5 Ottobre 2026

Maxistriscione contro le gabbie negli allevamenti a Roma per la Giornata degli animali

Maxistriscione a Roma a Piazzale Flaminio contro le gabbie negli allevamenti e consegna di 62mila firme in Senato da parte degli animalisti

maxistriscione basta animali in gabbia
Il maxistriscione esposto a Roma per la campagna Gabbie vuote| Immagine © Tommaso Galli / Essere Animali

In occasione della Giornata mondiale degli animali di ieri 4 ottobre 2026, la città di Roma è stata teatro di un’azione simbolica promossa per chiedere l’abolizione definitiva delle gabbie negli allevamenti intensivi nazionali. A Piazzale Flaminio, attivisti e personalità del mondo dello spettacolo, della ristorazione e del web hanno srotolato un maxistriscione rivolto alle istituzioni per chiedere la tempestiva calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Senato con oltre 62 mila firme di cittadini italiani.

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L’iniziativa, promossa dall’organizzazione Essere Animali e sostenuta dalle principali realtà ambientaliste e per la tutela della fauna — tra cui Animal Equality, CIWF Italia, ENPA, LAV, Legambiente e OIPA —, intende porre fine a un sistema di confinamento che coinvolge ogni anno decine di milioni di esseri senzienti sul territorio nazionale.

Numeri e pareri scientifici: il costo del confinamento negli allevamenti

Secondo le stime diffuse dalle associazioni promotrici, in Italia sono circa 40 milioni gli animali allevati all’interno di strutture a gabbia. I dati quantificano una presenza annuale pari a circa 600 mila scrofe, 1,5 milioni di vitelli, 17,5 milioni di galline e 13 milioni di conigli costretti in spazi ristretti che impediscono il movimento e l’espressione dei comportamenti naturali propri di ciascuna specie.

La necessità di superare questo modello trova riscontro anche nell’ambito scientifico. I pareri tecnici emessi dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) evidenziano come la stabulazione in gabbia costituisca una delle cause primarie di sofferenza negli allevamenti intensivi, inducendo nei capi condizionamenti psicofisici quali stress cronico, lesioni strutturali, fragilità ossea e stati di frustrazione prolungata.

L’iter parlamentare e le istanze dei cittadini

La proposta di legge di iniziativa popolare, il cui percorso formale è iniziato nel mese di marzo con il deposito presso la Corte Suprema di Cassazione in collaborazione con The Good Lobby, attende ora l’assegnazione alla Commissione parlamentare competente in Senato per l’inizio del dibattito legislativo. L’obiettivo della mobilitazione è accelerare le tempistiche di esame del testo, colmando il ritardo dell’adeguamento normativo rispetto alle istanze della società civile.

I dati dell’ultimo sondaggio Eurobarometro dedicato al benessere animale indicano che oltre il 90% del campione analizzato in Italia si dichiara favorevole alla dismissione degli allevamenti in gabbia. A livello continentale, già tra il 2018 e il 2020 l’iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age aveva raccolto 1,4 milioni di adesioni per sollecitare un intervento vincolante da parte della Commissione Europea, norma il cui iter attende tuttora una formalizzazione definitiva.

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Etica, sostenibilità e pressione sociale

La campagna “Gabbie Vuote” ha aggregato il sostegno di figure pubbliche, tra cui l’atleta olimpico Riccardo Bugari, la chef Chiara Pavan, l’attrice Elisa Di Eusanio e la scrittrice Selvaggia Lucarelli, oltre a diversi divulgatori e creator attivi sui temi della sostenibilità e dell’alimentazione a base vegetale.

Il tema della tutela animale si inserisce nel più ampio dibattito sulla sostenibilità dei sistemi agroalimentari e sulla necessità di riconvertire le filiere produttive verso modelli trasparenti, etici e rispettosi dell’ambiente e della biodiversità.

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