15 Ottobre 2026

IdroGEO, premiata all’EPSA la piattaforma sul dissesto idrogeologico

IdroGEO

IdroGEO, la piattaforma Ispra sul dissesto idrogeologico che integra l’IA, è stata premiata allo European Public Sector Award (EPSA) 2025-2026

Allo European Public Sector Award (EPSA), un programma biennale di premi a livello europeo per gli enti del settore pubblico di tutti i livelli di governo, sono arrivati quattro riconoscimenti anche per le eccellenze italiane. Uno di questi è andato a IdroGEO, la piattaforma nazionale dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) sul dissesto idrogeologico, per il suo impegno a favore della riforma e dell’innovazione nel settore pubblico.

“Questo riconoscimento premia il lavoro che ISPRA porta avanti per trasformare dati, ricerca e innovazione tecnologica in strumenti realmente utili ai cittadini. IdroGEO è il risultato di un impegno continuo, che rende un patrimonio scientifico pubblico sempre più accessibile e semplice da utilizzare. È uno strumento utile anche nelle scuole, perché permette ai più giovani di confrontarsi con dati reali sul dissesto idrogeologico e scoprire cosa accade nei territori in cui vivono. È così che la prevenzione smette di essere un concetto astratto e diventa qualcosa che ci riguarda direttamente”, ha commentato Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra-Snpa.

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Questo riconoscimento valorizza il percorso di continuo aggiornamento della piattaforma, lo sviluppo di nuove funzionalità e la capacità di garantire nel tempo servizi digitali pubblici innovativi, accessibili e sostenibili. Si tratta infatti di una piattaforma pubblica, gratuita, aperta e interoperabile, che consente un accesso diretto e immediato (anche da smartphone) alle informazioni scientifiche e tecniche, contribuendo così a diffondere una vera cultura della prevenzione e a identificare e comprendere efficacemente i rischi del territorio.

Tra le ultime significative novità introdotte dalla piattaforma vi è il  ricorso all’intelligenza artificiale (IA), per tenere costantemente aggiornati i cittadini italiani sulla situazione del territorio. Un assistente virtuale, infatti, riesce a dialogare direttamente con l’utente per guidarlo alla scoperta delle funzionalità della piattaforma e all’accesso alle informazioni su frane e alluvioni.

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EPSA

L’EPSA è partito nel 2009, ha una cadenza biennale ed è organizzato dall’Istituto europeo di pubblica amministrazione.

Il premio riunisce le realtà più performanti, innovative ed efficienti del settore pubblico europeo, mirando a creare un contesto che permetta a quest’ultime di eccellere e diventare un esempio anche per il resto del mondo. A tal fine, questo programma tenta di creare uno spazio amministrativo europeo comune, ideando nuovi paradigmi per la risoluzione di problemi amministrativi e promuovendo una competizione costruttiva tra le organizzazioni del settore pubblico, per giungere a premiare le eccellenze. Tali realtà vengono poi organizzate in una rete pubblica che punta a stabilire le condizioni per una piattaforma europea di apprendimento sulle soluzioni per la pubblica amministrazione.

La piattaforma

La piattaforma nazionale IdroGEO permette di consultare, scaricare e condividere dati, mappe, report e documenti dell’Inventario dei fenomeni franosi in Italia (IFFI), delle mappe nazionali di pericolosità per frane e alluvioni e degli indicatori di rischio.

L’Inventario IFFI, realizzato dall’Ispra e dalle Regioni e Province autonome, rappresenta la banca dati sulle frane più completa e dettagliata esistente in Italia, per la scala della cartografia adottata (1:10.000) e per il numero di parametri associati. Questo strumento censisce le frane verificatesi sul territorio nazionale secondo modalità standardizzate e condivise.

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“La metodologia di lavoro si basa sulla raccolta dei dati storici e d’archivio, sull’interpretazione di foto aeree o satellitari, sui rilievi di terreno, su una Scheda Frane, strutturata su tre livelli di approfondimento progressivo per l’archiviazione delle informazioni, e su una rappresentazione cartografica che prevede: un Punto Identificativo del Fenomeno Franoso (PIFF), posto in corrispondenza del coronamento della frana, un poligono, quando la frana è cartografabile alla scala di rilevamento adottata e/o una linea, nel caso di fenomeni di forma molto allungata (es. colate rapide)”, spiega l’Ispra.

Sono classificati come eventi franosi principali quelli che hanno causato vittime, feriti, evacuati e danni a edifici, beni culturali, infrastrutture lineari di comunicazione primarie e infrastrutture/reti di servizi. In generale, gli eventi franosi rappresentano un determinato istante temporale (attivazione/riattivazione) di una frana: più eventi possono quindi essere associati a una frana IFFI. La scheda evento contiene una selezione dei campi della scheda frane IFFI e un minor numero di campi obbligatori. Indipendentemente dalle dimensioni della frana, la geometria dell’evento può essere rappresentata anche solo con un punto, ubicato in corrispondenza della corona, dell’unghia o in altra posizione, con diversi valori di accuratezza della posizione stessa. L’entità Evento può essere utilizzata per raccogliere dati in modo speditivo durante le emergenze. Attualmente nell’Inventario sono classificate 685.472 frane (di cui 1.089 monitorate), con 1.279 eventi principali, 100 segnalazioni, 52.095 foto, 170 video, 91 itinerari e 14 webcam.

