicazioni sulla base dei prodotti e dei dati principali di Copernicus. Di fatto, Sentinel-1 è l’unica missione satellitare al mondo a fornire dati in modo completo, gratuito e aperto”, chiarisce Copernicus.
Il monitoraggio operativo di routine nell’ambito del programma Copernicus ha avuto inizio nel 2014 con il lancio di Sentinel 1-A. “Il sensore radar di Sentinel-1 consente di monitorare i cambiamenti di terre emerse, oceani e ghiacci indipendentemente dalla copertura nuvolosa o dall’oscurità. Nell’ultimo decennio, questi dati hanno supportato le risposte di emergenza alle inondazioni, mappato i cambiamenti delle coste, rilevato fuoriuscite di petrolio e attività illegali in mare e contribuito al monitoraggio di foreste, vegetazione e attività agricole”, spiega Copernicus.
Ancora oggi la maggior parte delle missioni satellitari non prevede la riparazione in orbita ed ogni satellite è dunque progettato in base ad una durata nominale. Quella di Sentinel 1-A doveva essere di sette anni ma in realtà il satellite è ancora operativo ed il suo ruolo nella costellazione verrà gradualmente assunto proprio da Sentinel 1-D, che garantirà la continuità della missione satellitare.
Rispetto agli altri satelliti ottici ad alta risoluzione, che necessitano sempre di cieli sereni e luce diurna per l’acquisizione delle immagini, quelli Sentinel-1 hanno il notevole vantaggio di riuscire a fornire osservazioni della Terra in qualsiasi condizione atmosferica diurna e notturna, grazie al loro radar ad apertura sintetica (SAR) in banda C che non teme nuvole, pioggia o fumo.
Ogni satellite Sentinel 1 ha un ciclo di ripetizione di 12 giorni, ovvero ripercorre la stessa traiettoria al suolo ogni 12 giorni. Il tempo effettivo di rivisitazione, ossia quello necessario ad osservare la stessa posizione durante ogni passaggio orbitale, è però molto più breve per via delle caratteristiche dello strumento radar e corrisponde a circa tre giorni all’equatore, due giorni in Europa e meno di uno nell’Artico. Sentinel 1-D opererà in un‘orbita eliosincrona ad un’altitudine di circa 700 chilometri ed unirà le sue forze a quelle del satellite Sentinel 1-C, lanciato in orbita lo scorso dicembre e già pienamente operativo.
“In una configurazione a due satelliti, la costellazione raggiunge un ciclo di ripetizione di sei giorni e tempi di rivisitazione di circa un giorno nella maggior parte delle regioni, e ancora meno alle latitudini più elevate. Ciò significa che l’Europa può beneficiare di osservazioni tempestive e affidabili, indipendentemente dalla stagione o dalle condizioni al suolo”, spiega Copernicus.
Sentinel 1-D e Sentinel 1-C hanno caratteristiche simili e sono dotati di ricevitori abilitati Galileo per un posizionamento in orbita più affidabile e preciso, oltre che di un sistema di identificazione automatica (AIS) in grado di rilevare i segnali provenienti dalle imbarcazioni marittime, utile a monitorare il traffico navale, identificare navi inosservate e tracciare attività non autorizzate o illegali in mare.
Sentinel 1-D
Questo nuovo satellite è progettato per funzionare fino al 2030 e testimonia il costante impegno dell’Unione europea per garantire un accesso aperto e gratuito ai dati di osservazione della Terra di alta qualità, in favore del progresso scientifico, della sicurezza e della lotta al cambiamento climatico.
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Sentinel 1-D decollerà il prossimo 4 novembre alle ore locali 18:03 a bordo di Ariane 6, “il suo lancio sottolinea il ruolo dell’UE come leader nell’osservazione della Terra e il valore pratico degli investimenti europei nello spazio per comunità più sicure, sicurezza marittima, risposta alle catastrofi e resilienza a lungo termine”, ribadisce Copernicus.
Ariane 6 rappresenta pure un esempio di sostenibilità nei voli spaziali. Il suo stadio superiore è stato infatti progettato per eseguire manovre di deorbitazione controllata, che prevengono la creazione di detriti spaziali persistenti e contribuiscono a mantenere la sicurezza delle rotte orbitali per le future missioni. Siamo inoltre di fronte ad un progetto green a tutto tondo, poiché per raggiungere il sito di lancio i componenti di Ariane 6 viaggeranno attraverso l’Atlantico a bordo di Canopée, un’imbarcazione a vela industriale ibrida, che ridurrà in modo significativo le emissioni di gas climalteranti rispetto al trasporto abituale.
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“Abbinando la continuità delle missioni alla capacità di lancio europea, l’UE rafforza la resilienza della sua infrastruttura spaziale. Il risultato è un sistema solido e a lungo termine che fornisce dati continui e di alta qualità a supporto delle autorità pubbliche, dei servizi, della scienza e della società in generale, consentendo comunità più sicure, mari più puliti e una maggiore preparazione agli effetti dei cambiamenti climatici”, conclude Copernicus.
[Credits foto: Contains modified Copernicus Sentinel data 2022, Wikimedia]
