La vendita di animali online presenta molti rischi, LNDC Animal Protection promuove una petizione ed un corto per porre fine a questo fenomeno
Gli animali sono esseri senzienti, non prodotti, eppure venderli online tramite annunci pubblicati su piattaforme digitali o social network è un’operazione semplicissima, non esente da rischi. Si tratta infatti di una filiera opaca, che nasconde troppo spesso mancati controlli ed aggiramento di obblighi formali.
“Dietro quelle inserzioni si nascondono spesso animali non tracciabili, privi di certificazioni sanitarie e, in troppi casi, veri e propri traffici illeciti di cuccioli. A farne le spese sono gli animali, che pagano con la sofferenza, ma anche le persone, vittime di truffe e costrette ad affrontare costi veterinari imprevisti. Tutto questo deve finire”, denuncia LNDC Animal Protection.
Per combattere questo fenomeno l’organizzazione animalista ha promosso una petizione già sottoscritta da oltre 34mila persone, con cui chiede al Governo ed al Parlamento di introdurre un divieto totale di vendita e pubblicità online di animali vivi di qualunque specie (tramite siti, app, social, marketplace e piattaforme di annunci), oltre che di prevedere responsabilità effettive per chi ospita e monetizza queste inserzioni, in attuazione del “Digital Services Act”.
“Ogni giorno le associazioni si trovano a gestire le conseguenze di scelte compiute con leggerezza. Animali acquistati e poi ceduti, abbandonati o rinchiusi in strutture perché diventati un problema. Fermare la vendita online di animali significa contrastare un sistema che alimenta sofferenza e favorire una cultura basata sul rispetto e sulla responsabilità”, il commento di Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection.
Il problema
La vendita online di animali è oggi consentita purché siano rispettati obblighi normativi minimi (identificativo/microchip nell’annuncio e certificazione sanitaria). In caso di irregolarità si applicano sanzioni amministrative da mille a cinquemila euro. Il contesto digitale però non garantisce controlli efficaci: LNDC Animal Protection considera le misure in atto troppo morbide e inadeguate per lo stop dei traffici illegali e l’effettiva tutela di animali e cittadini.
Il traffico illecito è un reato specifico (legge 4 novembre 2010, n. 201, art. 4), che prevede aggravanti per cuccioli sotto le 12 settimane. Le autorità giudiziarie provvedono molto frequentemente ai sequestri di animali introdotti senza documenti, spesso pubblicizzati online.
Stando al recente “Rapporto Zoomafia 2026”, dall’anno dell’introduzione del reato (2010) al 2025 sono stati sequestrati ben 7.681 cani e 93 gatti per un valore totale di circa 6.144.800 euro, con 471 persone denunciate. Solo nel 2025 sono stati 120 i sequestri di cani importati illegalmente, che hanno portato alla denuncia di 14 persone ed a sette arresti. “Il commercio illecito di cani e gatti continua a rappresentare un’attività estremamente redditizia. I cuccioli vengono allevati in condizioni gravemente incompatibili con il loro benessere e trasportati per migliaia di chilometri, spesso privi delle necessarie garanzie sanitarie, con rischi anche per la salute pubblica”, si legge nel rapporto.
“A livello UE è in discussione la prima normativa comune su benessere e tracciabilità di cani e gatti; la documentazione ufficiale evidenzia i rischi delle vendite online e chiede adattamenti delle piattaforme per verifiche di identificazione/registrazione”, commenta LNDC Animal Protection.
A fronte di pratiche vietate negli annunci, le piattaforme sono tenute a prevenire e rimuovere i contenuti illegali ed a bloccare i recidivi, tramite procedure trasparenti e verificabili. LNDC Animal Protection invita gli acquirenti online a controllare sempre la regolarità degli annunci, verificando ad esempio se i prezzi risultano anomali o troppo bassi, se mancano informazioni verificabili (provenienza, certificazioni, riferimenti veterinari), se i profili hanno una storicità o sono recensiti negativamente e se vengono fatte richieste di acconti non tracciabili. In caso di dubbio, sarebbe buona cosa non solo non procedere all’acquisto ma anche segnalare il venditore potenziale truffatore.
Il “Digital Services Act” è la norma che disciplina le piattaforme online, applicabile anche in Italia, dove AGCOM svolge il ruolo di coordinatore dei servizi digitali. Sono già presenti dunque gli strumenti per impedire e sanzionare la pubblicazione di annunci con contenuti illegali. Una ferrea applicazione delle norme risulta imprescindibile per la lotta alla compravendita online irregolare di animali vivi. Le conseguenze negative di tali operazioni sono facilmente comprensibili e LNDC Animal Protection le elenca: sofferenza animale, con cuccioli separati precocemente dalle madri, dai fratelli e dalle sorelle, trasporti irregolari, malattie e mancanza di socializzazione, oltre a frodi e rischi sanitari per i cittadini, causa documenti mancanti o falsi e assenza di controlli reali su origine, stato sanitario e tracciabilità.
