Qual è l’attuale rapporto degli italiani con l’uso della bici? Da un lato ci sono regioni in cui la bicicletta viene utilizzata quotidianamente come vero e proprio mezzo di trasporto. Dall’altro, ci sono zone della Penisola in cui questa forma di mobilità è quasi del tutto ignorata.
Come spesso accade, l’Italia si ritrova spaccata in due. Regioni come Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto si allineano alla media europea, con l’8% dei cittadini che si muovono abitualmente a pedali, mentre in Sicilia l’uso della bici coinvolge meno dell’1% della popolazione.
La fotografia dettagliata dell’Italia in bici emerge dal recente rapporto di Legambiente “A BI CI, sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città”, realizzato in collaborazione con Velolove e Grab+ .
Le città italiane bike friendly
Come evidenziato nel rapporto, “il miglior indicatore sulla qualità della mobilità è il modal share“.
Lo stile di mobilità utilizzato dai cittadini per i tragitti giornalieri casa-scuola o casa-lavoro spiega in maniera inequivocabile se un’amministrazione ha lavorato con impegno nell’ottica di facilitare gli spostamenti non motorizzati o con mezzi collettivi, o se le scelte locali finiscono per favorire l’auto e lo scooter.
Dal rapporto emerge che il podio delle città bike friendly è occupato in pole position da Bolzano, immediatamente seguita da Pesaro: in entrambi i Comuni uno spostamento su tre avviene in bici. Seguono a ruota Ferrara, Treviso, Reggio Emilia e Ravenna, rispettivamente con il 27, il 25, il 23 e il 22 per cento di ciclisti urbani sul totale della popolazione.
Fra i progetti più interessanti per promuovere l’uso quotidiano della bici, va segnalata la Bicipolitana pesarese, una “metropolitana” di superficie, dove al posto delle rotaie ci sono dei percorsi ciclabili e al posto dei vagoni le bici. Lo schema usato è quello caratteristico delle “subway”, con linee di vari colori che mettono in connessione le diverse aree cittadine.
Alla fine del 2016 il percorso totale della Bicipolitana corrispondeva a 85 chilometri. Considerato il successo, la rete è in fase di continua espansione.
Italia in bici: il fattore economico
Un indice di estremo interesse preso in considerazione nal rapporto “A BI CI”, è il PIB, ossia il Prodotto Interno Bici, che valuta la “cicloricchezza” delle regioni italiane. È stato rilevato che i siciliani beneficiano annualmente di un bonus virtuale pro-capite, ambientale e sanitario, pari a 7,28 euro, contro i 179,5 euro pro capite degli abitanti del Veneto, i 190 euro in Trentino Alto Adige e i 200 euro in Emilia Romagna.
Il bonus scaturisce da attività dirette e indirette legate all’uso e al mercato delle bici: dal calo dei costi per le infrastruture al risparmio di carburante, dalla riduzione dello smog e dell’inquinamento acustico fino all’aumento dell’aspettativa di vita in buona salute.
Nella loro totalità questi fattori hanno un valore economico che risulta così suddiviso: oltre 880 milioni di euro all’anno in Veneto e in Emilia Romagna, contro gli appena 37 milioni in Sicilia.
Ancora una volta appaiono con evidenza tutti i benefici legati all’uso della bicicletta. La speranza perciò è che questo veicolo ecologico diventi sempre più diffuso, grazie a progetti lungimiranti da parte delle amministrazioni locali e a una crescente sensibilità dei cittadini.