Elf on the Shelf

Elf on the Shelf, come ospitare un elfo di Babbo Natale

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Elf on the Shelf, come ospitare un elfo di Babbo Natale ultima modifica: 2020-11-30T13:00:39+01:00 da Valentina Tibaldi
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Elf on the Shelf, ovvero elfo sulla mensola. Una tradizione nata negli Stati Uniti circa dieci anni fa, che negli ultimi anni ha attraversato l’oceano per diffondersi a macchia d’olio nelle case d’Europa e d’Italia.

Elf on the Shelf, una vera e propria elfomania, quella che scoppia con il sopraggiungere dell’Avvento, quando gli aiutanti di Babbo Natale compaiono sugli scaffali- e sui social- di un numero sempre maggiore di famiglie. A tratti, consultando i gruppi dedicati all’argomento- può sembrare una pratica complicata o troppo impegnativa, ma non lasciamoci scoraggiare: anche all’ultimo momento, con pochi semplici ingredienti fondamentali, è possibile portare a casa propria un po’ della magia dell’elfo.

Un elfo, una porta in miniatura, tanta creatività e voglia di affezionarsi a un’usanza di recente creazione, portando in casa un pizzico di magia in più nei giorni che precedono il Natale. Questo è quanto serve per mettere in pratica Elf on the Shelf, tradizione appena nata che sta conquistando rapidamente il cuore di adulti e bambini. Scopriamola insieme, in un 2020 in cui il tempo passato con spensieratezza in famiglia acquista un ulteriore valore aggiunto.

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Come nasce Elf on the Shelf

Tutto ha avuto inizio negli Stati Uniti con il libro The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition, scritto da Carol Aebersold e dalla figlia Chanda Bell. Si tratta di una storia a tema natalizio, che narra degli elfi di Babbo Natale, in visita ai bambini a partire dal giorno del Ringraziamento fino alla vigilia per controllare l’operato della famiglia e riferire tutto al loro principale.

Ogni giorno, l’elfo ospite (un pupazzo contenuto nella confezione insieme al libro) resta immobile. Si anima la notte per tornare al Polo Nord attraverso una porta elfica, creata e posizionata per l’occasione. Ogni mattina, prima che i bambini si sveglino, l’elfo torna nella casa e si nasconde in un posto nuovo, facendo scherzi e lasciandosi trovare in pose divertenti.

La versione italiana

Nella sua trasposizione italiana, la tradizione ha smussato i suoi angoli più rigidi. L’elfo viene ospitato per svolgere un apprendistato, per imparare dai bambini le buone maniere, proteggerli e apprendere i gusti della famiglia. Questo- anziché riferire dei cattivi comportamenti- il principale compito del piccolo inviato.

Poiché gli elfi, buoni di indole, sono anche burloni e un po’ pasticcioni, combineranno scherzi e qualche piccolo guaio in casa. Per farsi perdonare, lasceranno bigliettini e- se lo si desidera- qualche piccolo dono ai piccini.

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In questa versione sarà la famiglia ad adattare l’usanza alle proprie esigenze, ai propri gusti, ai propri valori. Può diventare, ad esempio, un’opportunità di passare tempo di qualità tra genitori e figli, realizzando insieme piccoli progetti o laboratori, per i quali l’elfo avrà lasciato il materiale. Oppure, trasformarla nell’opportunità di insegnare all’elfo il rispetto per la Terra mostrandogli ogni giorno una buona pratica a sfondo ambientale, o il valore della gentilezza, prendendosi l’impegno di piccoli gesti quotidiani in favore degli altri.

elf on the shelf lettera
Elf on the Shelf, la lettera @whoarted.com

Il libro di riferimento sull’argomento in Italia è Che la magia abbia inizio:…Attenzione elfo in arrivo!, di Martina Caterino e Monica Pezzoli, ideato per preparare i bambini alla tradizione e spiegare le regole del gioco. Esistono, inoltre, diversi gruppi Facebook dedicati a scambiarsi informazioni, suggerimenti e materiale utile a rendere la tradizione divertente e speciale per tutti.

In Italia, il periodo previsto per la permanenza dell’elfo è dal 1 al 24 dicembre. E’ possibile modificare le date sulla base delle proprie esigenze. Tuttavia, è consigliato dalle ideatrici non spingersi oltre il 7 gennaio per mantenere l’aura di tradizione natalizia.

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La piccola porta elfica

Un elemento resta costante in tutte le tradizioni di Elf on the Shelf e non può mancare nelle case che intendano ospitare un elfo. Si tratta della piccola porta elfica, necessaria alla creatura per andare e venire rapidamente dal Polo Nord, oppure per riposarsi nell’abitazione in miniatura, idealmente nascosta dietro di essa.

La porta elfica si può acquistare già pronta (online, nei negozi di giocattoli o di bricolage), oppure realizzare in casa, anche insieme ai bambini.

Le tecniche sono praticamente infinite, l’unico limite è la fantasia. Pasta di sale, pasta modellante, materiale di recupero come legnetti, bastoncini, cartone, stoffa, pigne e chi più ne ha più ne metta: sarà sufficiente dare un’occhiata ai social media nel periodo pre-natalizio per rendersi conto della moltitudine di progetti possibili.

 

elf on the shelf
immagine e porta @Sweet Pea Wooden Creations

 

La difficoltà e la ricchezza di particolari sarà decisa da ciascuno in base al tempo a disposizione e alle proprie inclinazioni artistiche. Una porta realizzata su carta e incollata sul muro con il nastro biadesivo possiederà le stesse doti magiche dei portali elfici più decorati.

La porta andrà attivata con una “formula magica” la sera precedente all’arrivo del piccolo tirocinante.

Gli scherzetti dell’elfo

Sotto l’egida dell’hashtag #elfontheshelf, il web si popolerà inoltre di piccoli pupazzi intenti ad assumere le posizioni più originali e divertenti. Visitate la nostra galleria Pinterest per vedere quante ne combinano gli elfi e per ispirarvi.

[Immagine in apertura: www.whoarted.com]

Elf on the Shelf, come ospitare un elfo di Babbo Natale ultima modifica: 2020-11-30T13:00:39+01:00 da Valentina Tibaldi
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Elf on the Shelf, come ospitare un elfo di Babbo Natale ultima modifica: 2020-11-30T13:00:39+01:00 da Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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