Cosa significa essere partigiani oggi? Dal nuovo articolo 9 della Costituzione alla giustizia climatica, ecco perché la Resistenza nel 2026 è diventata verde
In Italia, il 25 Aprile è il giorno in cui celebriamo la riconquista della libertà. Ma come scriveva Enzo Biagi: “Una certa Resistenza non è mai finita. C’è sempre da resistere a qualcosa, a certi poteri, a certe promesse”. Alla luce di tutto questo, cosa significa essere partigiani oggi?
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Nel 2026, una delle frontiere più urgenti di questa resistenza ininterrotta è senza dubbio quella ambientale. Se ottant’anni fa resistere significava riprendersi lo spazio fisico della democrazia, oggi significa difendere lo spazio biologico e vitale del nostro futuro.
La Natura come rifugio e testimone
Il legame tra Resistenza e territorio è viscerale. Le montagne, i boschi e le valli non furono solo il teatro della lotta partigiana, ma i loro più stretti alleati. È tra i castagni e i sentieri impervi che è nata l’Italia libera. Oggi, quegli stessi luoghi sono minacciati dal dissesto idrogeologico, dall’abbandono e dai cambiamenti climatici.
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Onorare il 25 aprile significa, quindi, prendersi cura dei luoghi della memoria non solo come monumenti, ma come ecosistemi vivi. Proteggere un bosco dove un tempo si nascondevano i ribelli è un atto di coerenza storica e ambientale.
Resistere alle “nuove promesse”
Riprendendo le parole di Biagi, la Resistenza oggi si rivolge contro quelle “promesse” di progresso infinito che hanno portato alla crisi climatica.
- Resistere al consumo di suolo: ogni ettaro di terra cementificato è una perdita di libertà per le generazioni future.
- Resistere all’indifferenza: la partecipazione civile, pilastro della democrazia nata nel 1945, è la stessa forza necessaria per pretendere politiche energetiche pulite e una giustizia sociale che sia anche climatica.
Il nuovo Articolo 9: la Costituzione si fa verde
Non è un caso che la nostra Costituzione, figlia della Resistenza, sia stata recentemente aggiornata proprio per includere la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. È la conferma legislativa che il sogno dei costituenti non era solo un’Italia libera dalle dittature, ma un’Italia sana, capace di guardare alle future generazioni.
Con la riforma costituzionale dell’11 febbraio 2022 (Legge n. 1/2022), l’Articolo 9 della Costituzione è stato aggiornato per includere esplicitamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistiema tra i Principi Fondamentali. La modifica introduce la protezione dell’ambiente “anche nell’interesse delle future generazioni” e stabilisce la tutela degli animali per legge statale.
Un 25 aprile dalla parte dell’ambiente
Essere “partigiani” oggi significa scegliere da che parte stare nella crisi ecologica. Significa capire che la libertà di espressione e di voto perde di significato se non abbiamo un pianeta ospitale su cui esercitarla.
Quest’anno, festeggiare la Liberazione può significare piantare un albero, pulire un sentiero o semplicemente ridurre il proprio impatto. Perché, come ci ha ricordato Biagi, la Resistenza non finisce: cambia solo volto, e oggi ha il colore della terra che calpestiamo.
[Foto di @Francesco Rasero]
