16 Gennaio 2026

Integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici, l’iniziativa globale

Integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici

Integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici, l’Unesco, il governo del Brasile e le Nazioni Unite hanno lanciato l’iniziativa globale contro la disinformazione

In questi tempi di diffuso discredito verso il metodo e la conoscenza scientifica, il peggior nemico della lotta al cambiamento climatico rischia di essere la disinformazione. Il negazionismo climatico esercitato tramite la diffusione di false notizie ed il continuo distorcimento della realtà sta alterando la percezione pubblica, indebolendo al contempo le politiche basate sulla scienza. Mentre il riscaldamento globale tocca livelli record e gli effetti nocivi del cambiamento climatico risultano facilmente appurabili ad ogni latitudine, c’è chi ancora ha il coraggio di puntare il dito contro coloro che, basandosi sulla scienza, si limitano a descrivere la preoccupante realtà del mondo odierno.

Per contrastare questo fenomeno che sta inquinando il dibattito pubblico, le Nazioni Unite, l’Unesco ed il governo del Brasile hanno deciso di istituire l’Iniziativa globale sull’integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici, che oltre a a diffondere i risultati della ricerca mira  proprio a denunciare ed a smantellare la disinformazione relativa ai cambiamenti climatici.

“Strutturata attraverso un Fondo globale, un’agenda istituzionale e campagne sui cambiamenti climatici, l’iniziativa affronta la necessità di politiche che proteggano l’integrità delle informazioni, salvaguardino coloro che segnalano questioni climatiche e sostengano lo sviluppo di un’azione globale informata per il climaAttraverso bandi aperti, enti senza scopo di lucro riceveranno finanziamenti per condurre ricerche approfondite, comunicare e rendicontare in modo accurato sui cambiamenti climatici. Inoltre, gli enti formeranno una rete globale e interdisciplinare, la prima nel suo genere, per condividere i risultati e svelare i meccanismi in evoluzione della disinformazione sul clima, producendo raccomandazioni attuabili per politiche innovative in tutto il mondo”, chiarisce l’Unesco.

I nuovi mercanti del dubbio, come l’industria della carne sta affossando la lotta alla crisi climatica

La dichiarazione alla COP30

Lo scorso 12 novembre, in occasione della COP30 di Belém (Brasile), questa importante iniziativa globale ha lanciato la Dichiarazione sull’integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici, attualmente sottoscritta da ben 22 Paesi (manca purtroppo l’Italia). Si tratta di un risultato storico, perché per la prima volta questa cruciale tematica anti-negazionista è stata inclusa nell’agenda d’azione della Conferenza delle parti. Il documento in questione invita i Paesi firmatari a promuovere l’integrità delle informazioni relative ai cambiamenti climatici a livello internazionale, nazionale e locale, in conformità con il diritto internazionale dei diritti umani e l’Accordo sul clima di Parigi.

Più in dettaglio, la dichiarazione chiama in causa i governi, il settore privato, la società civile, il mondo accademico ed i donatori, al fine di adottare misure concrete per affrontare sia il crescente impatto negativo provocato da disinformazione, false informazioni e negazionismo in generale, sia gli attacchi deliberati contro giornalisti, attivisti, scienziati e ricercatori ambientali, ovvero tutte quelle azioni che compromettono gli sforzi per la lotta al cambiamento climatico, mettendo a repentaglio la stabilità sociale.

Giornalisti ambientali, il 70% è minacciato o attaccato

“Dobbiamo combattere la disinformazione, le molestie online e il greenwashing. Scienziati e ricercatori non dovrebbero mai aver paura di dire la verità”, ha dichiarato António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, invitando a “preservare sia l’ambiente informativo necessario per un processo decisionale democratico, sia la cooperazione globale essenziale per affrontare la crisi climatica”.

“Senza accesso a informazioni affidabili sui cambiamenti climatici non potremo mai sperare di risolverli. Attraverso questa iniziativa, sosterremo giornalisti e ricercatori che indagano sulle questioni climatiche, a volte con gravi rischi per la propria vita, e combatteremo la disinformazione legata al clima che dilaga sui social media, ha ribattuto Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco, in occasione del lancio dell’iniziativa.

Il cambiamento climatico non è più una minaccia per il futuro: è una tragedia del presente. Viviamo in un’epoca in cui gli oscurantisti rifiutano le prove scientifiche e attaccano le istituzioni. È tempo di infliggere un’altra sconfitta al negazionismo”, il commento del presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva alla COP30 di Belém.

Nel testo della dichiarazione i sottoscrittori riconoscono l’urgenza della crisi climatica, che richiede non solo l’intervento degli Stati, ma anche un’ampia mobilitazione di tutti gli attori sociali. Serve dunque l’accesso a informazioni coerenti, affidabili, accurate e basate su prove concrete sui cambiamenti climatici, per promuovere la partecipazione pubblica e costruire la fiducia della popolazione mondiale nelle politiche e nelle azioni climatiche. 

Dal punto di vista normativo, la dichiarazione si riallaccia all’articolo 6 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), all’articolo 12 dell’Accordo sul clima di Parigi ed al principio 10 della Dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo. Vi è inoltre un richiamo agli impegni fissati nel Global Digital Compact, che è stato adottato dagli Stati membri delle Nazioni Unite al Summit del futuro del 2024.

