Essi vivono – La fantascienza sociale al Lucca Comics 2025

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Essi vivono – La fantascienza sociale al Lucca Comics 2025 ultima modifica: 2025-11-09T00:21:51+01:00 da Emanuel Trotto
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Presentato ad Halloween al Lucca Comics & Games 2025 il film  restaurato Essi vivono, l’incubo anticonsumista di John Carpenter

essi vivono
Essi vivono (They Live) è un film del 1988 scritto e diretto da John Carpenter

La meccanica quantistica è la base della fisica che studia i componenti più piccoli dell’universo. Le sue regole, però, sono completamente diverse dal nostro mondo. Quello che è stabile nella realtà di tutti i giorni non lo è nel microscopico. Con essa non ci si limita a osservare la realtà come spettatori esterni, senza che essa non venga influenzata. Basta uno sguardo perché quello che guardiamo esista.

L’osservatore è creatore di un mondo. La materia infatti non è qualcosa di fisso, ma è una realtà mutevole. Per questo è imprevedibile. Il cinema di John Carpenter lo si può definire con questi termini. Il regista stesso ha ammesso il suo interesse e la sua fascinazione per queste tematiche, che si riflettono nelle ambientazioni dei suoi film. Che siano horror o fantascientifici (suoi generi prediletti) la realtà è qualcosa di fittizio e cangiante. Il suo cinema è quello dell’incubo (americano) che genera mostri.

Essi vivono
Il poster originale di Essi vivono di John Carpenter.

Perché in Carpenter il Male ha una consistenza fisica. Non è qualcosa che vive solo nella mente. Esiste ed è tangibile. Può colpire ed uccidere, come la sua creatura più famosa Michael Myers di Halloween – La notte delle streghe (1978). Il Male vive nel corpo un omicida finito in manicomio, da cui fugge per finire quello che ha cominciato. Ossia il massacro della media e ipocrita borghesia americana. Quella delle feste comandate che sottovalutano l’Oscurità e la trasformano in una festa. Una frivolezza in cui si gioca a mettersi maschere su maschere.

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Quella di Myers è tutt’una con se stesso, passando così da uomo a idea, concetto, o Forma come viene chiamato in originale [The Shape]. È un’Ombra (nell’adattamento italiano) che si nasconde dietro le siepi dei quartieri residenziali pronta a colpire quando calano le tenebre.

L’ipocrisia contro cui si scaglia Myers è iniziata anni prima, per Carpenter. Negli anni ’50, quelli da cui proviene Plymouth rossa fiammante di Christine – La macchina infernale (1983). L’automobile è il frutto di un raggiunto benessere economico. La battaglia per esso ha lasciato molti morti sul campo di battaglia. Sono gli emarginati, i nerd, le ritenute minoranze. Chi vive ai margini. Rigettati costantemente nella loro dimensione altra, lontana da quella di “chi sta bene”.  Per passare da una parte all’altra bastano un libro, una maschera, uno specchio o la nostra stessa retina.

I protagonisti di Carpenter attraversano uno stato intermedio per raggiungere un Altrove spaventoso ma reale. Come John Nada (Roddy Piper), il protagonista di Essi vivono (1988). Il film è stato riproposto la notte di Halloween nel restauro 4K da Minerva Picture al Lucca Comics & Games 2025. La manifestazione dal 1993, è il principale evento dedicato al mondo del fumetto, del gaming e del cinema. Per il secondo anno di fila porta avanti la sezione dedicata alle Notti Horror. Nel palinsesto di quest’anno sono stati presentanti anteprime di film come Dracula – L’amore perduto di Luc Besson o serie TV come IT: Welcome to Derry dal romanzo di Stephen King.

John Nada (Roddy Piper a destra) e Frank (Keith David)
John Nada (Roddy Piper, a destra) e Frank (Keith David) con indosso gli occhiali da sole in una scena del film Essi vivono.

Con Essi vivono, Carpenter realizza forse la sua opera più concettuale. Il genere è un puro pretesto per raccontare il sociale. Lo ambienta in una Los Angeles completamente diversa dalla metropoli anni Ottanta, tutta glamour e neon.

I grandi grattacieli sono solo uno sfondo, una meta lontana e irraggiungibile per il suo protagonista, John, un vagabondo disoccupato. Nonostante l’indigenza crede ancora nel sogno di felicità e benessere con cui è stato indottrinato. Dopo tanti rifiuti riesce a trovare lavoro in un cantiere per costruire l’ennesimo grattacielo. Grazie al collega Frank (Keith David) trova riparo in una baraccopoli chiamata Justiceville fuori città. La comunità è solida, sostenuta dalla parrocchia locale. Le serate sono scandite dalla TV che trasmette programmi spazzatura.

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John, curiosando, raggiunge la sacrestia della parrocchia. Ci trova dentro uno strano laboratorio dove vengono costruiti degli occhiali da sole, a loro volta impilati in scatole nascoste in uno stanzino segreto. Non capisce la loro presenza e perché alcuni li indossano solo quando un elicottero della polizia passa sopra di loro. Alla TV il segnale è costantemente interrotto da uno speaker che invita la gente ad aprire gli occhi contro un presunto nemico. Un predicatore cieco profetizza l’apocalisse, come un moderno Tiresia. Quest’ultimo è liquidato come un pazzo e lo speaker è solo un disturbo del segnale.

essi vivono film
I volti deformati e i messaggi imperativi visti attraverso gli occhiali da sole in un’altra scena di Essi vivono.

Arriva una retata della polizia la notte che smantella Justiceville. La mattina dopo restano solo macerie. John recupera una delle scatole con gli occhiali, la nasconde e se ne tiene solo un paio. Una volta indossati tutto cambia. Il mondo visto attraverso di essi è in bianco e nero. I manifesti con le pubblicità, le riviste e il denaro stesso si riducono a imperativi che non vanno visti: «Compra» «Obbedisci», «Questo è il tuo Dio». Anche i volti di certe persone cambiano. In un centro commerciale vede due yuppies parlare: uno dei due ha il volto che ricorda un teschio coi capelli che sembrano solo poggiati sulla calotta cranica. Senza gli occhiali sembra tutto normale. Attraverso gli occhiali le multinazionali che mentono, impoveriscono e inquinano si mostrano per quello che sono.

Chi sono quei teschi? Sono umani o provengono da un mondo lontano? Carpenter opta per quest’ultimo. Rielabora il classico tema fantascientifico dell’invasione e della sostituzione aliena nello stile de L’invasione degli ultracorpi (1956) di Don Siegel. Un prodotto semplice prodotto “di genere” è invece una metafora della psicosi dell’omologazione.

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Carpenter con Essi vivono traspone il racconto da Ray Nelson del 1963 Eight O’Clock in the Morning. In esso c’è un’invasione silenziosa e invisibile agli occhi intenzionalmente velati. La regia è asciugata fin quasi al documentario, la narrazione rarefatta. È un dramma in cui la violenza sfocia non per il denaro o il sesso facile ma come sfogo di un malessere saturato.

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Nato a Biella nel 1989, si è laureato in Storia del Cinema presso il DAMS di Torino nel 2012, ha partecipato alla rassegna stampa per l’Università al 29, 30, 31mo Torino Film Festival e ha collaborato per il Festival CinemAmbiente 2014. Collabora per diversi blog di cinema e free culture (Il superstite) e associazioni artistiche (Metropolis). Ha diretto due cortometraggi: E Dio creò le mutande (2011), All’ombra delle foglie (2012).

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