Vittoria degli animalisti in Friuli: i giudici amministrativi sospendono il decreto della Regione che autorizzava l’uccisione della cornacchia di Pordenone. Una decisione che fa giurisprudenza per la tutela della fauna urbana.
La storia della cornacchia grigia di Pordenone, finita al centro di una dura battaglia tra istituzioni e associazioni ambientaliste, si chiude con una vittoria sul fronte della tutela animale. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Friuli Venezia Giulia ha infatti accolto il ricorso d’urgenza presentato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione), supportata da altre sigle ecologiste, decretando la sospensione immediata del provvedimento di abbattimento che era stato precedentemente autorizzato dalla Regione.
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Il caso era scoppiato in seguito alla segnalazione di alcuni comportamenti considerati aggressivi da parte del volatile nei confronti dei passanti in un’area urbana della città. La reazione delle autorità locali e regionali era stata drastica: un decreto che ne ordinava l’uccisione per motivi di sicurezza pubblica. Una scelta giudicata fin da subito sproporzionata e illegittima dalla LAV, che si è immediatamente attivata per vie legali per salvare la vita dell’animale.
La decisione del Tar: mancano le alternative incruente
Nel pronunciarsi a favore del ricorso della LAV, i giudici del Tar hanno evidenziato una grave lacuna nell’azione della pubblica amministrazione. Secondo le normative vigenti, sia nazionali che europee, l’abbattimento della fauna selvatica deve rappresentare sempre e solo l’estrema ratio. Nel decreto regionale, invece, non era stato minimamente dimostrato il preventivo ricorso a metodi ecologici e incruenti per risolvere il problema.
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La stessa LAV ha ribadito a più riprese, citando i pareri scientifici degli esperti, come l’amministrazione avrebbe dovuto valutare opzioni alternative e non letali, a partire dalla cattura e dal successivo trasferimento del volatile in un centro di recupero della fauna selvatica (CRAS) o in un santuario protetto autorizzato.
Un precedente importante per la fauna selvatica
La sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia traccia una strada fondamentale per la gestione degli animali selvatici nei centri urbani. Le cornacchie sono uccelli dotati di un’intelligenza straordinaria e complessa, e i loro comportamenti apparentemente ostili sono spesso legati a dinamiche naturali temporanee, come la difesa del nido e dei piccoli durante il periodo della riproduzione.
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Come giustamente sottolineato dalle associazioni animaliste nelle loro note ufficiali, la convivenza tra l’uomo e la fauna nei territori antropizzati deve essere garantita attraverso l’informazione ai cittadini, la prevenzione e il monitoraggio scientifico, e non con l’uso delle doppiette.
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La salvezza della cornacchia di Pordenone dimostra che il rispetto della vita e della biodiversità può e deve trovare piena tutela anche davanti ai tribunali amministrativi.
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[Immagine di copertina @ Angela Pixabay]
