16 Gennaio 2020

Il Muro che diventa pista ciclabile: a Berlino la Mauerweg conquista la città

In seguito alle celebrazioni in occasione dei Trent’anni dalla Caduta del Muro di Berlino, la domanda sorge spontanea: cosa troviamo oggi, là dove una volta c’era un netto confine di divisione? La risposta è semplice: una pista ciclabile!

Si è da poco celebrato il trentesimo anniversario dalla Caduta del Muro di Berlino, l’orribile fortificazione in calcestruzzo voluta nel 1961 dal Governo della DDR per bloccare il passaggio della popolazione dalla Germania dell’Est a quella dell’Ovest.

Il Muro, alto 3,6 metri, divideva letteralmente a metà la città separando la Berlino Est dalla Berlino Ovest e si estendeva per 156 chilometri. Il controllo militare da parte della polizia di frontiera della DDR era molto severo, al punto che si contano ufficialmente 133 persone uccise mentre cercavano di superare il Muro per fuggire nella Berlino Ovest, senza considerare quelle catturate durante la fuga e assassinate in seguito.

Il Muro rimase in piedi per 28 lunghi anni, fino al 9 Novembre 1989: quel giorno in seguito a numerosi disordini pubblici, il governo della Germania dell’Est permise di aprire le frontiere, legalizzando le visite nella Berlino dell’Ovest. Fu a questo punto che molti abitanti della Berlino Est si arrampicarono sul Muro e alcune parti dello stesso furono abbattute. La demolizione del Muro rappresenta la più grande espressione di libertà del XX secolo, e una delle rivoluzioni popolari più esemplari di quel periodo. Questo evento aprì la strada alla riunificazione tedesca, che si concluse formalmente il 3 Ottobre 1990.

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Il 9 Novembre 1989 crolla il Muro di Berlino.

Ma cosa rimane, oggi, dello spazio una volta occupato dallo scempio del Muro? A risalire in lunghezza il percorso del calcestruzzo, oggi c’è una pista ciclabile, la cosiddetta “Berliner Mauerweg”. La Pista del Muro di Berlino si snoda per oltre 160 chilometri, e permette a turisti e non, di pedalare lungo lo stesso percorso una volta sorvegliato a vista dai militari della DDR.

La Berliner Mauerweg venne costruita tra il 2002 e il 2006. Dotata di 40 stazioni collegate, è stata suddivisa in 14 tratte che vanno dai 7 ai 21 chilometri appositamente segnalate sul sito Berlin.de. È possibile scegliere diversi percorsi sui quali pedalare, ma per i più appassionati, quello più suggestivo resta senza dubbio il percorso storico. Lungo 115 chilometri è a sua volta suddiviso in altri tre percorsi rispettivamente di 50, 45 e 65 chilometri. Qui è possibile calpestare il suolo di quei luoghi che hanno segnato il periodo della Guerra Fredda (Hermsdorf, Mitte e Schönefeld), ma anche pedalare lungo il percorso doganale (Kolonnenweg) che le truppe di frontiera della DDR utilizzavano per i loro viaggi di ispezione.

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L’East Side Gallery e ciò che resta oggi del Muro.

Non dovete pensare, però, che approfittare della pista ciclabile crei dei problemi di orientamento: il sentiero del Muro è, infatti, ben segnalato. Inoltre mappe e informazioni in più lingue diverse sono facilmente consultabili, consentendo anche l’apprendimento di curiosità e dettagli sulla costruzione e la caduta del Muro attraverso testi e immagini che ripropongono gli eventi dell’epoca.

La pista ciclabile ha anche una funzione commemorativa: in 29 punti del percorso sono, infatti, ricordati i morti causati dal Muro, con delle piccole steli contenenti una breve biografia. In Bernauer Straße è anche presente un sito commemorativo centrale che ricorda tutte le vite spezzate.

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La Berliner Mauerweg permette di pedalare lungo il Muro di Berlino.

Tutto questo è stato possibile grazie agli ingenti finanziamenti del Dipartimento del Senato per l’Economia, il Lavoro e le Donne, e alla partecipazione del Dipartimento del Senato per  lo Sviluppo Urbano di Berlino. Ancora un volta, dunque, un progetto di riqualificazione urbana che porta immensi benefici agli abitanti della città, creando un punto d’incontro tra gli appassionati di bicicletta e quelli di storia, nel bel mezzo di una città in continuo fermento come la capitale tedesca.

Lucia Giannini

Laureta in Lingue e attualmente iscritta alla facoltà di Comunicazione e Culture dei Media, cerca di compensare agli obblighi della vita da impiegata, dando sfogo alla sua più grande passione: la scrittura. Appassionata d'arte, cultura, letteratura e amante degli animali, è sensibile alle ingiustizie e ama il libero confronto

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