14 Aprile 2026

Volontari in alpeggio, due settimane per vivere la montagna al fianco degli allevatori

volontari in alpeggio
Foto ©Pixabay

Volontari in alpeggio: come partecipare al progetto Pasturs 2026. Due settimane accanto agli allevatori tra Alpi e Appennini. Candidature aperte fino al 20 aprile.

Ancora pochi giorni per candidarsi come volontari in alpeggio: il progetto Pasturs torna anche quest’anno e invita giovani e adulti a vivere da vicino la vita di montagna, nel momento in cui – come raccontano gli organizzatori – “la montagna cambia ritmo”.

Volontari in alpeggio con il progetto Pasturs

C’è un momento, tra primavera e inizio estate, in cui la montagna si trasforma. Le giornate si allungano, le mandrie salgono di quota, e l’alpeggio torna a essere un luogo vivo, fatto di gesti quotidiani, attenzione continua e tempi lenti.

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È proprio in questo passaggio che si inserisce Pasturs, progetto arrivato alla sua undicesima edizione, che permette a volontari e volontarie tra i 18 e i 45 anni di trascorrere almeno due settimane accanto ad allevatori e allevatrici, entrando in relazione con un mondo che spesso resta lontano e sconosciuto.

Dove si svolge il progetto Pasturs 2026

Nel 2026 il progetto amplia il proprio raggio d’azione e arriva per la prima volta nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, accanto a contesti già attivi tra Alpi e Appennini.

Le attività si distribuiscono in diversi territori:

  • Valle d’Aosta (tra cui il Parco Naturale Mont Avic);
  • Piemonte (Parco della Val Grande);
  • Trentino (Val di Non, Val di Fassa, Val di Sole);
  • Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (nuovo ingresso).

Ogni luogo ha caratteristiche diverse, ma un elemento comune: la convivenza tra attività umane e ecosistemi fragili.

Volontari in alpeggio, nel 2026 ha un significato in più

Il progetto si inserisce in un contesto più ampio: il 2026 è stato indicato da FAO e ONU come anno di attenzione per il ruolo dei pascoli e della pastorizia.

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Si tratta di un tema di grande importanza perché, tra le altre cose, la gestione dei pascoli contribuisce a:

  • mantenere la biodiversità;
  • prevenire l’abbandono delle aree montane;
  • sostenere sistemi alimentari locali;
  • mitigare gli effetti del surriscaldamento globale.

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Allo stesso tempo, il lavoro in alpeggio è oggi al centro di un dibattito complesso, soprattutto per la convivenza con grandi carnivori come lupi e orsi. Pasturs prova a spostare questo dibattito sul campo: meno opinioni a distanza, più esperienza diretta.

Imparare la montagna attraverso l’esperienza

Chi partecipa non trova un’esperienza turistica, ma un’immersione reale: sveglie presto, lavoro fisico, osservazione costante del territorio.

In alcuni contesti, come in Valle d’Aosta, i volontari partecipano anche ad attività di monitoraggio dei pascoli, osservando da vicino l’equilibrio tra allevamento e ambiente.

È un modo per capire che la montagna non è solo paesaggio, ma un sistema complesso, fatto di relazioni e delicati equilibri.

Come candidarsi

Le candidature per diventare volontari in alpeggio con Pasturs sono aperte fino al 20 aprile 2026.

La selezione avviene in due fasi: la compilazione del modulo online, e un successivo colloquio individuale. Gli organizzatori cercano persone curiose, motivate e disponibili a mettersi in gioco, anche in condizioni non sempre semplici.

Un modo diverso di avvicinarsi alla montagna

In un tempo in cui la montagna è spesso attraversata velocemente, come destinazione o sfondo, esperienze come questa spostano la prospettiva.

Restare, osservare, partecipare attivamente, con impegno e rispetto: forse è proprio da qui che può nascere un rapporto più consapevole con questi territori.

[Foto Pixabay]

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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