Fondi tagliati del 75% dal Governo. La lotta anti-smog nella pianura padana rallenterà, lasciando spazio ad un’aria sempre più inquinata.
Lotta allo smog in Pianura Padana in rallentamento perché diminuite le risorse. Nonostante i rischi delle particelle inquinanti sulla salute umana siano già evidenti e provochino danni alla popolazione, il Governo ha deciso di diminuire i fondi destinati a fermare, o meglio contenere, il fenomeno dell’inquinamento atmosferico. La nuova manovra Finanziaria per l’anno 2026, entrata in vigore il 1 gennaio, oltre ad incentivi green per la transizione ecologica, prevede anche un taglio del 75% ai fondi destinati al problema dell’inquinamento atmosferico nell’area della Pianura Padana.
Dati alla mano, la lotta allo smog in Pianura Padana si vede sottratte somme importanti per fronteggiare l’inquinamento atmosferico. Passano da circa 320 milioni a circa 116 milioni di euro le risorse destinate per risolvere il problema dell’aria inquinata, quasi irrespirabile in questa zona d’Italia.
Il primato negativo della Pianura Padana
L’area della Pianura Padana è considerata come quella più inquinata d’Europa, con dati allarmanti per quanto riguarda la concentrazione di particolato atmosferico nell’aria. Secondo il bilancio del primo bimestre 2025 di Legambiente Lombardia, la zona più critica è quella delle aree di Cremona, Milano e Lodi.
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Tipologie di particelle inquinanti
Le particelle inquinanti possono essere divise in due categorie, a seconda del loro diametro esistono le cosiddette PM10 e PM2.5. Tra le due, quelle che minacciano maggiormente la salute degli abitanti dell’area padana sono quelle con il diametro minore.
Esse infatti sono troppo piccole per essere filtrate dai meccanismi di difesa del corpo e, una volta entrati nell’organismo, entrano in contatto con il sistema respiratorio e circolatorio.
Rischi sulla salute
Secondo le analisi dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), una esposizione prolungata all’inquinamento da PM2.5 potrebbe provocare l’insorgenza di tumori e di altre patologie come l’obesità, il diabete, ma anche il morbo di Alzheimer e la demenza.
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Come riporta l’EEA (European Environment Agency), il PM2.5 rappresenta la sostanza inquinante più dannosa per la salute, insieme al biossido di azoto (No2) e all’ozono (O3), nonché quella che ogni anno causa il numero più elevato di morti premature.
L’aria inquinata non è solo un fenomeno padano
Sempre l’Agenzia europea per l’ambiente, nel suo ultimo report sulla qualità dell’aria in Europa, pubblicato il 9 aprile 2025, sostiene che il trend crescente dell’inquinamento atmosferico non preoccupa soltanto l’Italia ma a livello europeo si è dimostrato che più del 94% della popolazione UE vive in zone dove la concentrazione di PM2.5 supera i limiti stabiliti dall’Oms.
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Dietrofront a scapito della salute dei cittadini
Questo provvedimento, contenuto nella Finanziaria per l’anno 2026, arriva dopo anni di sforzi e di lotta a contenere l’inquinamento dell’aria e sembra vanificare tutte le manovre attuate in precedenza per far fronte a questo problema.
Proprio quando la qualità dell’aria stava lentamente migliorando, si è deciso di fare un passo indietro mettendo a rischio la salute di migliaia di cittadini.
