2 Aprile 2026

Divieto macellazione equidi, iter parlamentare per tre proposte di legge

Divieto macellazione equidi

Divieto macellazione equidi, all’esame del Parlamento tre proposte di legge che chiedono il riconoscimento dello status di animali di affezione per cavalli, pony, asini e muli

Divieto macellazione equidi, tre proposte di legge (pdl) bipartisan di analogo contenuto – presentate dalle deputate Maria Vittoria Brambilla di Noi Moderati (A.C. 48), Luana Zanella di Alleanza Verdi e Sinistra (A.C. 2187) e Stefania Cherchi del Movimento 5 Stelle (A.C. 2270) – approdano in Parlamento per “colmare un vuoto normativo che ha lasciato, fino ad oggi, i cavalli e gli altri equidi sprovvisti di un’adeguata tutela, in controtendenza rispetto alla sensibilità che in questi anni è andata diffondendosi nei confronti di questi animali”.

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I testi, incardinati alla XIII commissione Agricoltura della Camera dei Deputati (relatore on. Francesco Bruzzone della Lega), prevedono il riconoscimento dello status di animali d’affezione agli equidi, proibendone dunque la macellazione nonché l’esportazione o importazione a tale scopo. A tutti gli esemplari sarebbe dunque attribuita la dicitura “Non DPA” (non destinato alla produzione alimentare), con la disposizione di severe sanzioni nei confronti dei trasgressori.

Le proposte di legge mirano ad “allargare il riconoscimento ad altre specie animali” al fine di “rispondere all’evoluzione culturale e scientifica, promuovendo un approccio più inclusivo e antispecista nella legislazione”.

La battaglia è appena agli inizi e si prospetta molto complicata, non solo per le resistenze di cacciatori, rappresentanti del settore zootecnico e parte del mondo politico. Lo stesso relatore delle proposte infatti, il leghista Bruzzone, ha recentemente dichiarato a Parlamento 24 che i tempi dell’iter parlamentare non saranno brevi e non condurranno necessariamente all’approvazione di questa legge, difendendo inoltre il consumo di carne equina. Dichiarazioni che rimandano alle forti perplessità su Bruzzone da parte della Lega Antivivisezione (Lav), che lo definisce come “uno dei più noti alfieri dell’estensione della caccia e dell’uccisione dei lupi”.

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I commenti

Al di là delle difficoltà che s’intravedono all’orizzonte, il mondo ambientalista ed animalista ha espresso soddisfazione per le tre proposte di legge attualmente al vaglio della Camera.

“Sono sempre di più le persone che considerano i cavalli animali da affezione, spesso veri e propri membri della famiglia. In particolare la loro macellazione è un argomento controverso, tanto che moltissimi consumatori non mangiano carne di cavallo in Italia, proprio per il sentimento di vicinanza a questi animali. Ci auguriamo che il divieto di macellazione degli equidi venga ufficializzato al più presto, compiendo un passo importante verso una tutela più coerente con la sensibilità crescente dei cittadini”, ha dichiarato Massimo Comparotto, presidente Oipa Italia.

“L’avvio dell’esame di questa proposta di legge rappresenta un passaggio politico rilevante e atteso. È il segnale che il Parlamento ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica. Seguiremo con attenzione ogni fase dell’iter parlamentare, sollecitando un intervento concreto e coerente da parte delle istituzioni, nel rispetto della volontà espressa da oltre 247 mila cittadine e cittadini che hanno già sottoscritto la nostra petizione per fermare la macellazione degli equidi in Italia”, il commento di Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.

Si tratta di un segnale importante e atteso da tempo anche per Piera Rosati, presidente di Lndc Animal protection, che chiede al Parlamento di procedere rapidamente e senza compromessi per “prevenire sofferenze e affermare un principio di civiltà”. Sulla stessa lunghezza d’onda pure Legambiente, il partito Animalista europeo e Italian Horse Protection (Ihp), che già nel 2016 aveva elaborato una proposta di legge quadro di tutela.

Più scettica si è invece dimostrata la Lav, soprattutto per alcuni limiti che emergerebbero dai testi ora in esame. “Le tre proposte vietano la macellazione degli equidi, ma con strumenti diversi e con un sistema di controlli ancora insufficiente a impedire esportazioni occulte o passaggi di filiera non dichiarati. Anche sul fronte della tracciabilità, i testi prevedono nuovi registri che rischiano di duplicare quelli già esistenti senza migliorare realmente il monitoraggio degli animali. Le norme che dovrebbero limitare l’impiego degli equidi in attività sportive, ricreative o tradizionali sono formulate in modo molto generico, lasciando ampio margine a interpretazioni favorevoli agli operatori del settore. Infine, la definizione degli equidi come ‘animali di affezione’, pur utile a escluderne la destinazione alimentare, non supera l’impostazione specista che attribuisce tutele diverse agli animali in base alla loro utilità per l’essere umano”.

Il contesto

Stando alle tabelle estratte dalla Banca dati nazionale dell’Anagrafe zootecnica (sezione equidi), nel 2025 sono stati macellati 22.584 capi (di cui 20.643 cavalli e 2.118 asini). La regione con il più alto numero di equidi macellati è la Puglia (34,32%) seguita da Emila- Romagna (20,30%) e Veneto (13,67%). Sul totale dei capi macellati, 4.713 animali risultano di provenienza italiana, mentre 8.141 sono giunti da Paesi esteri.