Per quanto riguarda i pericoli per frane e alluvioni, con IdroGEO l’Ispra mette a disposizione le mosaicature nazionali di pericolosità per frane e alluvioni e gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali, restituiti su base nazionale, regionale, provinciale, comunale e per macroaree geografiche. La mosaicatura delle aree a pericolosità da frana prende in considerazione gli eventi franosi già verificatisi e le aree di possibile evoluzione o potenzialmente suscettibili di nuovi fenomeni, utilizzando una categorizzazione in cinque classi per tutto il territorio nazionale: pericolosità molto elevata (P4), elevata (P3), media (P2), moderata (P1) e aree di attenzione (AA).

I Piani di assetto idrogeologico sono invece redatti dalle Autorità di bacino distrettuali – e dalle Province autonome di Trento e Bolzano per i territori di propria competenza – sulla base dei Piani di gestione del rischio di alluvioni (PGRA), realizzati ai sensi del decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49  (recepimento della direttiva 2007/60/CE). In questo caso la mosaicatura nazionale delle aree a pericolosità idraulica descrive tre differenti scenari di pericolo: elevato (con tempo di ritorno fra 20 e 50 anni – alluvioni frequenti); medio  (fra 100 e 200 anni – poco frequenti) e basso (scarsa probabilità di alluvioni o eventi estremi).

Analizzando la cartografia, possiamo constatare che attualmente in Italia sono a rischio frane e alluvioni rispettivamente 1.284.960 e 6.818.375 residenti. Gli indicatori di rischio evidenziano che il pericolo frane riguarda il 2,2% della popolazione e delle famiglie, il 4% degli edifici, l’1,5% delle imprese e il 6,1% dei beni culturali, mentre quello per le alluvioni interessa l’11,5% della popolazione, l’11,8% delle famiglie, il 10,7% degli edifici, il 13,4% delle imprese e il 16,5% dei beni culturali.

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Ogni singolo utente desideroso di conoscere la pericolosità per frane alluvioni può utilizzare la funzione “verifica la pericolosità” della piattaforma, inserendo un indirizzo o la geolocalizzazione e servendosi di un punto in mappa, che restituisce il livello di pericolosità in un intorno di 500 metri e i fenomeni franosi censiti, in un  report facilmente scaricabile e stampabile.

La sezione del portale “Itinerari e storie” presenta un approfondimento sulle più importanti frane censite sul territorio nazionale, realizzato in base ai contenuti della “Guida Frane d’Italia”, edita nel 2022 dall’Associazione italiana di geologia applicata e ambientale. Gli itinerari regionali contengono una scheda con le informazioni generali su: ubicazione (provincia, comune, località, bacino idrografico), tipo di frana, volume, stato di attività, elementi a rischio,  modalità di percorrenza, lunghezza del percorso, difficoltà, sentieri o equipaggiamento necessario. Ogni itinerario comprende la descrizione dei caratteri geologici e geomorfologici, del fenomeno franoso, degli eventuali interventi di mitigazione e delle singole tappe del percorso.

La piattaforma IdroGEO permette anche la consultazione del Livello informativo nazionale delle valanghe, realizzato nel 2024 in collaborazione con altri enti sulla base dell’analisi dei dati disponibili relativi a: Catasti valanghe (nazionale e regionali), Carte di localizzazione probabile delle valanghe (CLPV), Aree a pericolosità da valanga dei Piani di assetto idrogeologico (PAI) o altri piani e infine Aree valanghive da modello.

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“Per la Mosaicatura delle aree a pericolosità da valanga è stata adottata, in questa prima elaborazione sul territorio nazionale, una legenda armonizzata in due classi di pericolosità, sulla base della classificazione adottata nei PAI redatti dalle Autorità di Bacino Distrettuali. È stata inoltre introdotta una classe di aree di attenzione per tener conto della classificazione adottata dalla Provincia Autonoma di Trento. E’ necessario far riferimento ai documenti e alla cartografia ufficiale pubblicati sui siti delle Autorità di Bacino Distrettuali, Regioni, Province Autonome e ARPA competenti in materia, per consultare i dati aggiornati, le norme e i vincoli d’uso del territorio vigenti. Le zone di potenziale distacco (Potential Release Areas – PRA) e di scorrimento delle valanghe vengono individuate, generalmente nella fase preliminare di analisi territoriale, mediante elaborazioni in ambiente GIS, sulla base di opportuni fattori topografici, morfologici e vegetativi, quali quota, esposizione, acclività dei versanti, tipo di copertura del suolo”, chiarisce l’Ispra.

IdroGEO si conferma uno strumento prezioso per la conoscenza e il monitoraggio del dissesto idrogeologico nel nostro Paese.

 [Nella foto di copertina il riconoscimento speciale assegnato a IdroGEO  da EIPA | Crediti fotografici Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale – Ispra]

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

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