Con questa importante dichiarazione, i sottoscrittori mirano a sostenere e rafforzare la cooperazione internazionale per promuovere l’integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici, facendo sì che quest’ultima trovi spazio nell’agenda “Action for Climate Empowerment”  ed in altri strumenti e flussi di lavoro internazionali pertinenti.

Tra gli impegni presi vi sono pure quelli di promuovere “un’azione climatica informata e inclusiva, favorendo un accesso equo a informazioni accurate, coerenti, basate su prove e comprensibili sui cambiamenti climatici per tutte le parti interessate”, oltre che “la cooperazione e lo sviluppo delle capacità  a livello nazionale, tra Stati, organizzazioni multilaterali, mondo accademico, società civile e settore privato per affrontare le minacce all’integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici, in linea con gli standard internazionali sulla libertà di espressione”. Altri imperativi sono quelli che riguardano il sostegno allo sviluppo di informazioni resilienti e plurali sugli ecosistemi dei cambiamenti climatici, la tutela di coloro che segnalano e ricercano le questioni climatiche, l’aumento della consapevolezza pubblica sui cambiamenti climatici ed il rafforzamento della fiducia nella scienza del clima e nelle politiche basate sulla scienza. 

Il cambiamento climatico sta riscrivendo le stagioni: in che modo?

Gli autori della dichiarazione si rivolgono pure al settore privato, invitandolo a garantire pratiche pubblicitarie trasparenti e rispettose dei diritti umani, salvaguardando sempre l’integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici nelle pratiche commerciali. Nell’appello ai governi si fa invece riferimento alle necessità di: creare e attuare politiche e quadri giuridici allineati al diritto internazionale dei diritti umani; garantire la trasparenza e facilitare l’accesso ai dati pubblici ed alle informazioni affidabili relative ai cambiamenti climatici e all’ambiente; sostenere e garantire fondi per la ricerca sull’integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici, in particolare nei Paesi in via di sviluppo; promuovere campagne sui cambiamenti climatici ed infine invitare le aziende tecnologiche a valutare se e in che modo l’architettura della piattaforma contribuisca a minare l’integrità dell’ecosistema delle informazioni sul clima, fornendo ai ricercatori l’accesso ai dati per garantire la trasparenza e costruire una base di prove.

La crisi climatica è sempre più trascurata dai media

Il Fondo globale

Come già accennato, nell’iniziativa rientra il Fondo globale per l’integrità delle informazioni sui cambiamenti climatici – amministrato dall’Unesco – che è stato lanciato lo scorso giugno ed ha già  ricevuto 447 proposte da quasi cento Paesi. Grazie al finanziamento iniziale di un milione di dollari messo a disposizione dal governo brasiliano, il Fondo ha iniziato a sostenere la sua prima ondata di progetti a livello globale. Circa due terzi delle proposte ammissibili provengono dai Paesi in via di sviluppo.

Questo Fondo fiduciario multi-partner (MPTF) garantisce la reale indipendenza ed il coordinamento a livello globale della ricerca e del giornalismo investigativo. Mettendo in comune le risorse di più donatori, mira inoltre a diffondere un messaggio di neutralità, trasparenza e indipendenza, rafforzando la credibilità della ricerca e delle azioni che sostiene. I contributi dei donatori possono essere finanziari, in natura o attraverso partnership strategiche in linea con gli obiettivi dell’iniziativa.

L’MPTF segue gli standard finanziari e di governance dell’Unesco. I contributi sono pienamente tracciabili, sottoposti a revisione contabile indipendente e gestiti in modo trasparente. I fondi saranno destinati alla ricerca sui cambiamenti climatici e sull’integrità delle informazioni riguardanti questa tematica, alle campagne di sensibilizzazione ed al sostegno delle proposte di organizzazioni non profit. “Questa iniziativa mira a rafforzare la fiducia del pubblico nella scienza del clima, ridurre la diffusione di informazioni errate/distorte, rafforzare le risposte politiche e sostenere un giornalismo libero e indipendente. Garantendo l’accesso universale a informazioni climatiche accurate, contribuisce a una governance climatica più solida e a un processo decisionale informato, sottolinea l’Unesco.

[Credits photo @eleonora anello]

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

I più letti

Ultimi articoli di Clima

WaterLANDS

WaterLANDS, l’importanza delle torbiere minacciate dalla crisi climatica

WaterLANDS, uno studio nell’ambito di questo progetto europeo che mira a ripristinare le aree umide mostra le minacce della crisi climatica per le torbiere Le torbiere sono ecosistemi fondamentali sempre più minacciati dalla crisi climatica. A dimostrarlo è uno studio, condotto dall’Università olandese di Wageningen nell’ambito del progetto WaterLANDS, secondo... Leggi tutto
san valentino sostenibile

San Valentino sostenibile, quanto pesa sul clima la festa degli innamorati?

San Valentino sostenibile e l’impatto ambientale della festa degli innamorati, un caso emblematico di come le abitudini di consumo, anche quando legate a momenti simbolici, si intreccino con dinamiche globali Rose rosse che arrivano in aereo dall’Africa orientale, cioccolato legato alla deforestazione tropicale, regali “fast” destinati a durare pochi giorni... Leggi tutto
Go toTop