Volontari in alpeggio: come partecipare al progetto Pasturs 2026. Due settimane accanto agli allevatori tra Alpi e Appennini. Candidature aperte fino al 20 aprile.
Ancora pochi giorni per candidarsi come volontari in alpeggio: il progetto Pasturs torna anche quest’anno e invita giovani e adulti a vivere da vicino la vita di montagna, nel momento in cui – come raccontano gli organizzatori – “la montagna cambia ritmo”.
Volontari in alpeggio con il progetto Pasturs
C’è un momento, tra primavera e inizio estate, in cui la montagna si trasforma. Le giornate si allungano, le mandrie salgono di quota, e l’alpeggio torna a essere un luogo vivo, fatto di gesti quotidiani, attenzione continua e tempi lenti.
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È proprio in questo passaggio che si inserisce Pasturs, progetto arrivato alla sua undicesima edizione, che permette a volontari e volontarie tra i 18 e i 45 anni di trascorrere almeno due settimane accanto ad allevatori e allevatrici, entrando in relazione con un mondo che spesso resta lontano e sconosciuto.
Dove si svolge il progetto Pasturs 2026
Nel 2026 il progetto amplia il proprio raggio d’azione e arriva per la prima volta nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, accanto a contesti già attivi tra Alpi e Appennini.
Le attività si distribuiscono in diversi territori:
- Valle d’Aosta (tra cui il Parco Naturale Mont Avic);
- Piemonte (Parco della Val Grande);
- Trentino (Val di Non, Val di Fassa, Val di Sole);
- Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (nuovo ingresso).
Ogni luogo ha caratteristiche diverse, ma un elemento comune: la convivenza tra attività umane e ecosistemi fragili.
Volontari in alpeggio, nel 2026 ha un significato in più
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio: il 2026 è stato indicato da FAO e ONU come anno di attenzione per il ruolo dei pascoli e della pastorizia.
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Si tratta di un tema di grande importanza perché, tra le altre cose, la gestione dei pascoli contribuisce a:
- mantenere la biodiversità;
- prevenire l’abbandono delle aree montane;
- sostenere sistemi alimentari locali;
- mitigare gli effetti del surriscaldamento globale.
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Allo stesso tempo, il lavoro in alpeggio è oggi al centro di un dibattito complesso, soprattutto per la convivenza con grandi carnivori come lupi e orsi. Pasturs prova a spostare questo dibattito sul campo: meno opinioni a distanza, più esperienza diretta.
Imparare la montagna attraverso l’esperienza
Chi partecipa non trova un’esperienza turistica, ma un’immersione reale: sveglie presto, lavoro fisico, osservazione costante del territorio.
In alcuni contesti, come in Valle d’Aosta, i volontari partecipano anche ad attività di monitoraggio dei pascoli, osservando da vicino l’equilibrio tra allevamento e ambiente.
È un modo per capire che la montagna non è solo paesaggio, ma un sistema complesso, fatto di relazioni e delicati equilibri.
Come candidarsi
Le candidature per diventare volontari in alpeggio con Pasturs sono aperte fino al 20 aprile 2026.
La selezione avviene in due fasi: la compilazione del modulo online, e un successivo colloquio individuale. Gli organizzatori cercano persone curiose, motivate e disponibili a mettersi in gioco, anche in condizioni non sempre semplici.
Un modo diverso di avvicinarsi alla montagna
In un tempo in cui la montagna è spesso attraversata velocemente, come destinazione o sfondo, esperienze come questa spostano la prospettiva.
Restare, osservare, partecipare attivamente, con impegno e rispetto: forse è proprio da qui che può nascere un rapporto più consapevole con questi territori.
[Foto Pixabay]