“La vendita online di animali rappresenta infatti uno dei canali attraverso cui si alimentano commercio incontrollato di cuccioli, acquisti dettati dall’emotività del momento, rinunce di proprietà e, nei casi peggiori, abbandoni o detenzioni incompatibili con le necessità dell’animale”, precisa l’organizzazione animalista.
La petizione
Contro questo stato di cose, LNDC Animal Protection ha lanciato una petizione rivolta alle istituzioni competenti per richiedere una legge chiara e coraggiosa, che imponga in primis il divieto totale di vendita e pubblicità online di animali vivi. Dovrebbero essere ammesse solo le comunicazioni non profit legate alle adozioni da parte di canili, gattili e associazioni riconosciute.
Il documento per la raccolta firme prevede il divieto di sponsorizzazioni e “vetrine digitali” che tendano a presentare gli animali come prodotti e non come esseri senzienti. Ancora, in coordinamento con le leggi 4 novembre 2010, n. 201 e 20 luglio 2004, n. 189, sono previste pene più efficaci per chi vende o organizza la vendita di animali in violazione delle norme, con la confisca degli animali e dei proventi e l’interdizione dall’attività di vendita.
LNDC Animal Protection chiede inoltre un maggiore coordinamento tra le autorità competenti e le piattaforme online secondo le disposizioni del DSA, al fine di prevenire e rimuovere gli annunci illegali. Le piattaforme digitali, a loro volta, sono chiamate ad una maggiore responsabilità, con la rimozione proattiva, il ban dei recidivi, i canali di segnalazione verificati ed i report di trasparenza. Fondamentali sono poi anche i maggiori controlli ed il rafforzamento della tracciabilità, realizzabili con un incremento delle risorse a favore di NAS, Carabinieri Forestali e Guardia di Finanza e con l’interoperabilità nazionale delle anagrafi di cani e gatti in coerenza con il percorso dell’Unione europea. Infine, non da ultimo per importanza, si rende necessaria una campagna educativa nazionale contro gli acquisti d’impulso ed a favore delle adozioni responsabili. “Accogliere un animale significa assumersi un impegno che durerà molti anni, fatto di cure, tempo, costi, attenzioni e responsabilità. Non può essere il risultato di un acquisto impulsivo”, commenta Rosati.
Tim Burton, al fianco di PETA, firma una collezione per promuovere le adozioni di animali
Il corto
Per dare ancora più visibilità alla portata del problema, LNDC Animal Protection ha collaborato al cortometraggio “FRAGILE” realizzato da Leobi Studio, una realtà dedita alla creazione di contenuti narrativi capaci di unire linguaggio cinematografico, innovazione visiva e storytelling sociale.
“La scelta narrativa non punta a trasformare il tema in spettacolo, ma a rendere immediatamente visibile il corto circuito culturale alla base del problema: quando un animale viene presentato, scelto e acquistato attraverso piattaforme online, annunci web e canali digitali, il rischio è che sia percepito come un bene di consumo, non come un essere senziente”, puntualizza LNDC Animal Protection.
Nel breve video, che fa ricorso anche all’intelligenza artificiale e ad una colonna sonora efficace, un cucciolo di beagle in cerca di affetto passa – tramite un pacco – da una gabbia di una fetida struttura al chiuso di una casa dove una famiglia non saprà amarlo né accoglierlo nel giusto modo, dopo averlo sbrigativamente acquistato online. Il risultato è un reso, come si farebbe per un paio di pantaloni non della giusta taglia, ma il finale saprà rendere giustizia, grazie anche alla sensibilità dimostrata dal corriere, l’unica persona che nel corto pare ragionare col cuore.
“Con FRAGILE volevamo portare lo spettatore a immedesimarsi nel cucciolo. Nel film diventa un oggetto, un pacco, qualcosa che può essere acquistato e restituito come qualsiasi altro prodotto. È una provocazione narrativa, ma serve a mostrare quanto spesso i desideri e le aspettative delle persone finiscano per pesare più del benessere degli animali. Se anche solo per un momento riusciamo a guardare questa storia attraverso gli occhi del cucciolo, il messaggio arriva da solo”, spiega Leonardo Bigliazzi, creativo digitale e fondatore di Leobi Studio.
“Naturalmente nessun cucciolo viene realmente spedito come un pacco, ma il messaggio è chiaro: la vendita online alimenta una mentalità consumistica che porta troppe persone a considerare gli animali come beni da acquistare, anziché come compagni di vita verso cui assumersi una responsabilità”, ribatte Rosati.
Tramite la petizione ed il corto, l’associazione animalista lancia un messaggio forte invitando ad “una riflessione collettiva sul valore della vita animale e sulla necessità di promuovere modelli più etici e responsabili di convivenza, a partire dall’adozione consapevole”.
[Credits foto: Counselling su Pixabay]

lasciate in pace gli animali!!!