Controcorrente, a CinemAmbiente 2019 un documentario sullo stato dell’acqua in Italia

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Controcorrente, a CinemAmbiente 2019 un documentario sullo stato dell’acqua in Italia ultima modifica: 2019-05-27T14:17:30+00:00 da Davide Mazzocco
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Claudia Carotenuto e Daniele Giustozzi protagonisti di un road movie alla scoperta di criticità e problemi delle acque dolci e marine del nostro Paese

Trenta giorni di viaggio, 6009 km e decine di incontri costituiscono le tessere del puzzle con cui Claudia Carotenuto e Daniele Giustozzi hanno costruito il documentario Controcorrente. Lo stato dell’acqua che potrete vedere a CinemAmbiente venerdì 31 maggio, alle ore 17, al Cinema Massimo di Torino.

Il documentario, inserito nel Concorso Documentari Italiani, è un viaggio che inizia e finisce a Torino e, seguendo il corso del Po e muovendosi fra Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Toscana e Liguria, va alla scoperta di quelle che sono le principali criticità idriche del nostro Paese.

A causa dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde, le risorse idriche sono un bene sempre più scarso. I governi nazionali e le amministrazioni locali che si sono succeduti dall’inizio di questo secolo hanno fatto ben poco per tutelare un elemento fondamentale per la salute umana, anzi molte società partecipate hanno provato ripetutamente a disattendere l’esito del referendum del 2011.

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Il viaggio di Claudia e Daniele inizia con un volo sui ghiacciai delle Alpi Cozie che si stanno riducendo progressivamente a causa dei cambiamenti climatici e che, secondo le previsioni, dovrebbero sparire sul territorio piemontese alla fine di questo secolo. Nel parmense i due registi scoprono le barriere che stoppano le plastiche prima che finiscano in mare, a Venezia si trovano di fronte alle inequivocabili tracce dell’innalzamento delle acque e nel vicentino incontrano una mamma no Pfas.

I registi Claudia Carotenuto e Daniele Giustozzi
I registi Claudia Carotenuto e Daniele Giustozzi

Giunti al Delta del Po, Carotenuto e Giustozzi si dirigono a Sud per compiere una lenta risalita dello Stivale. Al Porto di Santo Spirito situato a nord di Bari l’incontro con i pescatori diventa l’occasione per riflettere sulla progressiva perdita di biodiversità dell’Adriatico. Successivamente, a Torre Guaceto, assistono al salvataggio di una tartaruga marina.

Dal leccese, il road movie si sposta a Matera, alla scoperta delle antiche cisterne che rifornivano di acqua gli abitanti dei Sassi. La scarsità idrica è un problema molto sentito in Calabria dove, nonostante il progetto ormai ultradecennale di una grande diga, alcune località montane continuano a fare i conti con la mancanza d’acqua. Nel documentario si parla anche del business dell’acqua in bottiglia, un affare che più che sulla “materia prima” è imperniato su trasporto e packaging.

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Il reportage prende poi la via del mare per raggiungere la Sicilia (dove alcuni corsi d’acqua vengono inquinati con sversamenti illegali) e la Sardegna (colpita da piogge estive sempre più violente e devastanti). Il viaggio non è ancora finito: le spiagge bianche di Rosignano Solvay e il monitoraggio dei cetacei al largo della Liguria sono le ultime tappe di questo lungo road movie.

Coerentemente con la filosofia del documentario, lo scorso 23 marzo i registi hanno piantato 200 alberi per compensare le emissioni rilasciate durante la produzione del film e rendere il doc a impatto zero.

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Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui La Stampa Tuttogreen, Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow Food, Ciclismo, Alp ed ExtraTorino. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online”, “Propaganda Pop” e "Cronofagia".

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