I consumi della Gen Z stanno cambiando: meno acquisti impulsivi, più usato, più sostenibilità. Dati e tendenze che raccontano questa svolta.
I consumi della Gen Z raccontano una generazione che compra meno e in modo diverso: più selettivo, più coerente con i propri valori, più attento al prezzo e all’impatto ambientale. I dati di Deloitte e Brandon Group mostrano una tendenza chiara: i giovani italiani stanno riscrivendo le regole del consumo.
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Consumi della Gen Z: i dati che mostrano la svolta
Il Deloitte Global Gen Z & Millennial Survey 2024 indica che per i giovani italiani le due principali preoccupazioni sono il costo della vita e il cambiamento climatico. Due aspetti che incidono direttamente sugli acquisti: meno impulsività, più attenzione, più coerenza.
Il Brandon Group Trend Report 2025 conferma che la Gen Z è oggi il motore principale del mercato dell’usato, scelto sia per ragioni economiche sia per motivi ambientali.
Secondo il report, i giovani preferiscono prodotti durevoli, brand trasparenti e abitudini di consumo più leggere.
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Perché la Gen Z compra meno
Secondo le analisi, il rapporto con il consumo sta cambiando per tre motivi principali.
- Pressione economica. Salari bassi e inflazione spingono verso scelte più selettive. Comprare meno diventa una forma di pragmatismo.
- Consapevolezza ambientale. I dati Deloitte mostrano che molti giovani percepiscono il clima come una sfida personale. Evitare sprechi e fast fashion non è più una nicchia: è una norma identitaria.
- Benessere personale. L’accumulo non è più un obiettivo. La Gen Z si orienta via via verso oggetti che “servono davvero”, che durano, che non pesano sulla mente né sugli spazi.
Meno oggetti, più significato: un nuovo modello di consumo
La Gen Z sperimenta nuove forme di accesso ai beni: usato, scambio, affitto, riparazione. Non si tratta di rinuncia, ma di intenzionalità. Un consumo più lento, meno legato all’impulso e più al valore.
È anche per questo che molte aziende stanno adattando le proprie strategie: trasparenza, sostenibilità e durata diventano leve competitive.
Una generazione che normalizza il “comprare meno”
A un’analisi attenta, i consumi della Gen Z non parlano di frugalità imposta, ma di una generazione che ricostruisce il rapporto con gli oggetti. In un’epoca di stimoli infiniti e offerte continue, la Gen Z introduce dunque una novità che sa di buon senso: non serve comprare di più per vivere meglio. Un esempio per chiunque voglia sottrarsi alla logica dell’eccesso e recuperare il valore delle scelte.
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