Se da una parte prosegue l’andamento decrescente del numero di macellazioni di equidi in Italia, come evidenziato dal confronto dati dal 2012 al 2025, dall’altra una recente indagine condotta da Animal Equality Italia, in collaborazione con Ipsos, ha rilevato che, su un campione rappresentativo di 40 milioni di italiani, l’83% degli intervistati ha dichiarato di non consumare carne di cavallo, mentre il 73% ha espresso empatia per questi animali, considerandoli alla pari di cani e gatti.

Animal Equality Italia è in prima fila nel denunciare la mancanza di controlli adeguati nella filiera della carne equina ed il business illegale delle organizzazioni criminali, come dimostrato dal recente resoconto delle attività svolte nel 2025 dai Nas, “che hanno smascherato in questi anni un sistema di macellazione illegale di cavalli non destinati alla produzione alimentare e riscontrato la presenza  di cavalli che sarebbero entrati nella filiera privi di qualunque microchip, necessario per il monitoraggio”.

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“I cavalli, e gli equini in generale, sono tra gli animali che più hanno pagato il prezzo dello sfruttamento umano: per secoli impiegati come forza lavoro nei campi, come mezzi di trasporto e veicoli viventi nei conflitti bellici, oggi continuano a essere utilizzati in ambito agonistico, spesso sottoposti a pressioni fisiche intense, e sono ancora vittime di fenomeni come le corse clandestine e la macellazione illegale. Quando non sono più ritenuti ‘produttivi’, molti finiscono nella filiera della macellazione (spesso anche quelli che non sarebbero DPA)”, ribatte Oipa Italia.

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Per quanto riguarda le tre proposte di legge, il contesto normativo fa riferimento alla recente riforma dell’articolo 9 della Costituzione italiana (legge costituzionale n. 1 dell’11 febbraio 2022), che ha introdotto tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Nel testo delle proposte di legge si ricorda che la Corte Costituzionale ha riconosciuto il benessere animale come un valore fondamentale, connesso alla tutela dell’ambiente e della biodiversità.

Le misure contro il divieto di macellazione equidi

Le pdl Brambilla (A.C. 48, 13 articoli), Zanella (A.C. 2187, 6 articoli) e Cherchi (A.C. 2270, 6 articoli) recano disposizioni in materia di tutela degli equidi e del loro riconoscimento come animali d’affezione. Nelle tutele rientrerebbero anche gli ibridi di cavallo e zebra e quelli di asino e zebra.

Oltre a disporre il divieto di macellazione o di esportazione degli equidi per tale finalità, nonché di vendita e di consumo delle carni, la pdl Brambilla aggiunge pure “il bando di utilizzo in spettacoli o in manifestazioni, ivi incluse quelle storiche, che comportino l’esecuzione di esercizi pericolosi, stressanti, dannosi per l’equilibrio psico-fisico o contrari alla dignità degli animali stessi”, nonché i divieti  di effettuare: corse fuori dagli ippodromi riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste; attività sportiva agonistica in sella o al traino mediante l’utilizzo di equidi che non abbiano compiuto il quarto anno di vita o fino al raggiungimento della maturità psico-fisica; servizi di trasporto a trazione ippica. La pdl Zanella, al divieto di attività stressanti o pericolose, aggiunge quello di utilizzare gli equidi per la produzione di carne, pelli, pelliccia o farmaci.

Tornando alla proposta Brambilla, viene inserita la patente equina per  tutti i soggetti che interagiscono in maniera continuativa con gli equidi a scopo professionale e per attività ludico-amatoriali (rilasciata dal Ministero della Salute dopo la partecipazione ad un corso ed il superamento di un esame), mentre presso lo stesso Ministero si prevede l’istituzione di una Commissione tecnica per la tutela  degli equini, composta da dodici membri di cui una parte nominati dai dicasteri competenti.

Le popolazioni di cavalli selvaggi o rinselvatichiti verrebbero riconosciute come patrimonio naturalistico della collettività, ai fini della promozione del turismo ambientale ed ecosostenibile, mentre è prevista pure l’istituzione di pensionati pubblici per equini aperti quotidianamente al pubblico.

Le pdl in esame prevedono l’identificazione obbligatoria degli equidi tramite il Registro anagrafico tenuto dai servizi veterinari delle Asl. Agli animali saranno inoculati trasponder di identificazione mentre nei documenti verranno indicati gli estremi identificativi dell’animale, del proprietario o del detentore, nonché il luogo di custodia dell’equide ed il codice di stalla.

La riconversione degli allevamenti, tramite decreto del Ministero della Salute, sarebbe invece disciplinata con apposite linee guida per la transizione verso forme di allevamento che tengano conto dello status di animali di affezione. Gli equidi in esubero potrebbero essere affidati: ad enti e associazioni non aventi scopo di lucro; a strutture private che dispongano di tutte le necessarie autorizzazioni per la detenzione degli equidi, con cui svolgono attività di pet therapy, nonché a pensionati e centri di recupero già esistenti sul territorio. Presso il Ministero della Salute verrebbe istituito pure il Fondo per la riconversione degli allevamenti di equidi, con una dotazione di sei miliardi l’anno per un triennio.

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Infine, per quanto riguarda le sanzioni, per i casi di violazione delle norme è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 50mila euro, mentre per le violazioni dei divieti di macellazione verrà comminata la pena della reclusione da dieci mesi a sei anni, oltre ad una multa fino a 100.000 euro. Nella pdl Brambilla la violazione delle disposizioni in materia di somministrazioni di farmaci è punita con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa fino a 100.000 euro. Le entrate derivanti dalle sanzioni pecuniarie confluiranno nel Fondo per la riconversione degli allevamenti od in quello per gli animali salvati dai maltrattamenti.

L’iter parlamentare è solo agli inizi.

[Credits foto: ulleo su Pixabay]

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

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