A settantacinque anni dalla scomparsa dello scrittore, ecco un itinerario per scoprire i luoghi che ne hanno ispirata la scrittura. Con partenza dalla Fondazione Cesare Pavese
Il 27 agosto 1950, in una camera dell’Albergo Roma di Piazza Carlo Felice a Torino, Cesare Pavese si toglieva la vita ingerendo dieci bustine di barbiturici. Sulla prima pagina di una copia dei suoi Dialoghi con Leucò venne trovato un messaggio: “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”. A settantacinque anni da quel tragico epilogo, lo scrittore di Santo Stefano Belbo continua a essere ritenuto uno dei più grandi autori italiani della prima metà del Novecento. Fu lui una delle anime della neonata casa editrice Einaudi, traduttore di grandi autori statunitensi e inglesi del XIX secolo e della prima parte del Novecento, instancabile editor e curatore.

La sede della Fondazione Cesare Pavese
Tutti coloro che hanno amato la sua opera narrativa e poetica possono immergersi nell’universo dello scrittore visitando i luoghi pavesiani di Santo Stefano Belbo. Punto di partenza della visita è la Fondazione Cesare Pavese di Piazza Luigi Ciriotti 1. Nata nel 2004, questa istituzione ha sede in una struttura che accorpa tre epoche differenti: la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo risalente al XIV secolo, ora auditorium della Fondazione, la Biblioteca Civica di origine ottocentesca e la centrale torre di architettura contemporanea che collega le due strutture.
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La sede della Fondazione Cesare Pavese custodisce le prime edizioni dei libri dello scrittore e delle sue traduzioni, ma soprattutto la copia originale dei Dialoghi con Leucò su cui Pavese ha scritto l’ultima frase prima di togliersi la vita.

I Sentieri Pavesiani
All’interno del territorio comunale di Santo Stefano Belbo, i Sentieri Pavesiani si diramano in 15 differenti percorsi (contando le diverse varianti) che coprono circa 60 km tra gli ambienti cari allo scrittore santostefanese, come la Torre medievale, la collina di Moncucco, il casotto della Gaminella, il fiume Belbo. Scaricando l’applicazione Multimedia Outdoor Museum, i visitatori vengono guidati alla partenza di ogni itinerario: giunti in prossimità dei totem, una notifica dell’app avvisa e accompagna il visitatore in un viaggio virtuale attraverso l’universo di Cesare Pavese e delle tradizioni di Langhe Roero e Monferrato.
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In un raggio di due chilometri dal centro del paese, muovendosi in direzione est si possono visitare quattro luoghi che racchiudono l’esistenza di Cesare Pavese: il cimitero (che dal 7 settembre 2002 custodisce le spoglie mortali dello scrittore), la Casa natale, la Casa di Nuto (cioè dell’amico falegname musicista Giuseppe Scaglione, ispiratore delle storie langhesi) e il Casotto della Gaminella (narrato ne La luna e i falò).

Le panchine letterarie
Davanti alla sede della Fondazione Cesare Pavese, sulla collina di Moncucco, in località Valdivilla, in frazione Camo, in Piazza Umberto I e al Casotto della Gaminella sono state installate 6 panchine letterarie a forma di libro che riportano alcuni passaggi delle opere più famose dello scrittore.

Il Pavese Festival
Spettacoli, presentazioni di libri, talk, mostre, laboratori per adulti e bambini è questo il menu del Pavese Festival che si svolge ogni anno all’inizio dell’estate, a Santo Stefano Belbo. Chi è interessato faccia dei cerchi rossi sul calendario: la ventiseiesima edizione si svolgerà dal 22 al 28 giugno 2026.
[Foto di Davide Mazzocco]
