Annunciati dall’UNEP i Campioni della Terra 2025: tra i premiati c’è anche lo scienziato italiano Manfredi Caltagirone, a cui va un riconoscimento postumo
Le Nazioni Unite hanno annunciato i Campioni della Terra (Champions of the Earth) 2025, il massimo riconoscimento ambientale conferito dall’UN Environment Programme (UNEP) a persone e organizzazioni che si distinguono per leadership e risultati concreti nella lotta alla crisi climatica.
Il premio, giunto alla sua ventesima edizione, viene assegnato a margine dell’Assemblea dell’Ambiente dell’ONU e ha finora riconosciuto 127 leader ambientali a livello globale. Cinque i vincitori di quest’anno, protagonisti di ambiti cruciali come la giustizia climatica, la riduzione delle emissioni di metano, la protezione delle foreste, il raffrescamento sostenibile e l’architettura resiliente.
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«I Campioni 2025 operano in contesti e settori diversi, ma condividono un obiettivo comune: dimostrare che azioni coraggiose e basate sulla scienza possono produrre cambiamenti reali per le persone e per il Pianeta, in un momento in cui il mondo è sulla traiettoria di superare 1,5 °C di aumento delle temperature globali», dichiarano dall’UNEP.
Tra i premiati figurano il movimento giovanile Pacific Islands Students Fighting Climate Change, capace di ottenere uno storico parere della Corte Internazionale di Giustizia sugli obblighi degli Stati in materia di clima; Supriya Sahu, funzionaria del governo indiano del Tamil Nadu, per le sue politiche di adattamento al caldo in grado di creare due milioni e mezzo di posti di lavoro “green”; l’architetta Mariam Issoufou, che ha ridefinito l’edilizia resiliente nel Sahel; e l’Istituto brasiliano Imazon, punto di riferimento scientifico nella lotta alla deforestazione amazzonica attraverso dati e intelligenza artificiale.
Il riconoscimento all’italiano Manfredi Caltagirone
Uno dei Campioni della Terra 2025 è italiano: si tratta dello scienziato Manfredi Caltagirone, premiato alla memoria con il riconoscimento Lifetime Achievement. Scomparso prematuramente lo scorso giugno a soli 46 anni, è stato una figura chiave nelle politiche climatiche internazionali, in particolare nella lotta alle emissioni di metano.

Entrato in UNEP nel 2012 dopo esperienze al Ministero dell’Ambiente italiano e alla United Nations Foundation, ha ricoperto il ruolo di direttore dell’International Methane Emissions Observatory (IMEO), struttura pionieristica nel promuovere trasparenza, dati scientifici e responsabilità nel settore energetico. Sotto la sua guida, ha preso forma anche la prima normativa europea sul metano, entrata in vigore nel 2024.
Il lavoro di Caltagirone ha contribuito a far parlare di un gas serra molto potente ma meno conosciuto della CO2: attraverso un approccio basato su dati scientifici, trasparenza e collaborazione tra ricerca, istituzioni e imprese, ha aiutato a colmare il divario tra conoscenza scientifica e decisioni politiche.
«Ha agito con l’urgenza di chi sa che ridurre il metano è una delle soluzioni climatiche più rapide ed efficaci disponibili oggi -spiegano dall’UNEP- Sotto la sua guida, decine di aziende in tutto il mondo hanno iniziato a misurare le emissioni effettive e a intervenire direttamente sulle perdite, estendendo questo approccio anche a settori come rifiuti, agricoltura e industria pesante».
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Colleghi e partner lo ricordano come una figura capace di unire rigore scientifico, abilità diplomatica e umanità. La sua eredità è anche culturale: quella di una Scienza capace di parlare al mondo reale, di incidere concretamente sulle scelte e di costruire soluzioni condivise.
«Questo premio è un tributo non solo ai suoi risultati, ma alla sua visione, alla sua leadership e alla sua capacità di ispirare chi gli stava intorno. Alla guida dell’IMEO, Manfredi ha dato vita a un team e a una missione: sapeva che dati aperti, affidabili e utilizzabili sono essenziali per guidare il cambiamento -ha dichiarato Teresa Ribera, Executive Vice-President for a Clean, Just and Competitive Transition della Commissione Europea- Grazie al suo lavoro, governi, aziende e comunità di tutto il mondo sono oggi meglio attrezzati per ridurre le emissioni, proteggere le persone e costruire resilienza. Ogni tonnellata di metano evitata significa meno riscaldamento globale, meno disastri e un futuro più sicuro per tutti. Manfredi aveva capito che l’azione per il clima è possibile: che scienza, coraggio e cooperazione possono cambiare il corso degli eventi. La sua eredità ci ricorda che non possiamo rallentare e non possiamo fare passi indietro».
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[Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale per la fase di traduzione e revisionato interamente da un giornalista della redazione]