Proteste ambientaliste contro le Olimpiadi: migliaia in piazza contro l’impatto ambientale ed economico dei Giochi Milano-Cortina tra cortei, slogan e tensioni.
Si sono svolte nel capoluogo lombardo le proteste ambientaliste contro le Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Migliaia di persone sono scese in piazza per contestare l’impatto ambientale, economico e sociale dei Giochi, denunciando quello che definiscono “il più grande evento sportivo insostenibile di sempre“.
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Corteo nazionale contro le Olimpiadi e l’ICE
Il corteo nazionale è partito intorno alle 15 da piazza Medaglie d’Oro, promosso dal Comitato Insostenibili Olimpiadi (CIO), sindacati di base, centri sociali, collettivi studenteschi e associazioni per il diritto alla casa. Accanto alla critica ai Giochi, la manifestazione ha preso di mira anche la presenza dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense nei dispositivi di sicurezza legati all’evento olimpico.
Secondo i dati della Questura di Milano, i partecipanti erano circa 3.000, ma per gli organizzatori e alcune fonti indipendenti avrebbero superato le 5.000 presenze. Al corteo hanno preso parte anche numerosi media internazionali, presenti in città per seguire le Olimpiadi e interessati a documentare il dissenso.
Alberi simbolici e slogan contro l’insostenibilità
A colpire visivamente è stata la presenza di cartoni a forma di alberi, portati in corteo per rappresentare i larici abbattuti a Cortina per la realizzazione delle infrastrutture olimpiche. Lo slogan più ripetuto lungo il percorso è stato: “Le Olimpiadi più insostenibili di sempre“, accompagnato da numerosi cartelli contro il governo Meloni e l’amministrazione comunale di Milano.
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Il corteo ha attraversato via Brembo, lambendo l’area del Villaggio Olimpico di Porta Romana, per poi proseguire verso il quartiere Corvetto, concludendosi in piazzale Gabrio Rosa, una zona popolare e multietnica già segnata da forti tensioni sociali negli ultimi anni.
Critiche a sprechi e grandi opere
Al centro della protesta, lo spreco di denaro pubblico e lo scempio del territorio. “Dovevano essere Olimpiadi low cost e hanno già sforato di 5-6 miliardi di euro. I conti veri li vedremo dopo, quando emergeranno i costi di gallerie inutili e opere dannose“, ha dichiarato Walter Montagnoli, della segreteria nazionale Cub.
Molti manifestanti hanno sottolineato come le risorse investite nei Giochi avrebbero potuto essere destinate a welfare, sanità, scuola e tutela ambientale, invece di alimentare un modello di sviluppo considerato estrattivo e speculativo.
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Striscioni, diritti e protesta transfemminista
Durante la manifestazione sono comparsi anche striscioni legati ai diritti civili. In via Brembo, lungo la recinzione del cavalcaferrovia di Scalo Porta Romana, sono stati esposti due striscioni con la scritta: “Binary is for the train. Go trans athletes“, contro l’esclusione degli atleti transgender dalle competizioni olimpiche. L’azione è stata rivendicata dal movimento Non una di meno.
Altri striscioni hanno preso di mira il modello di sviluppo urbano, come “Porta Romana bella, non sei di Catella“, riferimento alle recenti inchieste sull’urbanistica milanese. I messaggi hanno collegato la critica alle Olimpiadi a una più ampia contestazione del sistema immobiliare e delle politiche securitarie.
Tensione e scontri con la polizia
La manifestazione si è svolta in modo pacifico fino alle 18, quando si sono verificati momenti di tensione. Alcuni gruppi hanno lanciato petardi, fumogeni e fuochi d’artificio; la polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni, dando luogo a brevi scontri fisici. Un gruppo di manifestanti incappucciati ha tentato di dirigersi verso la tangenziale est, venendo bloccato dalle forze dell’ordine.
Nonostante le tensioni, il corteo è proseguito lungo il percorso stabilito, senza gravi incidenti.
Sicurezza massiccia e città blindata
Il fine settimana di protesta si è svolto sotto un dispositivo di sicurezza definito “massiccio”: circa 6.000 operatori tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito e Polizia Locale, con oltre 170 mezzi, supporto aereo, droni e zone di sicurezza attorno ai siti olimpici.
Le mobilitazioni milanesi si inseriscono in una settimana di proteste che ha visto presìdi contro l’ICE, cortei studenteschi e contestazioni durante il passaggio della fiaccola olimpica. Un segnale chiaro di come, alla vigilia dei Giochi, Milano-Cortina continui a dividere l’opinione pubblica.
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Olimpiadi Milano-Cortina sotto accusa
Per i manifestanti, le Olimpiadi invernali rappresentano un modello di sviluppo non sostenibile, che sottrae risorse ai bisogni reali dei cittadini e produce impatti ambientali irreversibili. Le proteste ambientaliste di Milano mostrano come, accanto alla vetrina internazionale dei Giochi, cresca una contestazione sociale ampia e trasversale, destinata a proseguire anche nei prossimi mesi.
[Foto © Greenpeace Italia]
[Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di eHabitat]
