I crisantemi colorano l’autunno italiano di memoria, ma nel resto del mondo sono simbolo di amore, gioia e rinascita.
Perché in Italia il fiore più colorato dell’autunno è associato alla morte? Ogni anno, con l’arrivo di novembre, balconi e cimiteri si riempiono di crisantemi, i cosiddetti “fiori dei defunti”. Eppure, dietro questa reputazione malinconica, si nasconde una storia antica e tutt’altro che triste.
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Il significato e l’origine del crisantemo
Il crisantemo è una pianta appartenente al genere delle angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae. Fiorisce proprio in autunno, in concomitanza con la festa di commemorazione dei defunti del 2 novembre, ed è per questo che nel nostro Paese è diventato il simbolo della morte.
Ma la sua etimologia racconta un’altra storia: il nome deriva dal greco khrysánthemon, che significa “fiore dorato”. Una definizione che riflette l’essenza vitale più che quella funebre.
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Il significato del crisantemo nel mondo
In Giappone, ad esempio, i crisantemi sono considerati i fiori dell’imperatore, della nobiltà e dell’amore eterno e vengono utilizzati anche nelle cerimonie nuziali.
Nel Regno Unito, invece, assume un significato contrario al nostro in quanto si regala in occasione delle nascite come simbolo di gioia e di un nuovo inizio.
In Australia è il fiore della Festa della Mamma, mentre in Cina è associato alla longevità e alla felicità.
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Solo in Italia e in pochi altri paesi europei, come Francia e Belgio, mantiene il legame con la memoria dei defunti — un legame nato più dal calendario che dal significato originario del fiore.
I fiori della memoria nel mondo
Altrove, altri fiori hanno preso il posto simbolico dei crisantemi nella commemorazione dei morti.
In Giappone, per esempio, il ruolo spetta al giglio ragno rosso (Lycoris radiata), scelto per la sua velenosità e per il periodo autunnale in cui sboccia.
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L’Agave, invece, è associata alla morte perché muore subito dopo la fioritura, mentre l’Amorphophallus titanum, noto come “fiore cadavere”, deve la sua fama all’odore intenso e alla rarità della sua fioritura.
Come coltivare i crisantemi
Nonostante il suo simbolismo variabile, il crisantemo resta un fiore incantevole per forme e colori: dal bianco candido al giallo dorato, dal rosso vivo all’arancione e al rosa tenue.
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È una pianta resistente e facile da coltivare, adatta anche al vaso.
Ama il sole ma sopporta bene il freddo; richiede innaffiature regolari, evitando i ristagni d’acqua, e una potatura accurata dopo la fioritura. Basta recidere i fiori appassiti e coprire le radici con un po’ di terreno, così da proteggerle dal gelo e favorire nuove gemme la primavera successiva.
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Il fiore dorato: da simbolo di lutto a emblema di rinascita
Così, dietro il fiore che in Italia profuma di malinconia, si cela un simbolo di luce, rinascita e bellezza universale.
Il “fiore dorato” che per noi parla di addio, altrove racconta l’amore, la vita e l’eternità.
[Foto di Frauke Riether da Pixabay]
