Dalle metafore glaciali alle canzoni ispirate alla terra: all’Eurovision 2026 natura, radici e cambiamento climatico entrano sul palco con un nuovo linguaggio musicale
Mentre i riflettori si accendono sull’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest, l’attenzione mediatica è comprensibilmente catalizzata dai grandi favoriti e dalla potenza melodica dell’Italia, rappresentata da Sal Da Vinci con la sua “Per sempre sì”. Eppure, grattando sotto la superficie del pop più commerciale e delle dichiarazioni d’amore eterno, emerge un filo verde che lega diverse nazioni: un ritorno ancestrale alla terra, alle radici e a una natura che non è solo sfondo, ma protagonista.
Eurovision Song Contest, le canzoni green passate sul palco dello show più importante d’Europa
Quest’anno il tema ambientale emerge in modo meno esplicito, ma più simbolico e intimista Ecco i brani che ogni lettore di eHabitat dovrebbe tenere d’occhio.
Il ritorno alla Madre, il caso Lussemburgo
Il brano più esplicito di questa edizione è senza dubbio “Mother Nature” di Eva Marija (Lussemburgo). Non è una canzone politica, ma una vera e propria invocazione eco-poetica. Attraverso immagini potenti come “piantare un seme” e “radici nel fango”, l’artista mette al centro la guarigione personale attraverso il contatto con gli elementi. Il ritornello “Mother Nature, she knows” ci ricorda che, nonostante l’arroganza umana, i cicli naturali e la rinascita seguono leggi che non possiamo ignorare.
Non è solo una canzone, ma una vera e propria immersione sensoriale. L’esibizione ha trasformato il palco in un ecosistema incantato: la cantante si muoveva circondata da vegetazione, farfalle e stelle, mentre la scenografia progressivamente si è trasformata in una foresta luminosa.
L’attenzione ai dettagli è stata massima: l’asta del microfono è stata trasformata in un piccolo albero scenico e il momento culminante ha visto Eva Marija suonare il violino immersa in una danza di luci simili a lucciole, con fiori che sono sbocciati davanti alle telecamere.
Nonostante lo spettacolo green la canzone è stata eliminata in semifinale e non concorrerà alla finale di questa sera.
Metafore glaciali e fragilità climatica
Dal Belgio arriva ESSYLA con “Dancing on the Ice”. Sebbene il testo ufficiale esplori la fragilità delle relazioni umane, il brano è diventato rapidamente un inno “climate-coded” per i fan. L’immagine di un ballo su un ghiaccio che si fa sempre più sottile è una metafora perfetta della nostra epoca: l’instabilità climatica diventa lo specchio dell’instabilità emotiva moderna.
Il brano ha superato con successo lo scoglio della prima semifinale di martedì 12 maggio. È rientrato ufficialmente nella rosa dei 10 Paesi promossi alla fase successiva dell’evento.
L’eco-folk: identità e territorio
Un gruppo consistente di Paesi ha scelto di puntare sul legame viscerale con il proprio paesaggio.
Portogallo | Rosa
Il brano eseguito dal quintetto Bandidos do Cante è profondamente legato alla ruralità e alla tradizione. È la celebrazione di un’agricoltura eroica e di un paesaggio culturale che resiste all’omologazione.
Eat Your Salad, la Lettonia all’Eurovision Song Contest con il funky vegetariano dei Citi Zēni
L’inconfondibile stile musicale unisce la tradizione del canto corale dell’Alentejo (patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO) con sonorità pop moderne.
Il testo affronta i temi della nostalgia e della “saudade”, intesa come il malinconico ricordo di qualcuno o qualcosa che si è amato e perso.
Purtroppo anche il Portogallo non si è qualificato per la Finale dell’Eurovision Song Contest 2026.
Albania | Nân e Montenegro | Nova zora
La natura si fa spirito. Tra folklore e misticismo, l’Albania canta il rapporto ancestrale con la terra “Madre”, mentre il Montenegro usa l’immagine della “Nuova alba” come simbolo di rigenerazione universale.
Alis, il canatante che rappresenta l’Albania al concorso sonoro, si è esibito nella seconda semifinale di giovedì 14 maggio, conquistando il pass per la finalissima. Ha convinto il pubblico europeo con un’interpretazione intensa.
Lordi, la band promuove la buona abitudine del riciclo con Pantanamera (PAN-TAH-MEH-RAH!)
La canzone “Nova zora” (“Nuova alba”) cantata da Tamara Živković, in gara per il Montenegro, non si è qualificata per la Finale dell’Eurovision Song Contest 2026. Il brano dalle atmosfere gotiche e dark non è riuscito a rientrare nella top 10 dei più votati, venendo eliminato.
Ucraina | Ridnym
In un contesto dove il territorio è ferito e conteso, il legame con le proprie radici diventa un atto di resistenza ecologica e identitaria.
La canzone “Ridnym” (“Ai parenti”) cantata da LELÉKA, in gara per l’Ucraina, si è qualificata per la Finale dell’Eurovision Song Contest 2026.
Oltre i testi: un evento sempre più sostenibile?
Mentre Sal Da Vinci promette un amore eterno con la sua voce inconfondibile, l’organizzazione dell’Eurovision 2026 prosegue nel suo percorso di decarbonizzazione.
Tecnologia e Light Design eco-efficiente
Per la prima volta nella storia della manifestazione, il Light Designer Tim Routledge ha azzerato l’uso di lampade tradizionali. L’intero impianto scenico della Wiener Stadthalle sfrutta un sistema composto al 100% da luci LED e tecnologie laser, abbattendo drasticamente il consumo energetico e l’emissione di calore.
Economia circolare e gestione rifiuti
All’interno della struttura e negli eventi collaterali (come l’Eurovision Village) è stato bandito l’uso di plastica monouso. Sono stati introdotti circa 100.000 bicchieri riutilizzabili realizzati interamente con rifiuti plastici domestici riciclati tramite processi chimici avanzati, in un sistema a circuito chiuso.
Bere responsabile
L’organizzazione fornisce acqua filtrata a chilometro zero a tutto lo staff, ai delegati e agli artisti in gara, eliminando il trasporto e lo smaltimento di decine di migliaia di bottiglie di plastica.
Mobilità green incentivata
La città di Vienna incentiva l’utilizzo di trasporti a zero emissioni. Tutti i possessori di un biglietto valido per le serate del festival possono utilizzare gratuitamente la rete dei mezzi pubblici cittadini nel giorno dell’evento.
Monitoraggio e replicabilità
L’intero comparto organizzativo adotta un sistema di monitoraggio trasparente delle emissioni di gas serra, con l’obiettivo di definire un modello di produzione ecologica replicabile per i futuri eventi di massa su scala globale
Dalle scenografie all’abbattimento dell’impronta di carbonio nei trasporti delle delegazioni, il contest dimostra che anche il grande spettacolo può e deve fare i conti con i limiti del pianeta.
All’Eurovision 2026 la natura sta smettendo di essere un tema “politico” per diventare un tema “intimo”. Non più solo cartelli alle manifestazioni, ma semi, radici e albe: la musica europea sta cercando di ricucire quel legame spezzato con l’ambiente, ricordandoci che nessun “per sempre” è possibile senza una Terra sana che lo ospiti.
[Cover Image Photo Credit: © EBU / Sarah Louise Bennett]
