Come iniziare la tua carriera come educatore ambientale

educatore ambientale cv

Sei amante della natura, adori relazionarti con le persone, consideri la sostenibilità e il consumo consapevole valori per guardare ad un futuro del Pianeta migliore? Allora quello di educatore ambientale potrebbe essere la professione giusta per te.

L’educatore ambientale è colui che si occupa di progettare, proporre e offrire servizi educativi in tutto ciò che si lega alla valorizzazione e protezione del patrimonio ambientale. Il professionista può fornire i suoi servizi a istituzioni scolastiche, enti gestori di parchi e riserve naturale, aree protette, musei, enti locali, sia come lavoratore dipendente che come lavoratore autonomo.

Volontariato ambientale: come aiutare l’ambiente in Italia e all’estero

Come si può immaginare, è questa una professione sempre più richiesta e diffusa ai giorni nostri, sulla scia di quella grande attenzione all’ambiente chiamata transizione ecologica. Partendo dagli Obiettivi dell’Agenda 2030 arrivando alla crescente consapevolezza individuale rispetto ai comportamenti sostenibili, le tematiche green si fanno sempre più popolari e, di conseguenza, coloro che scelgono una carriera professionale in questo settore hanno sicuramente possibilità di trovare facilmente lavoro.

Le competenze di un educatore ambientale

L’educatore ambientale non studia semplicemente l’ambiente naturale ma è impegnato tutti i giorni a creare e diffondere azioni che hanno come obiettivo quello di promuovere dei cambiamenti nei comportamenti delle persone e delle comunità.

Le sue competenze, quindi, devono, da una parte, riguardare una conoscenza approfondita su temi quali sostenibilità, protezione dell’ambiente, sviluppo sostenibile. Ma, dall’altra parte, l’educatore deve essere anche in grado di costruire rapporti umani, essere incline all’educazione e alla formazione. Possedere la conoscenza di una materia non significa essere in grado di trasmetterla. Invece, come dice il nome stesso, questo professionista è un vero e proprio educatore.

Ad oggi, in Italia non esiste un riconoscimento normativo per questa figura professionale, e pertanto, per diventare educatori ambientali, si richiede di solito la laurea in Scienze dell’Educazione o Scienze Pedagogiche con, a seguire, una formazione specifica nell’ambito dell’Educazione e della comunicazione ambientale. Anche la laurea in Scienze Naturali può essere una buona base per lavorare come educatore ambientale, anche se come si accennava, la legge prevede che per essere ufficialmente considerati educatori bisogna frequentare il corso di Scienze dell’Educazione o Scienze Pedagogiche e poi approfondire il proprio curriculum con master specialistici.

Come scrivere un curriculum vitae da educatore ambientale

Se il tuo sogno è quello di diventare un educatore ambientale, dovrai strutturare il contenuto del tuo curriculum vitae avendo chiaro in mente che questo è il tuo obiettivo. Come non si stancano di ripetere gli esperti, il consiglio è sì costruire una base generica del curriculum a seconda della propria storia formativa e professionale, ma poi, per ogni tipo di annuncio e per ogni tipo di professione per la quale ci si sta candidando, è fondamentale adeguare il proprio curriculum vitae in modo focalizzato.

Ci sono dei consigli per scrivere il CV che non dovrebbero essere sottovalutati per poter creare un curriculum efficace e arrivare a proporsi come educatore ambientale. Vediamone alcuni:

    • Nel percorso formativo devi indicare con chiarezza la tua laurea, se in Scienze dell’Educazione o Scienze Pedagogiche oppure Scienze Naturali, Agraria o similari. Questo permetterà al tuo datore di lavoro di capire, fin da subito, come inquadrarti a livello normativo.
    • Sempre nella sezione del CV che riguarda la tua formazione, è importante mettere in evidenza i master o comunque i corsi che hanno permesso di accrescere la tua conoscenza riguardo al tema dell’ambiente e all’educazione in tal ambito. Oggi esistono diverse tipologie di corsi, diversi anche per durata. Sul web, ad esempio, si trovano corsi sull’outdoor education; sulla gestione di aree protette, nell’ambito della conservazione, della tutela, ricerca scientifica sul campo, sorveglianza e manutenzione; fino a veri e propri master in Sostenibilità e Economia Bio Circolare. Non c’è quindi che l’imbarazzo della scelta. Nel momento in cui si ha l’opportunità di frequentare più corsi, l’importante è inserirli nel curriculum in maniera chiara e seguendone l’ordine cronologico in modo che vengano visionati con facilità dal recruiter.
    • Per quanto riguarda invece il percorso professionale, se prima di scegliere questa specializzazione hai avuto esperienze in un ambito educativo tradizionale, queste voci sono comunque da inserire nel curriculum dato che danno prova della tua predisposizione all’insegnamento e della tua capacità di trasmettere conoscenza.

Educazione esperienziale, per una scuola che incoraggia all’avventura

    • Tra le competenze, spesso viene richiesta una lingua straniera, soprattutto se ci si propone come esperto ambientale all’interno di aree protette o parchi naturali dov’è spesso ci si confronta con visitatori anche non italiani. Immancabile dovrebbe essere la competenza informatica, mentre fra le soft skills vengono apprezzate talento pedagogico, capacità di relazione, amore per la natura. Se ti stai candidando per un impiego che riguarda i bambini e hai già fatto esperienze di volontariato per l’estate ragazzi o campi estivi, allora sono queste attività che potrebbe dare ulteriore valore al tuo curriculum. E allo stesso modo, visto che parliamo di natura e ambiente, se sei da anni iscritto ad associazioni ambientaliste o animaliste non dimenticarti di farne cenno. È un modo per enfatizzare il tuo impegno per l’ambiente anche da un punto di vista personale.

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