Il Parlamento europeo ha approvato la direttiva europea sul suolo, la prima normativa UE che tutela il suolo come risorsa limitata e vivente. La legge introduce il monitoraggio obbligatorio, il contrasto all’inquinamento e incentivi per pratiche sostenibili, con effetti su cibo, acqua e resilienza climatica.
Il 23 ottobre 2025 segna una tappa storica per la tutela ambientale in Europa: il Parlamento europeo ha infatti approvato con 341 voti favorevoli la direttiva europea sul suolo, la prima normativa comunitaria che riconosce il terreno come risorsa vitale e limitata, da proteggere al pari di acqua e aria.
“È un giorno storico”, ha commentato l’eurodeputata Annalisa Corrado, relatrice della direttiva. “Dopo anni di stallo, colmiamo così un vuoto normativo che durava da troppo tempo. L’Europa compie oggi un passo decisivo per proteggere la salute dei suoli, e con essa quella delle persone e del pianeta”.
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Cosa prevede la direttiva europea sul suolo
La nuova normativa introduce un sistema europeo di monitoraggio del suolo con obiettivi chiari: migliorare la resilienza dei terreni, gestire i siti contaminati e ridurre il consumo di suolo (land take).
In prima battuta, ogni Stato membro dovrà istituire sistemi di rilevamento della condizione fisica, chimica e biologica dei suoli, basati su una metodologia comune UE. In secondo luogo, i dati saranno comunicati regolarmente alla Commissione Europea e all’Agenzia Europea dell’Ambiente, garantendo un quadro comparabile e coordinato.
La direttiva include, inoltre, la sorveglianza di sostanze chimiche pericolose, come PFAS, pesticidi e microplastiche, e definisce classi di salute del suolo con valori di riferimento europei e soglie nazionali.
Buone pratiche da implementare
Oltre all’adozione della direttiva europea sul suolo, è fondamentale promuovere buone pratiche concrete per preservare questa risorsa vitale:
- Monitoraggio regolare e scientifico. Implementare sistemi di rilevamento fisico, chimico e biologico dei terreni, aggiornati e condivisi tra istituzioni locali e nazionali.
- Riduzione del consumo di suolo. Privilegiare il riuso di terreni già urbanizzati, limitare la cementificazione e incentivare la rigenerazione urbana.
- Agricoltura sostenibile. Praticare rotazioni colturali, uso controllato dei pesticidi e tecniche di gestione del suolo che ne preservino fertilità e biodiversità.
- Tutela dei suoli contaminati. Bonificare siti industriali e aree degradate, riducendo l’impatto delle sostanze chimiche nocive come PFAS e microplastiche.
- Educazione e sensibilizzazione. Coinvolgere cittadini, agricoltori e scuole per aumentare la consapevolezza sull’importanza della salute del suolo per cibo, acqua e clima.
- Incentivi e sostegno agli agricoltori. Strumenti economici e tecnici per facilitare pratiche sostenibili, rigenerazione dei terreni e monitoraggio costante.
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Queste azioni, coordinate con le disposizioni della direttiva, permettono di trasformare la normativa in risultati concreti sul territorio, aumentando la resilienza dei suoli, tutelando la biodiversità e contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici.
Impatti su agricoltura e cittadini
“Questa norma parla di vita quotidiana: di cibo sicuro, di acqua pulita, di resilienza climatica e di sovranità alimentare”, spiega inoltre Corrado. “Nessuno verrà lasciato solo: agricoltori e proprietari riceveranno il sostegno necessario per adottare pratiche sostenibili”.
Si punta dunque a un ciclo virtuoso: terreni più sani producono cibo più sicuro, migliorano la qualità delle acque e aumentano la capacità dei suoli di assorbire carbonio, contribuendo alla mitigazione del cambiamento climatico.
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Dalla tutela del suolo alla COP30
Nello stesso giorno, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione preparatoria alla COP30 sul clima a Belém, Brasile, riaffermando l’impegno a limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e a porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili.
“Dalla difesa del suolo alla tutela della biodiversità, dalla giustizia climatica alla pace”, sottolinea infine Corrado: “L’Europa deve guidare con coraggio la transizione globale”.
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