18 Dicembre 2025

Varese, i tesori lacustri di una terra che cambia pelle

Sette laghi e tre parchi regionali,  la provincia di Varese sta diventando una delle destinazioni turistiche più gettonate del Nord Italia

Sono le 15 di uno dei pomeriggi più corti dell’anno quando Luigi Giorgetti rientra con la sua barca al porticciolo di Cazzago Brabbia. A 89 anni, è uno dei tre pescatori – tutti ultrasettantenni – che continuano a gettare le reti nel Lago di Varese. È soprannominato “il Negus” per la sua perenne abbronzatura. Potrebbe raccontare qualche migliaio di storie, di quando il lago era fra i più pescosi d’Italia e di come le industrie nate negli anni del boom economico lo hanno inquinato e reso temporaneamente sterile. Oggi, la deindustrializzazione sta favorendo una rinaturalizzazione degli ecosistemi e, di conseguenza, una lenta riconversione di questo territorio ricco di acque e di aree naturalistiche al turismo e alle coltivazioni di qualità.

Cammino del Lago Maggiore, partecipazione e accessibilità in natura

Il Lake Museum di Cazzago Brabbia

Il Lake Museum del piccolo comune varesotto si articola in tre spazi nella zona del porticciolo. Le tre antiche ghiacciaie (giazer) sono il luogo più suggestivo di questo museo etnografico diffuso: in questi edifici esposti a nord veniva stoccato il ghiaccio invernale che consentiva di conservare il pesce fino alla primavera inoltrata. Poco lontano si trova il lavatoio in cui le donne di Cazzago Brabbia andavano a sciacquare i panni nei mesi più freddi dell’anno; oggi è la sede di un acquario didattico. Al porticciolo si trova una riproduzione di un rierùn, l’imbarcazione sulla quale si praticava, fino al secolo scorso, la pesca collettiva nel Lago di Varese. Infine, per gli amanti dell’arte muraria, la risalita fino al borgo di Cazzago Brabbia permette di scoprire le opere a tema ittico del pittore locale Chicco Colombo.

palude brabbia varese
Palude Brabbia (foto di Davide Mazzocco)

L’Oasi LIPU della Palude Brabbia

Stretta fra i laghi di Varese e di Comabbio è la Riserva Naturale Palude Brabbia, un importante corridoio ecologico che consente ai flussi migratori provenienti dal Mediterraneo di raggiungere il Centro Europa e viceversa. I 460 ettari di questa riserva regionale fanno capo alla Provincia di Varese che demanda la gestione di campo alla LIPU. In quest’area l’estrazione della torba è durata fino al 1990: prima come combustibile, poi come terriccio. Come molte altre aree paludose italiane, anche la Palude Brabbia è minacciata dal cambiamento climatico e negli ultimi quattro decenni è stata oggetto di numerosi progetti di conservazione. La Riserva è visitabile liberamente tutti i giorni dell’anno dall’alba al tramonto sui percorsi segnalati, mentre la torretta, sita in riserva integrale, non è liberamente accessibile se non previa prenotazione.

L'atelier di Lucio Fontana a Comabbio
L’atelier di Lucio Fontana a Comabbio (foto di Davide Mazzocco)

Il lago di Comabbio a piedi o in bicicletta

Grazie ai 13,5 chilometri della ciclopedonale del Lago di Comabbio è possibile compiere l’intero circuito dello specchio d’acqua varesotto in bicicletta o a piedi. Lungo il percorso, caratterizzato da alcuni saliscendi e da un fondo stradale misto, si trovano parchi, ristoranti, un noleggio di biciclette e angoli suggestivi con piante acquatiche che fioriscono in primavera creando distese ad effetto. Il punto più spettacolare dell’itinerario è la passerella sul lago in prossimità di Ternate, un luogo dove uno scatto fotografico è d’obbligo. A Comabbio gli appassionati d’arte possono visitare l’atelier di Lucio Fontana. Il fondatore dello spazialismo trascorse gli ultimi anni nella villa oggi accessibile nelle giornate di apertura del FAI.

lago maggiore - varese
La Rocca di Angera vista dall’Oasi Bruschera (foto di Davide Mazzocco)

Varese, quando innovazione e tradizione si incontrano

Come accennato in precedenza, il lento processo di riconversione da territorio a vocazione industriale a destinazione turistica, sta vedendo la nascita di alcune iniziative imprenditoriali che recuperano prodotti della tradizione locale dandogli un’anima contemporanea. Coerentemente con questa filosofia, nel corso degli ultimi anni, la città di Angera ha conferito il marchio De.co a quattro produttori che hanno riportato in vita prodotti alimentari fortemente legati alla storia del comune affacciato sulla sponda varesotta del Lago Maggiore. Dai vini IGT Ronchi Varesini all’olio extravergine di oliva, dal pane realizzato seguendo una ricetta millenaria allo zafferano riportato nel territorio delle prime coltivazioni lombarde, i produttori angeresi si propongono sul mercato con una Denominazione Comunale d’origine che ne certifica l’unicità.

Garda by bike, percorso panoramico a piedi o in bicicletta sul più grande lago d’Italia

[Foto di Davide Mazzocco]

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Materia Rinnovabile, La Revue Dessinée, La Stampa Tuttogreen, Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow News, Slow Food. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online”, “Propaganda Pop”, "Cronofagia" e "Geomanzia", "Prime" e "Riconquistare il tempo".

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