Curiosi per natura è il libro di Stefano Camanni raccoglie il racconto degli studiosi che hanno fatto la storia dell’etologia, da Charles Darwin a Jane Goodall
Come spiega Enrico Alleva nel dialogo con Stefano Camanni che chiude Curiosi per natura, l’etologia e l’ecologia comportamentale sono state e continuano a essere considerate discipline di serie B, “perché si articolano prevalentemente fuori dai laboratori, perché non salvano direttamente vite umane, perché spesso non vengono usati strumenti high tech”. Eppure, leggendo le trenta storie raccolte dall’autore torinese nel saggio pubblicato da Ricca Editore, si scopre quanto la vita degli animali non umani sia collegata alla nostra specie e quanto possa essere un modello virtuoso di convivenza e cooperazione a cui ispirarsi, in un contesto in cui gli individui e le masse sembrano essere sempre più divisi, soli e in competizione fra di loro.
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Le origini dell’etologia
I primi a interrogarsi sul comportamento animale sono Empedocle ed Aristotele, ma è soltanto nell’Ottocento, con Charles Darwin e Jean-Henry Fabre, che il comportamento animale inizia a essere studiato con un approccio scientifico. Il racconto di Camanni inizia proprio dalle Galapagos, dove Darwin, osservando il comportamento delle iguane marine, intuisce l’adattamento evolutivo alla base della teoria che ha rivoluzionato la scienza. Nella meno esotica Provenza, Fabre osserva con sguardo acuto le abili tessiture dei ragni e le tecniche con cui imprigionano le loro prede. Quello di Camanni è un viaggio nel tempo, ma anche nello spazio, tanto che l’ultima parte del libro è una sorta di guida di viaggio per chi voglia mettersi sulle tracce di coloro che hanno consacrato la loro esistenza allo studio dei processi comportamentali degli animali.
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Architetti e danzatori
Scorrendo le godibilissime pagine di questo libro si scoprono le sublimi architetture dei castori studiate da Hope Ryden e quelle delle termiti sviscerate da Eugène Nielen Marais. Si raccontano gli esperimenti con i quali Ivan Petrovic Pavlov ha scoperto il meccanismo del riflesso condizionato che porta il suo nome e la relazione fra Konard Lorenz e una cucciolata di anatre che ha svelato il processo dell’imprinting. Alcuni dei racconti più affascinanti riguardano il mondo degli insetti: la danza con la quale le api comunicano quantità e direzione del polline decifrata da Karl von Frisch e la comunicazione chimica delle formiche rivelata da Edward Osborne Wilson.
La prossimità ai sapiens ha fatto sì che molte ricerche di etologia si siano concentrate sui primati: dagli studi di Jane Goodall sull’utilizzo di utensili da parte degli scimpanzè ai processi emulativi dei gorilla analizzati da Dian Fossey, dal linguaggio oggetto dei lavori di Roger Fotus al comportamento sociale svelato dalle osservazioni di Frans de Waal.
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Le rivelazioni sull’intelligenza animale sono talvolta sorprendenti. Come i primati, anche i delfini utilizzano degli utensili: la biologa Rachel Morker ha scoperto che questi mammiferi marini utilizzano le spugne come un guanto per proteggersi da spine e aculei che potrebbero offenderli. La comunicazione olfattiva è al centro dei lavori compiuti da Mark Bekoff sui cani e da Elli H. Randiger sui lupi; entrambi esplorano la straordinaria capacità che i canidi hanno di ottenere informazioni sui loro simili utilizzando una sensibilità agli odori migliaia di volte più potente di quella umana.
Nella galleria degli etologi raccontati da Camanni ci sono anche nomi molto noti come quello di Desmond Morris, autore de La scimmia nuda, libro in cui i sapiens vengono trattati come l’unica specie di primati senza peli, o Gerald Durrel, autore de La mia famiglia e altri animali, uno dei precursori della salvaguardia delle specie a rischio d’estinzione.
La lezione del garrulo arabo
La lezione più bella del libro è quella del garrulo arabo. Inanellando alcuni esemplari di questo passeriforme, il biologo evoluzionista Amotz Zahavi ha osservato un comportamento sorprendente: la generosità nei confronti di conspecifici non appartenenti al proprio nucleo familiare. Incuranti dei propri legami familiari, gli esemplari dominanti delle colonie elargiscono le prede a vicini adulti o ai pulcini di altre famiglie. Questo consente loro di assumere una posizione di prestigio non in base all’esercizio della violenza, ma grazie a un atto di generosità. Il comportamento del garrulo arabo conferma, dunque, come una buona parte del mondo animale non umano sia totalmente refrattaria alle leggi della competizione e prediliga, invece, la cooperazione fra simili.
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Le trenta storie di Curiosi per natura scelgono un momento particolare della vita dei singoli scienziati e lo studio rivolto a una determinata specie. Talvolta la narrazione è in prima persona, altre volte in terza persona. Dialoghi verosimili, scambi epistolari e possibili conferenze, fanno di questo saggio ibrido una lettura godibilissima, consigliabile tanto ai neofiti come agli appassionati di etologia.
Stefano Camanni presenterà Curiosi per natura giovedì 20 novembre, alle ore 20.30, da Ma.Ri. House, nell’ambito del secondo appuntamento di Libri in verde.
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