30 Dicembre 2025

Orso arancione bifronte a Marsiglia, una scultura per salvare gli orsi polari

scultura orso marsiglia
La scultura dell'orso di Jayey, a Marsiglia, con la cattedrale sullo sfondo
Particolare dell'opera
orso gigante marsiglia

A Marsiglia, vicino al porto vecchio e al museo MUCEM, sorge una scultura gigante che raffigura un orso bifronte arancione, messaggio dell’artista Jayet per la tutela degli orsi polari

Si intitola OursJayet la grande scultura Pop Art arancione di Marsiglia che rappresenta un orso, realizzata nel 2020 dall’artista internazionale Jayet, scultore e designer, e che accoglie i visitatori che dal lungomare si dirigono verso il porto vecchio (Port Vieux), nei pressi del MUCEM, il Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo.

scultura orso marsiglia
La scultura dell’orso di Jayey, a Marsiglia, con la cattedrale sullo sfondo

L’opera è stata presentata dal suo creatore come “il più grande orso del mondo” e supera i sei metri di altezza, con un peso di sette tonnellate, e ha richiesto oltre un anno di lavoro necessario per realizzarla.

Pensata inizialmente come installazione temporanea, è stata collocata in modo da affacciarsi contemporaneamente sulla cattedrale, sul museo e sul mare.

La scultura è bifronte, ispirata alla figura di Giano (Janus), dio bifronte della mitologia romana, simbolo dei passaggi, delle scelte, degli inizi e delle fini. Come Giano, anche l’orso guarda in due direzioni: una verso il passato e l’altra verso un futuro migliore. Questo doppio sguardo rappresenta il tema della trasmissione, al centro del progetto artistico.

Particolare dell’opera

L’Ours Jayet di Marsiglia è la prima opera di una serie di dodici sculture giganti, tutte differenti tra loro, che l’artista punta a disseminare nelle capitali e nelle grandi città del mondo.

La scultura è ha un messaggio di forte natura ambientale: l’artista e il suo orso gigante dichiarano infatti esplicitamente il proprio impegno nella salvaguardia degli orsi polari, Ursus Maritimus, specie indicata come in via di estinzione. L’iniziativa è infatti accompagnata dagli hashtag #WWFoursjayet, #sauvetonours e #loveours.

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Il concetto dell’orso nasce da un immaginario personale e universale insieme: l’orsetto di peluche come sogno d’infanzia, memoria affettiva e “madeleine proustiana”, ma anche dall’incontro con l’orso Pompon, opera che ha ispirato Jayet nella ricerca di forme arrotondate e linee essenziali.

Il colore arancione è stato scelto per evocare il sole, la luce e la creatività; la scultura -inizialmente scambiata per un’enorme caramella pop– ha attirato l’attenzione dei critici d’arte, che hanno indicato Marsiglia come luogo ideale per la sua installazione, città aperta alla cultura e all’arte contemporanea.

L’artista ha precisato che l’installazione è avvenuta a sue spese, senza sovvenzioni pubbliche e nel rispetto delle disposizioni sanitarie.

orso gigante marsiglia
Jayet con la sua scultura di orso gigante davanti al MUCEM di Marsiglia (foto: oursjayet.com)

OursJayet ha dato origine anche alla collezione ONE, una serie in edizione limitata realizzata in collaborazione con altri artisti, composta da pezzi unici disponibili su ordinazione e declinati in diversi materiali e dimensioni.

Accanto alla dimensione artistica, il progetto ha incluso anche iniziative di coinvolgimento del pubblico, come un concorso di fotografie e selfie dedicato all’Ours Jayet, con in palio una scultura di 30 centimetri. L’orso gigante di Marsiglia, inoltre, è stata la prima opera d’arte a sostenere la squadra di Francia durante la Coppa del Mondo di rugby del 2023.

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[Foto © Francesco Rasero]

[Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale per la fase di ricerca/traduzione e revisionato interamente da un giornalista della redazione]

Francesco Rasero

Giornalista pubblicista, dal 1998 scrive su carta stampata e online. Oggi è direttore responsabile di una testata locale e gestisce Altrov*e, start-up che si occupa di copywriting e comunicazione. Ha lavorato per oltre un decennio nel settore ambientale, oltre ad aver organizzato svariati eventi culturali, in ambito artistico, cinematografico e teatrale. È appassionato di viaggi, in particolare nell’area balcanica e nell’Est Europa, dove ha seguito (e segue) alcuni progetti di volontariato. Ama conoscere, progettare, fotografare e stare a contatto con le persone. Ma ancora di più ama il rugby, i suoi gatti e la sua nuova famiglia.

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