La storia di Hase, il gigantesco coniglio rosa di Artesina: un’opera biodegradabile di Gelitin che per anni ha caratterizzato le Alpi cuneesi
Tra le montagne del Cuneese, a circa 1600 metri d’altitudine, più precisamente al Colletto Fava vicino ad Artesina, si trovava un’enorme creatura: un pupazzo rosa apparentemente precipitato dal cielo. Il suo nome era Hase.
Origine di Hase, il coniglio rosa dei Gelitin
Hase è stato creato nel 2005 dal collettivo artistico viennese Gelitin. Il suo nome significa letteralmente “coniglio” in tedesco. Per circa vent’anni ha abitato all’aria aperta tra i paesaggi alpini, dove oggi restano soltanto frammenti della sua struttura ormai disgregata.
Un’icona surreale delle Alpi cuneesi
Si trattava di un grande coniglio rosa lungo oltre 60 metri, visibile persino dalle riprese satellitari. Per anni Hase è diventato simbolo della zona, attirando escursionisti, curiosi, fotografi e turisti da tutta Europa. Il suo colore acceso e la sua forma infantile ma colossale creavano un contrasto unico con il paesaggio naturale delle Alpi cuneesi.
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Un’opera destinata a mutare
L’idea alla base di questa installazione di Land Art era di posizionare Hase in un luogo naturale affinché potesse diventare oggetto del tempo, smembrandosi progressivamente a causa degli agenti atmosferici e della fauna locale, attratta anche dai materiali di cui era composto.
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Materiali biodegradabili e rispetto dell’ambiente
Il progetto dei Gelitin prevedeva fin dall’inizio che Hase non fosse un’opera eterna. Era infatti realizzato interamente con materiali biodegradabili come lana e paglia, non nocivi per l’ambiente e utili per gli animali come fonte di cibo o materiale per costruire tane e rifugi.
L’obiettivo era creare un’opera che dialogasse con la natura senza arrecarle alcun danno, in pieno stile Land Art.
La lenta decomposizione del gigante rosa
Dopo il successo ottenuto grazie alla sua unicità, col passare del tempo il destino previsto dai suoi creatori ha iniziato a compiersi. Vento, pioggia, neve e gli animali hanno consumato la lana e la struttura interna di paglia, trasformando gradualmente l’opera.
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Ciò che rimane oggi di Hase
Oggi ciò che resta è solo una parte della sua sagoma, ma soprattutto il ricordo vivissimo di una delle installazioni più insolite e affascinanti del territorio alpino: il gigantesco coniglio rosa di Artesina, un simbolo di arte, natura e impermanenza. Se si vuole osservare Hase oggi è sufficiente cercare le coordinate 44∘14′39.77″N e 7∘46′10.71″E
“Le cose che si trovano vagando in un paesaggio: cose familiari e del tutto sconosciute, come un fiore mai visto prima o, come scoprì Colombo, un continente inspiegabile; e poi, dietro una collina, come se fosse stata lavorata a maglia da nonne giganti, giace questo immenso coniglio, che ti fa sentire piccolo come una margherita […]” Getilin, 2005.
[Foto © getilin.net]
