Milano Cortina, PETA – People for the Ethical Treatment of Animals chiede al direttore culinario delle Olimpiadi di rendere i menù totalmente vegani.
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Milano Cortina è alle porte. I XXV Giochi olimpici invernali prenderanno il via ufficialmente il prossimo 6 febbraio e, mentre fervono i preparativi e cresce l’attesa per un evento sportivo di tale portata, anche gli aspetti collaterali della manifestazione catturano l’attenzione dell’opinione pubblica.
In questi giorni, l’organizzazione animalista PETA si è rivolta in modo particolare al direttore culinario di Milano Cortina, Carlo Zarri, per proporre un’iniziativa che aiuterebbe a rendere i Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026 un evento sostenibile e cruelty-free.
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La scia green passerebbe in prima battuta proprio dal cibo. Eliminare dai menù cibi di origine animale come carne e latticini, oltre che fare il bene degli animali, sarebbe una decisione preziosa anche per il clima.
Nella lettera inviata a Zarri, firmata da Mimi Bekhechi (Vice Presidente di PETA UK e Europa), si invita il direttore culinario di Milano Cortina a mettere da parte i coltelli e a riconsiderare in chiave vegana i menù ideati per l’evento.
“Alle Olimpiadi si tratta di gareggiare per l’oro, ma quando si allevano animali non ci sono vincitori. Gli individui macellati per la carne o sfruttati per latte e uova affrontano esistenze miserabili in allevamenti intensivi dove non possono assumere i loro comportamenti naturali o esprimere le loro personalità uniche. Intanto, l’agricoltura animale comporta che intere foreste – incluse fasce della Foresta Pluviale Amazzonica – vengano cancellate e rimpiazzate da allevamenti forzati che spargono metano. Di contro, le diete animal-free generano il 75% di emissioni in meno che riscaldano il clima e utilizzano il 54% di acqua in meno rispetto alle diete che contengono più di 100 grammi di carne ogni giorno”.
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Alla vigilia di Milano Cortina, PETA sottolinea come le Olimpiadi debbano distinguersi per le gesta degli atleti e non per il loro impatto ecologico, che rischia di aggravare in maniera epocale lo stato precario in cui versa il nostro ambiente.
Proprio in Europa, inoltre, il cambiamento climatico sta già compromettendo l’habitat di montagna e la presenza della neve, indispensabile per gli sport invernali.
PETA, dunque, chiede ufficialmente a Carlo Zarri di prendere le distanze dai cibi di origine animale, oltre che dalle aziende di carne e latticini che sponsorizzano le Olimpiadi.
“Dal momento che le Olimpiadi reclamano di celebrare l’unità, servire prodotti che inquinano la Terra ottenuti da animali torturati – specialmente alle nazioni più vulnerabili alla catastrofe climatica – sarebbe una farsa. Vi chiediamo di esaltare la vibrante disponibilità di vegetali del pianeta, come fanno molti grandi chef”, prosegue la lettera.
Non sappiamo se le richieste di PETA saranno accolte, ma ci auguriamo che grandi passi in avanti possano essere compiuti affinché Milano Cortina possa fare da apripista e segnare nuovi record di sostenibilità per gli eventi sportivi futuri, e non solo. Appuntamenti del genere sono la vetrina mediatica ideale per lanciare messaggi importanti, per ispirare il pubblico con gesti esemplari dentro e fuori la pista.
[Photo Credits: © Ralf Roletschek via Wikimedia Commons]
